La dichiarazione del Presidente dell’ISVAP in merito a ipotetiche diminuzioni dei prezzi delle polizze RC-Auto del 5% nel giro di un anno, grazie all’entrata in vigore della procedura di indennizzo diretto, suscita perplessità. Sembrerebbe la classica montagna che ha partorito il topolino, se è vero, come purtroppo è vero, che le aspettative di riduzione dei prezzi delle polizze erano ben superiori fino al giorno prima dell’entrata in vigore della norma. Di fronte ad aspettative più o meno aleatorie vi sono alcuni punti da sottolineare:
- Le vittime della strada hanno perso la certezza del diritto a farsi assistere da un professionista nella delicata fase stragiudiziale. Saranno lasciate in balia dei consigli del loro debitore (con una efficace similitudine è stato detto che ora “la volpe è la custode del pollaio”). E’ bene ricordare che il diritto all’assistenza di patrocinatore sarà riconosciuto in caso di non accettazione dell’offerta della propria assicurazione e, previa conferma della prassi prossima futura, su tutto l’ammontare del danno.
- Il ministro Bersani ha riportato dati che dovrebbero essere analizzati con un occhio molto attento. Si è sempre detto che la procedura di risarcimento diretto riguarda circa l’80/90% di tutti i sinistri. E’ una proporzione sicuramente verosimile. E’ difficile invece comprendere come mai a febbraio 100.000 sinistri siano stati contabilizzati come rientranti nella procedura (come afferma un articolo del Sole 24 Ore), o come il Ministro dica che lo stesso numero riguarda tutti i sinistri contabilizzati. Infatti, se prendiamo come dato i 3.615.000 sinistri del 2005 (dati ISVAP) e facendo una media, bisognerebbe dedurre che l’80% dei sinistri di febbraio, potenzialmente rientranti nella norma, dovrebbero essere molti di più. In due anni i sinistri si sono dimezzati? Sembrerebbe di sì, posto che lo stesso Ministro parla di un monte sinistri pari a 2,5 milioni nel 2006 (!). Qualche dato è sbagliato.
- Una interpretazione maliziosa. Forse l’indennizzo diretto, come è possibile dedurre da un ragionamento piuttosto articolato, è facoltativo e non obbligatorio, quindi le denunce sono in realtà meno del previsto?
- Un dato certo: la perdita di posti di lavoro. Era previsto e sta succedendo. Migliaia di professionisti cominciano a guardare i muri del proprio studio. Il personale di staff degli studi viene invitato a cercare un’altra occupazione. Poi succederà ai titolari. Anche gli impiegati delle Compagnie, i cui sindacati avevano appoggiato la nuova procedura, rischiano grosso. Un segnale allarmante: vi sono compagnie, come l’UNIPOL, che minacciano di dismettere il call center dedicato alla raccolta delle denunce dei sinistri ed esternalizzare i servizi ad altre imprese con costi orari ridicoli.
- Un altro dato certo: l’indennizzo diretto non è una liberalizzazione ma il suo contrario. Il risarcimento diretto esiste in Francia ed è un accordo volontario tra le imprese. In Italia tale accordo tra imprese non ci sarebbe mai stato e così si è adottato lo strumento legislativo. E’ bene saperlo, perchè se la procedura non funzionerà le compagnie potranno sempre affermare che sono state costrette da una legge. Se, come è prevedibile, funzionerà, faranno ottimi affari, considerando i diritti, ormai al lumicino, delle Vittime della Strada. La legge, per dirla con un paradosso, è una polizza assicurativa per le Compagnie, che non rischiano nulla.
- Il Ministro Bersani ha detto che il mercato nelle società avanzate tende ad essere oligopolistico per sua natura. Una banalità da neofita degli studi economici. Ma non è una giustificazione sufficiente, soprattutto per un mercato, come quello assicurativo, che non necessita di enormi economie di scala. Infatti in Italia sono presenti Compagnie che fatturano sia 200 milioni di Euro che 10 miliardi di Euro. Quindi non siamo in presenza di mercati che richiedono grandi fatturati per esistere (p.e. Auto, Energia, Ferrovie). Il Ministro, invece, sa bene che l’indice di concentrazione del mercato assicurativo italiano è il più alto d’Europa e che tale primato non è assolutamente invidiabile. Tale assetto va di pari passo con una scarsa competitività tra imprese che, paraltro, ricevono, quasi ogni anno, un ”cadeau” legislativo atto a ridurre i costi dei risarcimenti e aumentare gli utili (Legge 57/01, Legge 273/02, Tabelle Micropermanenti 2003, Codice delle Assicurazioni 2005, Indennizzo diretto 2006).
- La pubblicità proposta dal Ministero lascia sbigottiti. L’ANIA ha investito oltre 10 milioni di EURO per pubblicizzare la procedura, che sicuramente porterà dei vantaggi alle Compagnie. Lo Stato investe danari pubblici per amplificarne gli effetti e con un messaggio che ricorda altri sistemi istituzionali.
Strategie diverse per affrontare problemi reali, quali il costo delle polizze e i diritti delle Vittime della Strada, potrebbero essercene. Siamo però ad un punto di non ritorno. Infatti alcune “inesattezze” in materia assicurativa, dette e propagandate migliaia di volte da Ministri, Vice Ministri, Sottosegretari, Assicuratori, Consumatori, Autorità di Controllo, diventano, putroppo, verità. Una verità amara.
Stefano Mannacio

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