Bologna, 11 marzo 2008 - Lettera in formato PDF
P.Mo On. Ministro Antonio Di Pietro
Presidente - Italia Dei Valori
p.c.
P.mo On. Avv. Felice Belisario
Responsabile Organizzativo Nazionale - Italia dei Valori
Egr. Dott. Giovanni D’agata
Dipartimento Consumatori - Italia dei Valori
P.mo Dott. Carlo Madaro
Assessore Provincia di Lecce - Italia dei Valori
P.mo On. Stefano Pedica
Esecutivo - Italia dei Valori
Egregio Dott. Di Pietro,
Negli ultimi anni ho collaborato con l’amico Giovanni d’Agata, componente del dipartimento consumatori, con l’assessore Carlo Madaro e con l’On Felice Belisario, responsabile dell’organizzazione del partito, primo firmatario del PDL 1853, progetto di legge quantomai attuale perché volto ad abrogare la procedura di “indennizzo diretto” (misura rivelatasi un sonoro fallimento) e a ripristinare alcuni diritti delle Vittime della Strada incautamente soppressi.
Il frutto di tale collaborazione è stata una grandissima attenzione del nostro mondo professionale, composto di migliaia di operatori tra patrocinatori e avvocati, per l’attività dell’Italia dei Valori.
Proprio per la natura di tali rapporti, sempre chiara e trasparente, la notizia della candidatura nel Suo partito di Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, al Senato in Veneto (capolista), Lombardia, Abruzzo, Lazio, Umbria, è stata una brutta sorpresa.
Il presidente dell’Adusbef, infatti, si è distinto negli ultimi anni per un sostegno incondizionato alla procedura di indennizzo diretto e per alcune affermazioni dal sapore offensivo nei confronti della nostra categoria.
Ecco, per esempio, cosa affermava l’Adusbef in un comunicato del 9/7/07:
“……l’indennizzo diretto, che consente un risparmio a regime di 1,5-2 miliardi di euro l’anno da parte del sottobosco dei “sensali” quali periti, avvocati “parafangari”, medici legali ed altri professionisti che si ingrassavano con i risarcimenti, gonfiando con le loro alte parcelle le tariffe”
Ora che la nuova procedura ha prodotto, come ampiamente previsto, solo un disastro per le Vittime della strada e gli assicurati, messo in sofferenza una intera categoria di professionisti-lavoratori e contribuito a far esplodere i già pingui profitti delle Compagnie, riteniamo insopportabile la visione di Lannutti seduto sugli scranni del Senato.
Ci dispiace che proprio il Suo partito abbia voluto candidarlo perché pensiamo che chi sbaglia, producendo conseguenze nefaste, debba pagare un prezzo.
Proprio a causa dei clamorosi errori fatti avevamo chiesto, già da tempo, le sue dimissioni.
Lei dirà che l’Adusbef è una associazione tosta, barricadera, e che può attrarre voti.
Queste considerazioni le lasciamo alla politica politicante, a noi i consumatori in Parlamento, come al governo, non piacciono proprio.
Non siamo d’accordo su questa candidatura per tante ragioni ma, soprattutto, da quando l’Adusbef si è istituzionalizzata aderendo al CNCU (organismo, incredibile dictu, presieduto per legge dal Ministro dello Sviluppo Economico) e da quando, come dichiarato in un comunicato stampa del 8/6/2005, iniziò a sostenere la procedura di indennizzo diretto vantando incontri con l’allora amministratore delegato della RAS.
Proprio recentemente, rispondendo al sottoscritto in una intervista su Panorama Economy del 12/9/07, diceva testualmente il Lannutti:
“Sull’indennizzo diretto io non faccio alcuna marcia indietro. …..L’indennizzo diretto ha rotto le uova nel paniere proprio agli esperti di infortunistica che facevano lievitare i costi dei sinistri e alimentavano, a spese dei consumatori, un mercato del valore di 2 miliardi di euro all’anno” (sic!).
E se oggi ci fosse, cosa improbabile, una retromarcia da parte dell’Adusbef, questa avrebbe solo il sapore di una beffa, soprattutto se fatta senza una chiara ammissione di responsabilità e solenni scuse, con tanto di cilicio e capo cosparso di ceneri, nei confronti della nostra categoria.
La candidatura di Lannutti è proprio un chiaro sintomo della malattia di cui soffre il consumerismo italiano che, per essere di fatto “Governativo”, ha ampio spazio nei media per attaccare a voce alta i cosiddetti “poteri forti” stringendo poi accordi, conciliazioni e intese con gli stessi.
Tale scelta si pone anche in insanabile contraddizione con le posizioni dell’On. Pedica, contrarissimo alla cd. Class Action all’italiana, anche per lo strapotere che viene dato alle associazioni del CNCU, mentre il Lannutti, che del CNCU fa parte, è, guardacaso, del tutto favorevole.
E’ nata forse una “nuova casta”, in cui è veramente difficile trovare personalità indipendenti e di valore.
E’ un vero peccato, signor Ministro, che chi aveva riposto molta fiducia nel Suo partito venga profondamente deluso da una tale improvvida candidatura.
Con i migliori saluti.
Dott. Stefano Mannacio

Sono d’accordo è nata una nuova casta fatta di persone che credono di rappresentare interessi dei consumatori ma rappresentano esclusivamente loro stessi con i loro intrallazzi!
E dire che avevo intenzione di votare Italia dei Valori. Grazie a Stefano per la segnalazione. Chi mette in lista una faccia di tolla come Lanutti non avrà mai il mio voto
Questa mattina ho apprezzato il ministro Di Pietro alla trasmissione Uno Mattina, questa sera dopo aver letto la notizia della candidatura del Signor Lannutti mi ha lascia senza parole.E’ evidente che non posso votare chi ha minato la nostra professionalità. Grazie Stefano avrei commesso un imperdonabile errore
Sicuramente avrei votato un’altra volta l’Italia dei Valori, ma visto la candidatura di Lannutti il mio voto andrà a qualcun altro.
Io ricordo ancora bene una intervista del tipo al telegiornale all’indomani del D.L. 70 / D’Alema, a esaltare il grande risultato del blocco tariffe per un anno (!!!) e minimizzare sull’abbattimento dei risarcimenti … puah ! … anch’io avevo fatto un pensierino all’ IDV con questa candidatura mi sono tolto l’imbarazzo !
Ma oltre a Lannutti, avete assistito alle interviste televisive di De Vita? Per non parlare poi delle stupidaggini che quasi giornalmente dice Carlo Rienzi. Poi ci sono giornalisti come la Falcetti, che usano questi tizi per fare ascolti alle loro trasmissioni!
Un’altra anomalia tutta italiana è che i sindacati abbiano ognuno la loro associazione di consumatori. Mentre da una porta si organizzano gli scioperi, che colpiscono sempre e principalmente i consumatori nei loro diritti, dalla porta a fianco si finge di tutelarli!!