Indennizzo diretto: l’avevamo detto

Fonte: http://dallapartedichiguida.blogosfere.it/2006/10/rc-auto-indennizzo-diretto-laneis-e-avanti-di-qual.html

L’indennizzo diretto dovrebbe partire il 1° gennaio 2007. Volete sapere se risparmierete sulla Rca? Ora dice la sua Fausto Marchionni, amministratore delegato Fonsai (la Compagnia italiana più grande nella Rca), che parla di “salto nel buio”. E io la condivido. Tuttavia, nel luglio 2005, Francesco Mannacio, vicepresidente ANEIS (Associazione nazionale esperti di infortunistica stradale), aveva già definito l’indennizzo diretto un salto nel buio. Potrebbe rivendicare il diritto d’autore…

Ecco cosa ha detto, nei giorni scorsi, Marchionni.

1) Ci sarà una “tendenza all’aggravamento dei costi, mentre qualcuno, anche a Roma, è ancora convinto che le assicurazioni siano una vacca da mungere grassa e da far dimagrire”.

2) Marchionni ha anche spiegato che negli incontri avuto con gli esponenti del governo non ha mancato di sottolineare le difficoltà in cui versa il comparto assicurativo: “Ho rivolto loro l’invito a verificare le nostre opinioni sull’indennizzo diretto con tutti gli esperti, perché si dimostrerà presto che è un salto nel buio”.

3) E ancora: “Questa riforma provocherà l’aumento delle tariffe. L’indennizzo diretto migliora sì la qualità del rapporto Compagnie-clienti, ma non abbasserà il costo delle polizze, perché crea grandi difficoltà nella determinazione della tariffe annuali, visto che l’Antitrust vieta lo scambio informativo tra compagnie”.

Francesco Mannacio, luglio 2005.

1) Sull’indennizzo diretto: “… la vicenda si fa addirittura grottesca. Il disegno di legge, che ricalca un’idea dell’attuale governo, viene presentato dall’opposizione. Fulgido esempio di iniziativa bipartisan in tempi di costanti risse parlamentari. L’Antitrust fa da sponda esprimendo un parere favorevole pur sapendo bene che in Italia, fino a quando l’ottanta per cento del portafoglio auto sarà concentrato in quattro gruppi assicurativi, non si verificherà alcuna effettiva concorrenza, se non di facciata. Sono quindi tutti d’accordo nel portare avanti in tempi rapidi il progetto. E tra i più entusiasti chi troviamo? Sempre loro, le Associazioni del CNCU che ormai possono essere definite tout court ‘governative’”.

2) “L’ANIA (rappresenta le Compagnie) si frega le mani dietro le quinte per il nuovo regalo che si profila all’orizzonte ma ufficialmente esprime qualche perplessità per gli aspetti tecnici e giuridici da mettere a punto. Si dice comunque disposta (bontà sua) a prendere in attenta considerazione il progetto purché vi sia un meccanismo che permetta di by-passare gli interventi dei patrocinatori a difesa dei diritti dei danneggiati. Ed ecco trovata la soluzione che pare sia stata concepita dalle solite Associazioni: l’eventuale patrocinatore potrà intervenire solo nel caso che l’impresa non rispetti i termini previsti dalla legge 57/01. E’ l’uovo di Colombo. Basti pensare ad un sinistro con lesioni: la Compagnia invita il danneggiato a produrre il certificato di guarigione clinica e passano così alcuni mesi. Ottenuto il documento, formula l’offerta entro i novanta giorni successivi. Solo allora un eventuale professionista potrà intervenire e solo per la differenza in caso di incongruità dell’offerta. Si dirà che il danneggiato potrà farsi assistere sin dal primo minuto dopo il verificarsi dell’evento, ma in tal caso affronterà personalmente l’esborso per l’onorario del professionista incaricato e con questo si potrà bellamente annullare la recente sentenza della Corte di Cassazione”.

3) “E i danni materiali? Anche qui nessun problema: le Compagnie saranno tenute a stipulare nuove convenzioni con le carrozzerie per la liquidazione diretta”.

4) “Ricapitolo: se tutto questo diventerà legge, le Compagnie liquideranno i propri assicurati come si suol dire ‘secondo la miglior tecnica assicurativa’, ovvero usando carrozzieri di loro fiducia, tabelle valutative da loro predisposte e valori economici del danno biologico da loro stabiliti”.

5) “E se il danneggiato non fosse soddisfatto? Niente paura: verrà indirizzato alle onnipresenti associazioni che in questo caso assumeranno il ruolo di “controparti” (quanto pugnaci è facile immaginare)”.

6) “L’ex presidente dell’ANIA, Alfonso Desiata, ha dichiarato qualche tempo fa che ‘tutti i sistemi che hanno previsto l’indennizzo diretto hanno visto aumenti di danni e spese e quindi di premi. E’ stato un disastro dappertutto’. A ben vedere, le Compagnie sanno bene che già la CID produce una proliferazione di sinistri falsi, soprattutto in certe aree. L’estensione globale dell’indennizzo diretto, peraltro senza la firma congiunta del modulo CAI, renderà più difficoltose le indagini in caso di sinistri di dubbia origine. Un esempio tra i tanti: se ora è piuttosto agevole, per un liquidatore che nutra qualche sospetto, disporre la perizia di riscontro sul mezzo del proprio assicurato, dopo troverà certo più di una difficoltà nel disporre la stessa perizia sul veicolo del responsabile, assicurato con altra Compagnia e non disposto a prestare un’adeguata collaborazione”.

Ecco cosa ha detto, nei giorni scorsi, Marchionni.

1) Ci sarà una “tendenza all’aggravamento dei costi, mentre qualcuno, anche a Roma, è ancora convinto che le assicurazioni siano una vacca da mungere grassa e da far dimagrire”.

2) Marchionni ha anche spiegato che negli incontri avuto con gli esponenti del governo non ha mancato di sottolineare le difficoltà in cui versa il comparto assicurativo: “Ho rivolto loro l’invito a verificare le nostre opinioni sull’indennizzo diretto con tutti gli esperti, perché si dimostrerà presto che è un salto nel buio”.

3) E ancora: “Questa riforma provocherà l’aumento delle tariffe. L’indennizzo diretto migliora sì la qualità del rapporto Compagnie-clienti, ma non abbasserà il costo delle polizze, perché crea grandi difficoltà nella determinazione della tariffe annuali, visto che l’Antitrust vieta lo scambio informativo tra compagnie”.

Francesco Mannacio, luglio 2005.

1) Sull’indennizzo diretto: “… la vicenda si fa addirittura grottesca. Il disegno di legge, che ricalca un’idea dell’attuale governo, viene presentato dall’opposizione. Fulgido esempio di iniziativa bipartisan in tempi di costanti risse parlamentari. L’Antitrust fa da sponda esprimendo un parere favorevole pur sapendo bene che in Italia, fino a quando l’ottanta per cento del portafoglio auto sarà concentrato in quattro gruppi assicurativi, non si verificherà alcuna effettiva concorrenza, se non di facciata. Sono quindi tutti d’accordo nel portare avanti in tempi rapidi il progetto. E tra i più entusiasti chi troviamo? Sempre loro, le Associazioni del CNCU che ormai possono essere definite tout court ‘governative’”.

2) “L’ANIA (rappresenta le Compagnie) si frega le mani dietro le quinte per il nuovo regalo che si profila all’orizzonte ma ufficialmente esprime qualche perplessità per gli aspetti tecnici e giuridici da mettere a punto. Si dice comunque disposta (bontà sua) a prendere in attenta considerazione il progetto purché vi sia un meccanismo che permetta di by-passare gli interventi dei patrocinatori a difesa dei diritti dei danneggiati. Ed ecco trovata la soluzione che pare sia stata concepita dalle solite Associazioni: l’eventuale patrocinatore potrà intervenire solo nel caso che l’impresa non rispetti i termini previsti dalla legge 57/01. E’ l’uovo di Colombo. Basti pensare ad un sinistro con lesioni: la Compagnia invita il danneggiato a produrre il certificato di guarigione clinica e passano così alcuni mesi. Ottenuto il documento, formula l’offerta entro i novanta giorni successivi. Solo allora un eventuale professionista potrà intervenire e solo per la differenza in caso di incongruità dell’offerta. Si dirà che il danneggiato potrà farsi assistere sin dal primo minuto dopo il verificarsi dell’evento, ma in tal caso affronterà personalmente l’esborso per l’onorario del professionista incaricato e con questo si potrà bellamente annullare la recente sentenza della Corte di Cassazione”.

3) “E i danni materiali? Anche qui nessun problema: le Compagnie saranno tenute a stipulare nuove convenzioni con le carrozzerie per la liquidazione diretta”.

4) “Ricapitolo: se tutto questo diventerà legge, le Compagnie liquideranno i propri assicurati come si suol dire ‘secondo la miglior tecnica assicurativa’, ovvero usando carrozzieri di loro fiducia, tabelle valutative da loro predisposte e valori economici del danno biologico da loro stabiliti”.

5) “E se il danneggiato non fosse soddisfatto? Niente paura: verrà indirizzato alle onnipresenti associazioni che in questo caso assumeranno il ruolo di “controparti” (quanto pugnaci è facile immaginare)”.

6) “L’ex presidente dell’ANIA, Alfonso Desiata, ha dichiarato qualche tempo fa che ‘tutti i sistemi che hanno previsto l’indennizzo diretto hanno visto aumenti di danni e spese e quindi di premi. E’ stato un disastro dappertutto’. A ben vedere, le Compagnie sanno bene che già la CID produce una proliferazione di sinistri falsi, soprattutto in certe aree. L’estensione globale dell’indennizzo diretto, peraltro senza la firma congiunta del modulo CAI, renderà più difficoltose le indagini in caso di sinistri di dubbia origine. Un esempio tra i tanti: se ora è piuttosto agevole, per un liquidatore che nutra qualche sospetto, disporre la perizia di riscontro sul mezzo del proprio assicurato, dopo troverà certo più di una difficoltà nel disporre la stessa perizia sul veicolo del responsabile, assicurato con altra Compagnia e non disposto a prestare un’adeguata collaborazione”.

Ecco cosa ha detto, nei giorni scorsi, Marchionni.

1) Ci sarà una “tendenza all’aggravamento dei costi, mentre qualcuno, anche a Roma, è ancora convinto che le assicurazioni siano una vacca da mungere grassa e da far dimagrire”.

2) Marchionni ha anche spiegato che negli incontri avuto con gli esponenti del governo non ha mancato di sottolineare le difficoltà in cui versa il comparto assicurativo: “Ho rivolto loro l’invito a verificare le nostre opinioni sull’indennizzo diretto con tutti gli esperti, perché si dimostrerà presto che è un salto nel buio”.

3) E ancora: “Questa riforma provocherà l’aumento delle tariffe. L’indennizzo diretto migliora sì la qualità del rapporto Compagnie-clienti, ma non abbasserà il costo delle polizze, perché crea grandi difficoltà nella determinazione della tariffe annuali, visto che l’Antitrust vieta lo scambio informativo tra compagnie”.

Francesco Mannacio, luglio 2005.

1) Sull’indennizzo diretto: “… la vicenda si fa addirittura grottesca. Il disegno di legge, che ricalca un’idea dell’attuale governo, viene presentato dall’opposizione. Fulgido esempio di iniziativa bipartisan in tempi di costanti risse parlamentari. L’Antitrust fa da sponda esprimendo un parere favorevole pur sapendo bene che in Italia, fino a quando l’ottanta per cento del portafoglio auto sarà concentrato in quattro gruppi assicurativi, non si verificherà alcuna effettiva concorrenza, se non di facciata. Sono quindi tutti d’accordo nel portare avanti in tempi rapidi il progetto. E tra i più entusiasti chi troviamo? Sempre loro, le Associazioni del CNCU che ormai possono essere definite tout court ‘governative’”.

2) “L’ANIA (rappresenta le Compagnie) si frega le mani dietro le quinte per il nuovo regalo che si profila all’orizzonte ma ufficialmente esprime qualche perplessità per gli aspetti tecnici e giuridici da mettere a punto. Si dice comunque disposta (bontà sua) a prendere in attenta considerazione il progetto purché vi sia un meccanismo che permetta di by-passare gli interventi dei patrocinatori a difesa dei diritti dei danneggiati. Ed ecco trovata la soluzione che pare sia stata concepita dalle solite Associazioni: l’eventuale patrocinatore potrà intervenire solo nel caso che l’impresa non rispetti i termini previsti dalla legge 57/01. E’ l’uovo di Colombo. Basti pensare ad un sinistro con lesioni: la Compagnia invita il danneggiato a produrre il certificato di guarigione clinica e passano così alcuni mesi. Ottenuto il documento, formula l’offerta entro i novanta giorni successivi. Solo allora un eventuale professionista potrà intervenire e solo per la differenza in caso di incongruità dell’offerta. Si dirà che il danneggiato potrà farsi assistere sin dal primo minuto dopo il verificarsi dell’evento, ma in tal caso affronterà personalmente l’esborso per l’onorario del professionista incaricato e con questo si potrà bellamente annullare la recente sentenza della Corte di Cassazione”.

3) “E i danni materiali? Anche qui nessun problema: le Compagnie saranno tenute a stipulare nuove convenzioni con le carrozzerie per la liquidazione diretta”.

4) “Ricapitolo: se tutto questo diventerà legge, le Compagnie liquideranno i propri assicurati come si suol dire ‘secondo la miglior tecnica assicurativa’, ovvero usando carrozzieri di loro fiducia, tabelle valutative da loro predisposte e valori economici del danno biologico da loro stabiliti”.

5) “E se il danneggiato non fosse soddisfatto? Niente paura: verrà indirizzato alle onnipresenti associazioni che in questo caso assumeranno il ruolo di “controparti” (quanto pugnaci è facile immaginare)”.

6) “L’ex presidente dell’ANIA, Alfonso Desiata, ha dichiarato qualche tempo fa che ‘tutti i sistemi che hanno previsto l’indennizzo diretto hanno visto aumenti di danni e spese e quindi di premi. E’ stato un disastro dappertutto’. A ben vedere, le Compagnie sanno bene che già la CID produce una proliferazione di sinistri falsi, soprattutto in certe aree. L’estensione globale dell’indennizzo diretto, peraltro senza la firma congiunta del modulo CAI, renderà più difficoltose le indagini in caso di sinistri di dubbia origine. Un esempio tra i tanti: se ora è piuttosto agevole, per un liquidatore che nutra qualche sospetto, disporre la perizia di riscontro sul mezzo del proprio assicurato, dopo troverà certo più di una difficoltà nel disporre la stessa perizia sul veicolo del responsabile, assicurato con altra Compagnia e non disposto a prestare un’adeguata collaborazione”.

Ecco cosa ha detto, nei giorni scorsi, Marchionni.

1) Ci sarà una “tendenza all’aggravamento dei costi, mentre qualcuno, anche a Roma, è ancora convinto che le assicurazioni siano una vacca da mungere grassa e da far dimagrire”.

2) Marchionni ha anche spiegato che negli incontri avuto con gli esponenti del governo non ha mancato di sottolineare le difficoltà in cui versa il comparto assicurativo: “Ho rivolto loro l’invito a verificare le nostre opinioni sull’indennizzo diretto con tutti gli esperti, perché si dimostrerà presto che è un salto nel buio”.

3) E ancora: “Questa riforma provocherà l’aumento delle tariffe. L’indennizzo diretto migliora sì la qualità del rapporto Compagnie-clienti, ma non abbasserà il costo delle polizze, perché crea grandi difficoltà nella determinazione della tariffe annuali, visto che l’Antitrust vieta lo scambio informativo tra compagnie”.

Francesco Mannacio, luglio 2005.

1) Sull’indennizzo diretto: “… la vicenda si fa addirittura grottesca. Il disegno di legge, che ricalca un’idea dell’attuale governo, viene presentato dall’opposizione. Fulgido esempio di iniziativa bipartisan in tempi di costanti risse parlamentari. L’Antitrust fa da sponda esprimendo un parere favorevole pur sapendo bene che in Italia, fino a quando l’ottanta per cento del portafoglio auto sarà concentrato in quattro gruppi assicurativi, non si verificherà alcuna effettiva concorrenza, se non di facciata. Sono quindi tutti d’accordo nel portare avanti in tempi rapidi il progetto. E tra i più entusiasti chi troviamo? Sempre loro, le Associazioni del CNCU che ormai possono essere definite tout court ‘governative’”.

2) “L’ANIA (rappresenta le Compagnie) si frega le mani dietro le quinte per il nuovo regalo che si profila all’orizzonte ma ufficialmente esprime qualche perplessità per gli aspetti tecnici e giuridici da mettere a punto. Si dice comunque disposta (bontà sua) a prendere in attenta considerazione il progetto purché vi sia un meccanismo che permetta di by-passare gli interventi dei patrocinatori a difesa dei diritti dei danneggiati. Ed ecco trovata la soluzione che pare sia stata concepita dalle solite Associazioni: l’eventuale patrocinatore potrà intervenire solo nel caso che l’impresa non rispetti i termini previsti dalla legge 57/01. E’ l’uovo di Colombo. Basti pensare ad un sinistro con lesioni: la Compagnia invita il danneggiato a produrre il certificato di guarigione clinica e passano così alcuni mesi. Ottenuto il documento, formula l’offerta entro i novanta giorni successivi. Solo allora un eventuale professionista potrà intervenire e solo per la differenza in caso di incongruità dell’offerta. Si dirà che il danneggiato potrà farsi assistere sin dal primo minuto dopo il verificarsi dell’evento, ma in tal caso affronterà personalmente l’esborso per l’onorario del professionista incaricato e con questo si potrà bellamente annullare la recente sentenza della Corte di Cassazione”.

3) “E i danni materiali? Anche qui nessun problema: le Compagnie saranno tenute a stipulare nuove convenzioni con le carrozzerie per la liquidazione diretta”.

4) “Ricapitolo: se tutto questo diventerà legge, le Compagnie liquideranno i propri assicurati come si suol dire ‘secondo la miglior tecnica assicurativa’, ovvero usando carrozzieri di loro fiducia, tabelle valutative da loro predisposte e valori economici del danno biologico da loro stabiliti”.

5) “E se il danneggiato non fosse soddisfatto? Niente paura: verrà indirizzato alle onnipresenti associazioni che in questo caso assumeranno il ruolo di “controparti” (quanto pugnaci è facile immaginare)”.

6) “L’ex presidente dell’ANIA, Alfonso Desiata, ha dichiarato qualche tempo fa che ‘tutti i sistemi che hanno previsto l’indennizzo diretto hanno visto aumenti di danni e spese e quindi di premi. E’ stato un disastro dappertutto’. A ben vedere, le Compagnie sanno bene che già la CID produce una proliferazione di sinistri falsi, soprattutto in certe aree. L’estensione globale dell’indennizzo diretto, peraltro senza la firma congiunta del modulo CAI, renderà più difficoltose le indagini in caso di sinistri di dubbia origine. Un esempio tra i tanti: se ora è piuttosto agevole, per un liquidatore che nutra qualche sospetto, disporre la perizia di riscontro sul mezzo del proprio assicurato, dopo troverà certo più di una difficoltà nel disporre la stessa perizia sul veicolo del responsabile, assicurato con altra Compagnia e non disposto a prestare un’adeguata collaborazione”.

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