Il ministro dello Sviluppo Economico presiede il gotha del consumerismo. Conflitto di interessi?

pierluigi bersaniLa notizia ha dell’incredibile e dovrebbe muovere lo sdegno di chi ha a cuore la separazione e indipendenza dei poteri quali imprescindibili elementi della vita democratica.

E lo è ancor di più nelle democrazie avanzate dove, ai tradizionali poteri esecutivo, legislativo, giudiziario si sono aggiunti poteri complessi ed interessi articolati, come quello delle imprese, dei lavoratori e, oggi, dei consumatori.

Interessi che, nelle democrazie liberali, trovano composizione in strutture indipendenti che dialogano con le rispettive controparti, eventualmente con l’ausilio del governo in qualità di mediatore tra istanze contrapposte.

In Italia non è così per quanto riguarda gli interessi, sempre più in espansione, dei consumatori, o meglio, del “cittadino-consumatore”.

Abbiamo più volte criticato la norma che ha istituito il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti, il “parlamentino” delle Associazioni del Consumatori che hanno i requisiti, a nostro parere bislacchi e potenzialmente aggirabili, per appartenervi.

Tale organismo  ha sede presso il Ministero dello Sviluppo Economico ed è presieduto dal Ministro o da un suo delegato in base all’art. 136 del Codice del Consumo

Che il gotha del consumerismo italiano sia in ultima istanza presieduto da un Ministro che deve istituzionalmente negoziare gli interessi dell’impresa e quelli dei cittadini ci pare un gigantesco paradosso dal sapore dirigista.

Dalla nascita di tale struttura il Ministro ha sempre delegato qualcuno a presiederla, forse per una questione di facciata.

Ora l’attuale Ministro presiede invece direttamente il CNCU, il quale ha anche il compito di erogare fondi alle associazioni aderenti come previsto, per esempio, dal recente decreto del 2 marzo.

Abbiamo quindi un Ministro che presiede e finanzia il consumerismo italiano.

Qualcuno potrebbe gioire per un Ministro “mecenate” dei consumatori, noi no.

Un esempio: l’attuale campagna del Ministero sul risarcimento diretto di cui abbiamo trattato, non ci fa pensare bene. (vedi: Indennizzo diretto: pubblicità ingannevole del Governo? ).

A quando i sindacati presieduti dal Ministro del Lavoro, i magistrati e gli avvocati presieduti dal Ministero di Grazia e Giustizia, a quando il parlamento presieduto dal …….. Presidente del Consiglio?

Stefano Mannacio

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