(ECO) Rc auto e indennizzo diretto: compleanno senza festa
Roma, 6 feb (Velino) - Lo scorso primo febbraio l’indennizzo diretto nell’Rc auto, quel discusso provvedimento maturato attraverso tre legislature per cui i risarcimenti dei sinistri vengono liquidati direttamente dalla propria assicurazione, ha spento la prima candelina. Le pagine dei giornali, specializzati e non, hanno ospitato l’annuncio declinando in vario modo bilanci ancora provvisori, ma per il momento nessuno ha pensato ad organizzare un party.
D’altra parte basta scorrere l’elenco dei possibili invitati per rendersi conto che tentare di raccogliere adesioni sarebbe solo fatica sprecata. I consumatori, che un anno fa avevano per la gran parte aderito con un entusiasmo tale da sembrare quasi sospetto, adesso girano la testa da un’altra parte e rimettono il disco di sempre: “Abbiamo le polizze Rc auto più care del mondo”. Le compagnie di assicurazione, e l’associazione di categoria Ania, continuano a dar mostra di non gradire questo genere di musica e puntano il dito sull’incidenza dei sinistri e delle frodi, sottolineando che chi si aspetta vantaggi di prezzo conseguenti all’indennizzo diretto avrà ancora molto da aspettare. Il ministro Bersani, che se ne faceva vanto come di uno dei pezzi più “preziosi” delle sue lenzuolate, è ormai affaccendato in ben altri problemi. Periti e legali, i famosi “costi intermediari” che l’indennizzo diretto taglia di netto, restano sul piede di guerra e tengono alta la bandiera di sospetta incostituzionalità del provvedimento. Gli unici ad avere il muso un po’ meno lungo sono quelli dell’Isvap, l’Authority sulle assicurazioni, anche se forse influisce soprattutto l’essere appena scampati all’ennesimo strano tentativo del governo uscente di farli sparire spezzettandone le competenze. Ma questo è un altro discorso.
“E’ evidente che su tre dei principali ‘asset’ del provvedimento, cioè numero di denunce, velocità di liquidazione dei danni e importo medio dei pagamenti - spiega al VELINO Maria Luisa Cavina, che all’Isvap è responsabile del Servizio tutela utenti - l’indennizzo diretto stia funzionando”. Rimane il nodo di fondo, il circolo virtuoso che una volta innescato dovrebbe portare a un sensibile abbassamento del costo delle polizze, con attese che puntano almeno al 15 per cento. “I prezzi restano alti, soprattutto per alcuni profili di rischio ed alcune aree del paese - continua Cavina - ma i primi ragionamenti numeri alla mano non si potranno fare prima di una decina di giorni: sui giornali continuano a pubblicare elaborazioni e stime, mentre per metà febbraio saremo in grado di presentare dati consuntivi sul 2007″. Pare comunque ormai certo che i dati ufficiali che l’Isvap elaborerà sulla base di quanto uscirà dalla Consap (la Concessionaria pubblica che gestisce la camera di compensazione che risarcisce le compagnie) confermeranno i trend individuati dalle stime. Vale a dire che a fronte dei costi sostenuti dalle compagnie per i sinistri, che sono dati in calo del 7-8 per cento nel 2007 con l’indennizzo diretto, sui premi sono previsti rincari medi del 2 per cento. (segue)
“I bilanci non sono ancora chiusi - sottolinea Cavina - ma è fuori di ogni dubbio che l’argomento delle cosiddette ‘perdite tecniche’ che le compagnie hanno per anni avanzato per giustificare i rincari ormai non sta più in piedi: ci sono tutti gli spazi per mettere in campo una politica tariffaria diversa”. Staremo a vedere. Intanto un bilancio vero si può fare sull’aumento del contenzioso: Isvap, mercato, perfino le stesse imprese di assicurazione nelle loro trimestrali, tutti registrano una costante crescita dei reclami. Le stime sono di circa il 17 per cento in più rispetto al 2006, quasi tutto per l’Rc auto. “Tra l’altro - entra nei dettagli Cavina - isolando i risarcimenti relativi all’indennizzo diretto, si registra mese per mese per tutto il 2007 un aumento costante di ricorsi”. Ma il problema non è solo lì: c’è anche la strana “fidelizzazione” degli assicurati italiani, i meno portati in tutta Europa a cambiare compagnia alla scadenza del premio. “C’è anche bisogno - insiste la responsabile del servizio tutela utenti dell’Isvap - che i consumatori perdano un po’ di pigrizia, si informino, confrontino i prezzi dei premi ed eventualmente cambino compagnia. A settembre sarà on-line il ‘preventivatore unico’, che consentirà valutazioni sulle offerte in tempo reale, ma sul progetto ‘check-box’ per fare un esempio significativo, non ci sono ancora state risposte soddisfacenti”. Si tratta della ‘scatola nera’ per le autovetture: gli automobilisti che avessero aderito avrebbero avuto sconti sui premi tra il 10 e il 30 per cento. Ma da quando è partita la campagna - quasi un anno fa - degli oltre 50mila assicurati contattati per la sperimentazione, solo in 10mila hanno dato la loro disponibilità.
(Massimo Bongiorno)

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