Federconsumatori e Adusbef, hanno sostenuto a spada tratta l’indennizzo diretto che attualmente sta portando solo sensibili vantaggi alle assicurazioni e non già agli assicurati né, tantomeno, ai danneggiati. In un recente comunicato le due associazioni se la prendono con l’arroganza delle Compagnie. Segue un comunicato del Ministero dello Sviluppo Economico che, visibilmente in difficoltà, vuole convincerci che la procedura ha velocizzato i risarcimenti solo perchè i sinistri liquidati sono "tanti", mentre la velocità di liquidazione appare del tutto analoga rispetto a quella degli anni passati.
Lacrime di coccodrillo? Le aspettative dell’allegro fanclub della nuova procedura sono deluse dai vaghi auspici del Presidente dell’ANIA, cui non è mai stato chiesto un impegno formale in materia di riduzione dei premi. E’ ora che i "Faust" dell’indennizzo diretto ammettano il clamoroso errore, traendone le dovute conseguenze. Il danno, gravissimo, è già in essere perchè, in questi primi sette mesi di applicazione della normativa, pare di assistere ad un passaggio di centinaia di milioni di Euro dai risarcimenti alle Vittime della Strada agli utili delle compagnie!! Inoltre c’è da chiedersi se il Governo stia valutando come arginare le conseguenze occupazionali della procedura sulle migliaia di patrocinatori e i dipendenti di studi professionali, proprio quei professionisti definiti "sensali", "corpi impropri da espellere", "parafangari". Le due associazioni dei consumatori invece chiedono soluzioni. Quali? Ulteriori decurtazioni dei risarcimenti per il danno alla persona? Altri tavoli, concertazioni, intese e protocolli con le Compagnie? Cosa bolle in pentola?

Beh o noi patrocinatori siamo dei preveggenti o le associazioni dei consumatori non capiscono niente. Era prevedibile tutto cio’ lo urlavamo già da tempo ed ora loro piangono lacrime di coccodrillo e noi lacrime vere. Stringiamo ancora i denti e viaggiamo a testa alta perchè non siamo noi che ci dobbiamo vergognare!!!!
L’indennizzo diretto ha portato confusione. L’intervento del legislatore doveva essere rivolto alle vere problematiche che affliggevano il risarcimento dei danni da circolazione:
1) Gli onorari dei legali uniformandoli su tutto il territorio nella percentuale che avrebbe ritenuta più opportuna. Ora come ora si passa dal 10% nel Veneto al 20% nella zona Campana;
2) Chiarire in maniera chiara che nei 60 giorni gli onorari legali non dovevano essere liquidati e non lasciarlo alla libera inetrpretazione.
Con la nuova procedura si devono attendere dei flussi informatici, aspettare che gli uffici Sarc dialoghino e si scambino le informazioni. Il tutto rende la procedura di liquidazione in molti casi macchinosa. Senza tralasciare i casi di silenzio assenso.
Saluti.
SONO DIMINUITI I RISARCIMENTI ALLE LESIONI FISICHE!!!
Con l’uso di tabelle standardizzate per gli indennizzi alle lesioni fisiche, che avrebbero dovuto dare più certezza ai consumatori, hanno in realtà aumentato gli utili delle assicurazioni!!!
Mentre prima della riforma si dovevano risarcire tutte le spese mediche, ora non più, si limitano a risarcire le spese mediche specialistiche.
In piemonte i medici generici per i certificati assicurativi chiedono 50 euro fatturati cadauno e poi le assicurazioni non li risarciscono, chi ci rimette???
Se le spese legali vengono risarcite solo se la prima offerta viene rifiutata, che ci rimette???
Se le spese per la visita medico legale dell’assicurato dalle 120 alle 240euro), viene risarcita solo al guidatore e non al passeggero e solo se l’incidente è stato tra 2 auto, chi ci rimette???
alla fine dai risarcimenti prestabiliti dalle tabelle bisogna dedurre
tutte le spese che prima della riforma venivano risarcite!
A conti fatti chi sta ingrassando ancora più di prima???
ma se l’art. 24 della costituzione riconosce al cittadino di farsi rappresentare
perchè non dovrebbe prevalere sulla legge sbagliata e anticostituzionale?