Fonte: http://dallapartedichiguida.blogosfere.it/2006/11/rc-auto-ultima-spiaggia-1.html
Impugnato davanti al Tar il regolamento attuativo della procedura di “indennizzo diretto”: è l’ultima spiaggia prima di andare incontro a un disastro per gli assicurati.
Il Comitato di tutela cittadini, utenti assicurativi, automobilisti e danneggiati da incidenti stradali è ricorso al Tar per chiedere la sospensione del regolamento di attuazione della procedura di “indennizzo diretto”.
“E’ l’ultima spiaggia per evitare che gli automobilisti corrano due rischi.
“1) Come assicurati: di vedersi spennare dalle Compagnie con polizze al rialzo.
“2) Come danneggiati (che saranno privati per legge del diritto all’assistenza di professionisti indipendenti): di restare in balìa delle Assicurazioni, le quali giocheranno il ruolo del gatto e della volpe nell’erogare risarcimenti risibili”.
Me l’ha spiegato l’avvocato Settimio Catalisano, presidente del Comitato.
A questo grido di allarme si sono associate:
l’Unarca, Unione nazionale avvocati responsabilità civile automobilistica (www.unarca.it);
e l’Aneis, Associazione nazionale esperti di infortunistica stradale (www.aneis.it).
“Tutte le misure adottate negli ultimi cinque anni volte a ridurre drasticamente i risarcimenti per le vittime della strada - spiega l’avvocato Fabio Quadri, presidente dell’Unarca - hanno solo contribuito solo a ingrassare i bilanci delle Compagnie. Con l’indennizzo diretto obbligatorio per legge e un assetto di mercato concentrato solo su quattro operatori si rischia un disastro, è bene fermarlo perché prevenire è meglio che combattere”.
“L’indennizzo diretto - dice Stefano Mannacio, portavoce dell’Aneis - è un salto nel buio, un grande inganno. Per una norma i cui effetti calmieranti sui prezzi delle polizze sono stati ampiamente smentiti, rischiano il lavoro migliaia di professionisti e dipendenti di studi il cui reddito non andrà certo a finire nelle mani degli assicurati o delle vittime della strada ma in quello delle Assicurazioni”.
Il successo dell’iniziativa del comitato ha veicolato una pronta adesione dell’Associazione familiari vittime della strada (www.vittimestrada.org). “Leggendo l’atto notificato oggi al Tar del Lazio - si chiede Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente di quest’associazione - sorge spontanea una domanda: lo sa il ministro Bersani che l’indennizzo diretto è diretto a penalizzare i diritti delle vittime della strada?”.
In pieno accordo con l’iniziativa, è arrivata la firma dell’avvocato Ivana Abenavoli, presidente dell’Agifor (www.agifor.it), l’Associazione giovanile forense.
E anche lo Sportello dei diritti della provincia di Lecce (www.provincia.le.it), la cui delega è stata assegnata all’assessore al Mediterraneo Carlo Madaro, aderisce all’iniziativa.

Sono dipendente di uno studio legale da di 35 anni. in tutta la mia vita lavorativa mi sono occupata molto di sin., ora arriva l’indennizzo diretto “bella fregatura” per gli avvocati ma anche per noi dipendenti NO onorari/ NO stipendi e parecchi studi hanno dovuto licenziare i propri dipendenti poichè il decreto Bersani ha deciso così.
Ma sono indignata con la categoria degli avvocati (anche se sputo sul piatto dove mangio)ma sanno predicare bene ma razzolano male non vedo da parte loro un grosso interessamento.
Altre categorie scendono in piazza si fanno sentire, i telegiornali ne parlando le trasmissioni televisive pure; avete Voi mani visto una delegazione di addetti ai lavori che va a lamentarsi sul RISARCIMENTO DIRETTO, facendo capire ai ns politici (che non hanno volontà politica) che le cose non sono come sembrano, che i contribuenti hanno diritto di difendersi.
Impugnato il ricorso al Tar del Lazio, informata la Commissione Europea………………ma i risultati ??????