Archivio per Marzo, 2007

Il risarcimento diretto aiuta i corsi azionari.

Da finanzaonline  

FonSai: Cheuvreux, nessuna sorpresa dai dati, il titolo resta a buon mercato
I risultati 2006 riportati da Fondiaria-Sai convincono gli analisti di Cheuvreux.
“I dati di bilancio sono in linea con le nostre previsioni”, commentano gli esperti della casa d’affari nel report uscito oggi e raccolto da Finanza.com.
In particolare, secondo il broker, i risultati del ramo danni sono buoni e il tasso di interesse ha spinto verso l’alto l’utile.
Alla luce di questi numeri, gli analisti non toccano le stime di utile per azione per l’anno in corso.
Confermiamo il titolo nella nostra lista selezionata, in quanto offre una valutazione a buon mercato anche in relazione ai benefici attesi derivanti dalla riforma Rc Auto e dai tassi d’interesse più alti”, concludono gli analisti di Cheuvreux, che mantengono la raccomandazione buy con target price a 48,70 euro

Consumatori - Ecco 14 mln per tutelarli (per tutelare il CNCU? ndr)

Opzioni di Lettura ‘Consumatori - Ecco 14 mln per tutelarli (per tutelare il CNCU? ndr)’

ANIA - Al via il risarcimento diretto - Intervista al responsabile RC Auto

Fonte - Assicura http://www.ania.it/home/risarcimentodirettoassicura.pdf

Indennizzo diretto: pubblicità ingannevole del Governo?

Manifesto campagna pubblicitaria del Governo pubblicata sul sito della Presidenza del Consiglio

Sulla inesattezza di alcuni dati rilasciati dal Ministro Bersani durante la conferenza stampa del 16/3/2005 ci eravamo soffermati nel precedente comunicato Indennizzo diretto: verità o propaganda?

Ricapitoliamo:

Il Ministro nel suo comunicato ufficiale afferma:

  1. I sinistri a febbraio sono stati 100.000 di cui 8.000 ammessi alla procedura di risarcimento diretto.
  2. I sinistri di tutto il 2006 sono stati 2,5 milioni (con una evidente e sostanziale riduzione rispetto ai dati ISVAP che nel 2005 ne rilevava 3.615.000).

Posto che il costo medio dei sinistri, come riferito dall’ANIA, ammonta a circa 4.000 Euro, il costo totale dei risarcimenti per il 2005 è di oltre 14 miliardi di Euro, come si può verificare leggendo il rapporto sull’Assicurazione Italiana edito dall’ANIA a pag. 108 del documento (file pdf. 3,30 Mb).

Non ci interessa per ora entrare nel merito di tali dati, su cui sarebbe bene aprire un capitolo a parte, ciò che stupisce è che se nel 2006 i sinistri fossero calati a 2,5 milioni, fermo restando il costo medio dei risarcimenti, le compagnie dovrebbero aver speso ”solo” 10 miliardi di Euro, a fronte di una raccolta che, salvo smentite, dovrebbe essersi mantenuta sui 18 miliardi di Euro!

Insomma, nel 2006 le Compagnie avrebbero fatto guadagni oltre ogni ragionevole previsione e senza la procedura di indennizzo diretto.

L’altra ipotesi è che il Ministro abbia dato letteralmente i numeri su una materia delicatissima.

Andiamo avanti. Un recente articolo del Sole 24 Ore sostiene che “i sinistri ammessi alla procedura di risarcimento diretto, a febbraio, sono 100.000“.

Anche in questo caso una discrasia rilevante: il Ministro fornisce alla stampa un dato totale, che, se fosse vero, sarebbe meno della metà rispetto ai dati del 2005 o del 2006, mentre il Sole attribuisce il dato solo ai sinistri che ricadono nella nuova procedura.

E’ un dato comunque basso su cui riflettere attentamente in relazione i bilanci 2006 e la trimestrale 2007 delle Compagnie  appariranno nella loro interezza.

Su questo punto per ora ci fermiamo qui.

E’ bene affrontare il tema delle due campagne pubblicitarie sulla nuova procedura in corso: una dell’ANIA e una della Presidenza del Consiglio.

Dal primo febbraio vediamo in televisione con una certa frequenza un simpatico modulo blu parlante  (file zip. 1,10 Mb) e sentiamo ameni spot radiofonici (1, 2 , 3 file mp3 di 950 Kb).

La campagna pubblicitaria sulla stampa è costata, a detta del Presidente dell’ANIA in una intervista sul Mondo, oltre 10 milioni di EURO.

Un investimento significativo, con un messaggio che invita le parti a firmare congiuntamente il modulo blu, in modo da dirimere sin dalla radice controversie sulla responsabilità.

Abbiamo criticato e critichiamo aspramente l’indennizzo diretto, ma la Campagna dell’ANIA, per quanto martellante possa essere, non può essere considerata ingannevole sotto l’aspetto della descrizione della nuova procedura; anzi, invitando in modo ossessivo i danneggiati a firmare il modulo blu, è come se evidenziasse quelle criticità che potranno emergere con tutti i sinistri a firma unica.

La nuova procedura, peraltro, che può incrementare comportamenti di “azzardo morale” dovuti alla possibilità di rivolgersi al proprio assicuratore,  scoraggia l’uso della firma congiunta.

Tale conseguenza comportamentale è peraltro descritta in un illuminante saggio (file pdf. 1,43 Mb) del direttore Generale dell’ANIA Giampaolo Galli.

Considerata l’importante e pervasiva iniziativa dell’ANIA era difficile, se non impossibile, immaginare che anche il Governo investisse danari pubblici, di cui sarebbe interessante conoscere l’ammontare, per una campagna pubblicitaria dal sapore propagandistico e demagogico e tutta a vantaggio delle Compagnie.

Vediamo in ordine il piano di fuoco del Governo pubblicato sui siti della Presidenza del Consiglio e del Ministero dello Sviluppo Economico:

  1. La manchette  publicitaria (file pdf . 1,50 Mb)
  2. Il comunicato radio (file mp3 965 Mb)
  3. Il comunicato audiovideo (file mp3 3,50 Mb)
  4. Una guida su Famiglia Cristiana dell’ISVAP
  5. Il calendario della campagna di marzo e aprile

Vorremmo subito premettere che un piano complessivo così concertato, che entrerà addirittura il giorno di Pasqua nelle parrocchie con l’autorevole e popolarissima pubblicazione di punta delle delle Edizioni Paoline, pare più una campagna di predicazione di una nuova fede che di informazione.

Infatti per credere alle leopardiane “magnifiche sorti e progressive” dell’indennizzo diretto bisogna sviluppare una fede che si basa su un principio contraddittorio in sè ovvero che “il tuo debitore è anche il tuo miglior difensore“.

Analizziamo per esempio una frase dello spot radiofonico:

“Scopri la novita’ dell’anno. Il risarcimento diretto Rc-auto. Se hai subito un incidente ti risarcisce in tempi certi e brevi il tuo assicuratore. Hai piu’ assistenza. Tutto e’ piu’ semplice”

In queste tre righe, vi sono alcune affermazioni discutibili.

  1. E’ discutibile che il tuo assicuratore ti risarcisca in tempi brevi. Infatti la nuova normativa prevede tempi di risarcimento esattamente uguali alla precedente. Inoltre la norma, che permette sospensioni dei tempi di legge in caso di richiesta di integrazioni di documenti, potrebbe causare enormi dilatazioni dei tempi di risarcimento.
  2. Che sia tutto più semplice è discutibile. Se, per esempio, i tempi di risarcimento non vengono rispettati, il danneggiato non è certo in possesso di quegli strumenti tecnico-giuridici utili a redigere un circostanziato reclamo all’Autorità di Controllo.
  3. Hai più assistenza. Questa è una affermazione non veritiera posto che  l’art. 9 comma 2 del regolamento attuativo della procedura recita ”Nel caso in cui la somma offerta dall’impresa di assicurazione sia accettata dal danneggiato, sugli importi corrisposti non sono dovuti compensi per la consulenza o assistenza professionale di cui si sia avvalso il danneggiato diversa da quella medico-legale per i danni alla persona“.

Con il risarcimento diretto il danneggiato perde il diritto, conquistato con decenni di prassi e giurisprudenza, ad avvalersi, nella delicata fase stragiudiziale, dell’assistenza di un professionista di fiducia e vedersene rimborsate le relative spese. Non c’è maggiore assistenza ma il suo il contrario. Infatti, lasciare il danneggiato, privato di tale diritto, nelle mani del proprio assicuratore, che deve fare quadrare i bilanci e rispettare i rigorosi forfait stabiliti dalla legge, è come ”mettere la volpe a guardia del pollaio”.

La riprova della apparente ingannevolezza della affermazione “più assistenza” si può ricondurre ad un esempio:

  • Un danneggiato alla guida della sua motocicletta perde la milza in un incidente con una altra macchina . Danno apparentemente grave ma tecnicamente “lieve”. Infatti, valendo il 9% di invalidità permanente, ricade nella procedura di risarcimento diretto che nega l’assistenza di un professionista, a meno che la vittima della strada non decida di pagarsela da solo.
  • Stesso incidente ma la disgraziata vittima riporta non solo la perdita della milza  ma anche la perdita di due falangi del dito anulare, altra lesione eufemisticamente definita “lieve” e che vale il 5% di invalidità. La somma dei due danni fa 14%. Il sinistro quindi non rientra nella procedura e la vittima della strada ha diritto ad essere assistita da un legale nei confronti della compagnia del responsabile che ne liquiderà le spese.

Conclusione: se per i danni “gravi” il legislatore continua a riconoscere il sacrosanto diritto all’assistenza di un professionista di fiducia, non si vede perchè per i danni “lievi”, che poi così lievi non sono, negare tale diritto dovrebbe significare ”più assistenza”!!

LO SPOT RADIOFONICO PARE QUINDI INGANNEVOLE.

Una maggiore assistenza al danneggiato potrebbe sicuramente esserci se la nuova procedura facesse salvo il diritto ad avvalersi di un patrocinatore. Invece, il bilancio tra l’assistenza del debitore, che è anche il proprio assicuratore, tecnicamente e giuridicamente attrezzato, e la privazione del diritto all’assistenza di un professionista indipendente, va sicuramente a vantaggio del debitore, non certo del creditore/Vittima della Strada.

Poster sul risarcimento diretto presente sul sito della Presidenza del ConsiglioIl poster (file pdf . 1,50 Mb) è quasi senza pudore. Presenta foto suadenti stile “Happy Days” che fanno dell’incidente stradale una cosa bella, come una gita fuori porta e con messaggi tipo “tempi certi, tempi migliori, cresce la tutela, rivolgiti al tuo assicuratore per avere tutta l’assistenza tecnica di cui hai bisogno“.

I tempi non saranno assolutamente certi, non è detto che saranno migliori, non cresce la tutela ma diminuisce.

Oltre il limite dell’immaginazione è il comunicato audiovideo che riproduce il comunicato del poster ma in termini dinamici e quindi più accattivanti.

Le tre tipologie di spot, che chiudono con lo slogan ”passo dopo passo cresce la tutela del cittadino-consumatore” con la firma e il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’ISVAP dovrebbe essere corretta con “passo dopo passo si riduce la tutela delle Vittime della Strada”.

Verrebbe da riflettere come sarebbe stata accolta tale campagna se l’avessero concepita le Compagnie.

Chi stigmatizzerà questa campagna pubblicitaria fatta con i soldi dei contribuenti che pare essere più “un mega spot” per le Compagnie che il veicolo per fornire una corretta informazione sulle caratteristiche di una nuova legge?

Le Associazioni dei Consumatori del CNCU (presiedute per legge dal Ministro dello Sviluppo Economico o un suo delegato)? E’ lecito dubitare. Sono state, soprattutto le associazioni di punta come Adiconsum, Adusbef e Federconsumatori, i paladini della nuova procedura, che oltre a lanciare una campagna dal sapore diffamatorio nei confronti dei patrocinatori hanno fatto stime di iperboliche e immediate riduzioni dei prezzi delle polizze basate su calcoli campati per aria. Solo CODICI e CONFCONSUMATORI hanno manifestato dubbi e rilievi critici, a tutt’oggi inascoltati.

I’ISVAP? Il Suo presidente ha recentemente detto, come fosse un trionfo, che, forse, tra un anno la nuova procedura comporterà una riduzione del 5% dei costi delle polizze. Verrebbe da pensare al famoso topolino partorito dalla montagna.

L’Antitrust? Ci contiamo, anche se bisogna tener conto del fatto che è stato il nume tutelare della nuova procedura, con la produzione di pareri e documentazioni che hanno portato come esempio fondante la Francia dove, però, la procedura è frutto di un accordo volontario tra le imprese. La differenza è sostanziale.

C’e da sperare in una efficace interrogazione parlamentare.

Se non si blocca la campagna del Governo, e in modo perentorio, si crea un pericoloso precedente e i tempi che seguiranno saranno tempi bui.

Mala tempora currunt.

Stefano Mannacio

Quella sottile differenza fra campagna d’informazione e campagna pubblicitaria

Opzioni di Lettura ‘Quella sottile differenza fra campagna d’informazione e campagna pubblicitaria’

“Biancaneve indennizzo diretto” e i sette problemi giganteschi

Opzioni di Lettura ‘“Biancaneve indennizzo diretto” e i sette problemi giganteschi’

Indennizzo diretto: verità o propaganda?

propaganda.gifLa dichiarazione del Presidente dell’ISVAP in merito a ipotetiche diminuzioni dei prezzi delle polizze RC-Auto del 5% nel giro di un anno, grazie all’entrata in vigore della procedura di indennizzo diretto, suscita perplessità. Sembrerebbe la classica montagna che ha partorito il topolino, se è vero, come purtroppo è vero, che le aspettative di riduzione dei prezzi delle polizze erano ben superiori fino al giorno prima dell’entrata in vigore della norma. Di fronte ad aspettative più o meno aleatorie vi sono alcuni punti da sottolineare:

  1. Le vittime della strada hanno perso la certezza del diritto a farsi assistere da un professionista nella delicata fase stragiudiziale. Saranno lasciate in balia dei consigli del loro debitore (con una efficace similitudine è stato detto che ora “la volpe è la custode del pollaio”)E’ bene ricordare che il diritto all’assistenza di patrocinatore sarà riconosciuto in caso di non accettazione dell’offerta della propria assicurazione e, previa conferma della prassi prossima futura, su tutto l’ammontare del danno.
  2. Il ministro Bersani ha riportato dati che dovrebbero essere analizzati con un occhio molto attento. Si è sempre detto che la procedura di risarcimento diretto riguarda circa l’80/90% di tutti i sinistri. E’ una proporzione sicuramente verosimile. E’ difficile invece comprendere come mai a febbraio 100.000 sinistri siano stati contabilizzati come rientranti nella procedura (come afferma un articolo del Sole 24 Ore),  o come il Ministro dica che lo stesso numero riguarda tutti i sinistri contabilizzati. Infatti, se prendiamo come dato i 3.615.000 sinistri del 2005 (dati ISVAP) e facendo una media, bisognerebbe dedurre che l’80% dei sinistri di febbraio, potenzialmente rientranti nella norma, dovrebbero essere molti di più. In due anni i sinistri si sono dimezzati? Sembrerebbe di sì, posto che lo stesso Ministro parla di un monte sinistri pari a 2,5 milioni nel 2006 (!). Qualche dato è sbagliato.
  1. Una interpretazione maliziosa. Forse l’indennizzo diretto, come è possibile dedurre da un ragionamento piuttosto articolato, è facoltativo e non obbligatorio, quindi le denunce sono in realtà meno del previsto?
  2. Un dato certo: la perdita di posti di lavoro. Era previsto e sta succedendo. Migliaia di professionisti cominciano a guardare i muri del proprio studio. Il personale di staff degli studi viene invitato a cercare un’altra occupazione. Poi succederà ai titolari. Anche gli impiegati delle Compagnie, i cui sindacati avevano appoggiato la nuova procedura, rischiano grosso. Un segnale allarmante: vi sono compagnie, come l’UNIPOL, che minacciano di dismettere il call center dedicato alla raccolta delle denunce dei sinistri ed esternalizzare i servizi ad altre imprese con costi orari ridicoli. 
  3. Un altro dato certo: l’indennizzo diretto non è una liberalizzazione ma il suo contrario. Il risarcimento diretto esiste in Francia ed è un accordo volontario tra le imprese. In Italia tale accordo tra imprese non ci sarebbe mai stato e così si è adottato lo strumento legislativo. E’ bene saperlo, perchè se la procedura non funzionerà le compagnie potranno sempre affermare che sono state costrette da una legge. Se, come è prevedibile, funzionerà, faranno ottimi affari, considerando i diritti, ormai al lumicino, delle Vittime della Strada. La legge, per dirla con un paradosso, è una polizza assicurativa per le Compagnie, che non rischiano nulla.
  4. Il Ministro Bersani ha detto che il mercato nelle società avanzate tende ad essere oligopolistico per sua natura. Una banalità da neofita degli studi economici. Ma non è una giustificazione sufficiente, soprattutto per un mercato, come quello assicurativo, che non necessita di enormi economie di scala. Infatti in Italia sono presenti Compagnie che fatturano sia 200 milioni di Euro che 10 miliardi di Euro. Quindi non siamo in presenza di mercati che richiedono grandi fatturati per esistere (p.e. Auto, Energia, Ferrovie).  Il Ministro, invece, sa bene che l’indice di concentrazione del mercato assicurativo italiano è il più alto d’Europa e che tale primato non è assolutamente invidiabile. Tale assetto va di pari passo con una scarsa competitività tra imprese che, paraltro, ricevono, quasi ogni anno, un ”cadeau” legislativo  atto a ridurre i costi dei risarcimenti e aumentare gli utili (Legge 57/01, Legge 273/02, Tabelle Micropermanenti 2003, Codice delle Assicurazioni 2005, Indennizzo diretto 2006).
  5. La pubblicità proposta dal Ministero lascia sbigottiti. L’ANIA ha investito oltre 10 milioni di EURO per pubblicizzare la procedura, che sicuramente porterà dei vantaggi alle Compagnie. Lo Stato investe danari pubblici per amplificarne gli effetti e con un messaggio che ricorda altri sistemi istituzionali.

Strategie diverse per affrontare problemi reali, quali il costo delle polizze e i diritti delle Vittime della Strada, potrebbero essercene. Siamo però ad un punto di non ritorno. Infatti alcune “inesattezze” in materia assicurativa, dette e propagandate migliaia di volte da Ministri, Vice Ministri, Sottosegretari, Assicuratori, Consumatori, Autorità di Controllo, diventano, putroppo, verità. Una verità amara.

Stefano Mannacio

Bizzarrie Assicurative

Opzioni di Lettura ‘Bizzarrie Assicurative’

Il Velino - L’ultima dell’Ania: Ecco perché vogliamo un’Agenzia antifrode”

frode.jpgFonte: http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=324174 - L’agenzia riporta un nostro intervento.Roma, 9 mar (Velino) - Tutti a parlare di “indennizzo diretto”, di “decreto Bersani”, di “plurimandato” per gli agenti assicurativi. Intanto, lontano dall’attenzione dei media, accadono cose forse ancora più interessanti. Martedì scorso, appena passata la bufera politica su una maggioranza fresca reduce della fiducia alla Camera, il presidente dell’Associazione delle imprese di assicurazione (Ania) Giampaolo Galli varca la porta di Palazzo Madama e infila i corridoi che portano alla sesta commissione del Senato, la “Finanza e Tesoro”.

Opzioni di Lettura ‘Il Velino - L’ultima dell’Ania: Ecco perché vogliamo un’Agenzia antifrode”’


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