Archivio per Aprile, 2008

La polemica di Lannutti: un comunicato del SICESA e un articolo su Blogosfere

DAL SITO DEL SICESA: CONSIDERAZIONE LANNUTTI

DA BLOGOSFERE: Rca, le associazioni dei consumatori difendono sempre gli automobilisti?

Seconda Lettera ad Antonio Di Pietro sui comunicati del Senator Lannutti

elio-lannutti1.jpgBologna, 22 aprile 2008  - Lettera in formato PDF

P.mo On. Ministro Antonio Di Pietro
Presidente - Italia Dei Valori 

p.c.

P.mo On. Avv. Felice Belisario
Responsabile Organizzativo Nazionale - Italia dei Valori

Egr. Dott. Giovanni D’agata
Dipartimento Consumatori - Italia dei Valori

P.mo Dott.  Carlo Madaro
Assessore Provincia di Lecce - Italia dei Valori

P.mo On. Stefano Pedica
Esecutivo - Italia dei Valori

Gentile Onorevole,

a seguito della pubblicazione di una lettera del Senatore Lannutti  datata 19 marzo, a Lei indirizzata, presente sul suo sito personale, e di un comunicato del 16 aprile, pubblicato sul sito dell’Adusbef, intitolato “Indennizzo diretto: Magnaccio (o mannacio) rispondera’ in tribunale delle sue diffamatorie dichiarazioni in merito all’adusbef ! - Le spericolate tesi del Magnaccio (Mannacio)”, sento il dovere di scriverLe nuovamente.

Vorrei preliminarmente sottolineare che trovo sconcertante il fatto che un Senatore della Repubblica giochi con la mia identità e quella della mia famiglia sbeffeggiando il mio cognome e che annunci  pubblicamente azioni legali nei confronti un privato cittadino.

Forse il neo senatore, nell’apprestarsi ad indossare il laticlavio, ha sentito l’urgenza di prodursi in una scomposta Catilinaria che però non ricorda, neppure alla lontana, i toni fermi e misurati del suo più illustre predecessore.

E’ comunque opportuno ribadire nuovamente come le posizioni sull’indennizzo diretto e la class action che il Senatore Lannutti difende a spada tratta siano in netto contrasto con quelle emerse nel Suo partito.

In merito alla lotta, iniziata due anni fa, per evidenziare le storture del sistema di indennizzo diretto desidero ripetere che il mio rapporto con l’Italia dei Valori è nato da un interessamento dell’Assessore Carlo Madaro e di Giovanni d’Agata, componente del dipartimento consumatori.

In seguito, l’Onorevole Felice Belisario, responsabile dell’organizzazione del partito, è stato firmatario del pdl 1853, unico della ex maggioranza, volto a correggere la procedura.

Inoltre, lo scorso 16 marzo, l’Onorevole Belisario ha rilasciato una dichiarazione nella quale, evidenziando il fallimento della procedura di indennizzo diretto in merito alla mancata riduzione delle tariffe ed esprimendo preoccupazione per la crisi occupazionale creatasi nel settore dei patrocinatori, ha ribadito che: “tra gli impegni nella prossima legislatura, mio e dell’Italia dei Valori,  ci sarà quello di riproposta di legge innanzi indicata che corregga gli errori dell’ ”indennizzo diretto”.

L’Onorevole Belisario è persona seria e sono convinto che l’Italia dei Valori sarà impegnata su questo fronte e, per quanto mi riguarda, manifesto sin d’ora la più ampia disponibilità a fornire ogni contributo conoscitivo.

Se questa è la posizione dell’Italia dei Valori, non si vede perchè il Senatore Lannutti debba continuare a vantarsi, nonostante i risultati fallimentari, di essere il primo promotore di una norma che ha aumentato i già floridi bilanci delle compagnie, senza alcun beneficio sul piano tariffario, ridotto i risarcimenti per le Vittime della Strada e posto in crisi un intero settore di lavoratori da lui definito, con inaccettabile generalizzazione, una categoria di “sensali che hanno costruito la loro fortuna sulla pelle di milioni di assicurati costretti a pagare una specie di “pizzo indiretto” valutato tra 1,5 e 2 miliardi l’anno“.

Spero che l’esperienza parlamentare aiuti il Senatore Lannutti a non pensare che il diritto alla difesa delle Vittime della Strada sia quello che a lui sembra quasi una forma speculazione mista a corruttela e a riflettere meglio sui dati forniti. Probabilmente ha confuso le spese di patrocinio, stragiudiziale e non, con quelle di “resistenza”, ovvero i costi che le Compagnie devono necessariamente affrontare per la corretta gestione dei sinistri.

Con l’indennizzo diretto gli assicurati sono beffati tre volte: la prima perché non si sono ridotti i premi, la seconda perché ora le spese di assistenza stragiudiziale se le devono pagare di tasca propria, con buona pace di chi non se lo può permettere, e la terza perchè, senza una assistenza indipendente, il danneggiato è in balia della propria compagnia assicuratrice, e, in tempi di scarsa liquidità, magari indotto sottoscrivere l’accettazione di somme palesemente inique.

Senza contare, poi, che il sistema premierà i danneggiati “importanti” a scapito di quelli che hanno stipulato solo una modesta polizza auto.

Il Senatore Lannutti è anche paladino della cosiddetta Class Action all’Italiana, uno di quegli abominii legislativi che rischiano di incrostarsi dannosamente nel nostro claudicante sistema giuridico e giurisdizionale, in netto contrasto con le posizioni mirabilmente espresse dal Senatore Pedica, che ha giustamente criticato, in sede di votazione della finanziaria, una norma che fornisce una legittimazione ad agire alle associazioni del CNCU, della quale l’Adusbef fa parte, presieduto, ai sensi di una criticabile legge, dal Ministro delle attività produttive.

E’ infatti quanto meno azzardato consentire alle associazioni del CNCU la legittimazione ad agire, in quanto vi è il rischio che lo strumento della class action possa essere influenzato dal Governo di turno.

Auspico pertanto che l’Italia dei Valori non snaturi gli impegni e le questioni sollevate con coraggio, in quanto  contrastanti con l’orientamento della ex maggioranza, per la presenza del Senatore Lannutti dal quale attendiamo, per opportuna chiarezza, di sapere se deciderà di sedersi sugli scranni del Senato o di continuare a presiedere la sua associazione.  

Confidando in un Suo intervento risolutivo porgo i migliori saluti.

Dott. Stefano Mannacio

VEDI ANCHE

Editoriale di Antonio Longo, presidente di MDC - “Ania: troppa fretta”

Con Antonio Longo, presidente di MDC, ho avuto un lungo scambio epistolare.  Ecco un suo editoriale pubblicato da Help Comsumatori dal titolo Ania: troppa fretta!. Buona lettura.

Messaggio di solidarietà di Gianni d’Agata dell’Italia dei Valori

giannidagataPubblico questo importante messaggio con l’autorizzazione di Gianni d’Agata e dall’Avv. Dario Mastria.

—– Original Message —–
From: Giovanni D’AGATA
To: ‘Avv. D. Mastria’ ; Stefano Mannacio ; adusbef
Sent: Friday, April 18, 2008 12:19 PM
Subject: Risposta

Opzioni di Lettura ‘Messaggio di solidarietà di Gianni d’Agata dell’Italia dei Valori’

Risposta del Senator Lannutti alla mia lettera a Di Pietro

Il Senator Lannutti ha risposto recentemente alla mia lettera a Di Pietro. Stigmatizzo i contenuti offensivi e in netta contraddizione con il comunicato dell’On. Belisario, responsabile organizzazione dell’Italia dei Valori, firmatario del pdl 1853, abrogativo della procedura. Sottolineo, inoltre, una palese storpiatura del mio cognome.

Opzioni di Lettura ‘Risposta del Senator Lannutti alla mia lettera a Di Pietro’

Profili Tecnico Giuridici dell’Indennizzo Diretto

logo.jpgL’occasione di partecipare all’incontro dell’AIDA dal titolo “Profili Tecnico Giuridici dell’Indennizzo Diretto” (v. programma) per comprendere il punto di vista delle compagnie e dei giuristi ad esse collegati era da non perdere.

Ecco una sintesi dei ragionamenti svolti sugli effetti della norma che confermano il “disastro annunciato”.

Opzioni di Lettura ‘Profili Tecnico Giuridici dell’Indennizzo Diretto’

Una risposta all’intervista su Ideazione di un esponenente di Lega Consumatori

IdeazioneEcco una risposta interessante alla nostra intervista “I mali del consumerismo di stato”, apparsa su Ideazione, di Remigio del Grosso, Vice Presidente Consiglio Nazionale degli Utenti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Membro del Comitato Scientifico Rai e membro di Lega Consumatori.

………………………………………………… 

Da Ideazione ……..

Riceviamo e pubblichiamo

L’aver ridimensionato - tramite l’istituto dell’indennizzo diretto - l’importanza degli esperti di infortunistica stradale, costituisce per Mannacio una grave colpa delle associazioni dei consumatori e mina la loro credibilità. Ma vediamo cosa è condivisibile, e cosa meno, delle affermazioni del (ex - ndr) portavoce dell’ANEIS.

E’ vero, le associazione dei consumatori vanno scelte sulla base della loro indipendenza che, però, non deriva dall’assenza di intese con le controparti - necessarie quanto meno per “limitare i danni” che subiscono quotidianamente i consumatori - ma dagli atti concreti che ciascuna pone in essere a tutela dei cittadini e, forse, dall’assenza di sponsor palesi o occulti. La presenza di star consumeriste sui media non è colpa di difende con più calore (astuzia?) gli interessi dei consumatori, ma forse degli stessi media che ne rimangono affascinati. IL CNCU non è stato creato da Bersani - anche se da questi è stato sfruttato a fini essenzialmente propagandistici - bensì da una legge dello stato. La sua collocazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico è, in effetti, impropria per garantire la sua indipendenza e lo stesso Rutelli si impegnò prima delle elezioni del 2006 a trasferirlo presso la Presidenza del Consiglio. A mio avviso andrebbe collocato presso l’Autorità Antitrust - l’unica istituzione che si occupa seriamente di tuela dei consumatori - in analogia al Consiglio Nazionale degli Utenti radiotelevisivi e, più in generale di tutti i media, allocato presso l’Agcom.

In Parlamento sono presenti tutte le lobby, da quelle degli avvocati, dei notai, dei medici, dei professori universitari, di Confindustria, ecc. ecc. Non sarebbe male se fosse presente anche la lobby dei consumatori. La class action italiana è, in effetti, un sistema alquanto limitato per ottenere una giustizia collettiva veloce e significativa. Ma è un necessario inizio verso un principio sacrosanto già riconosciuto da vari paesi, in particolare da quelli di cultura anglosassone. Mister Prezzi, come le lenzuolate, è più “fumo negli occhi” che altro, ma come si fa ad ottenere dai governanti qualcosa in più, se dall’altra parte della barricata non ci sono i rappresentanti dei consumatori? Contro il caro benzina, ad esempio, sono anni che le associazioni chiedono inutilmente di consentire agli ipermercati di aprire dei distributori.

E’ vero, bisognerebbe premiare le associazioni di qualità. Ma questo non è possibile farlo senza la collaborazione dei rappresentanti dei media che, spesso e volentieri, trascurano proprio quelle meno appariscenti, ma più radicate nella società civile e meno disposte a compromessi. Potrei citare innumerevoli casi di comunicati stampa emessi dalle associazioni contro qualche “potere forte” (uno per tutti: la Rai), sistematicamente ignorati dalle stesse agenzie di stampa.

Remigio del Grosso

Intervista su Ideazione: “I mali del consumerismo di stato”

Ideazione Ecco una nostra intervista dal titolo “I mali del consumerismo di stato” apparsa oggi su Ideazione, un quotidiano online molto interessante. Buona lettura!

[04 apr 08]

Mannacio: i mali del consumerismo di Stato

Stefano Mannacio, classe 1969, è stato il portavoce della Associazione Nazionale degli Esperti di infortunistica stradale. Attualmente è titolare di un blog di tendenza per tematiche assicurative e consumeristiche. Si definisce un economista eterodosso, ed in effetti è una voce fortemente critica nei confronti del mondo delle associazioni dei consumatori italiane.

Opzioni di Lettura ‘Intervista su Ideazione: “I mali del consumerismo di stato”’

In attesa del giudizio della Corte Costituzionale sull’indennizzo diretto

corte_costituzionale.jpgLa Corte Costituzionale lo scorso 27 febbraio si è riunita in Camera di Consiglio per giudicare le ordinaze del giudice di Pace di Pavullo e di Montepulciano tese ad evidenziare gli elementi di incostituzionalità della procedura di indennizzo diretto e della norma sul terzo trasportato.

Opzioni di Lettura ‘In attesa del giudizio della Corte Costituzionale sull’indennizzo diretto’

Lettera aperta di Francesco Mannacio su settore Assicurazioni Adiconsum

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta del Dr. Francesco Mannacio, esperto di RC - Auto.


francesco mannacioBologna, 1 Aprile 2008  - Lettera in formato pdf
 
Spett.
Mi Manda Rai Tre
Via Teulada 66
00195 ROMA RM
Spett.
Il Giornale delle Assicurazioni
Via Gaetano Negri, 4
20123 MILANO MI
Spett.
Motociclismo
Via Gradisca, 11
20111 MILANO MI

Spett.
Gestione Sinistri - IIR
Via Forcella, 3
20144 MILANO MI

Spett.
Affari Tuoi
Viale Mazzini, 14
00195 ROMA RM

Dopo un periodo di assenza dalla ribalta, che avevamo attribuito ad un opportuno esilio, il Sig. Fabrizio Premuti è tornato a calcare le scene del teatrino della RCA.

Lo si può vedere, ora qua e ora là, a lamentare la mancata diminuzione delle tariffe assicurative e a fare la faccia feroce nei confronti dell’ANIA, dimentico di aver partecipato, in questi ultimi anni, al confezionamento di tutti quei provvedimenti, legislativi e non, che si sono tradotti in cospicui vantaggi per le Compagnie (i cui bilanci tracimano di utili) e in previste quanto brucianti fregature per gli assicurati in genere, che non hanno ricevuto alcuna benefica ricaduta sul piano tariffario e, soprattutto, per le Vittime della Strada che hanno subito una costante e significativa erosione dei loro diritti.

E’ opportuno ribadire infatti che le recenti norme (Legge 57/01, Legge 273/02, Dlgs 209/05, DM 3 Luglio 2003 - “Tabella Micropernamenti”, DPR 254 del 18/7/06 - “Indennizzo Diretto”), alcune delle quali in palese odore di incostituzionalità, hanno ricevuto l’entusiastico viatico delle Associazioni aderenti al CNCU e soprattutto di Adiconsum dove milita, per l’appunto, il Premuti in qualità di “responsabile settore assicurazioni”.

Gli addetti ai lavori sanno anche molto bene che il CNCU è presieduto dal ministro delle Attività Produttive di turno il quale autorizza i finanziamenti alle associazioni aderenti e che, pertanto, il consumerismo italiano è ben lungi dal possedere una patente di indipendenza o terzietà.

Ma torniamo a questo paladino dei consumatori e tracciamone un profilo cronologico:

Sino al 1999 è segretario generale del Sicesa, ovvero del sindacato dei patrocinatori stragiudiziali. Nello svolgimento di tale attività (quella di patrocinatore), che sembra tuttora esercitare, dovrebbe avere a cuore la miglior tutela dei diritti dei patrocinati e quindi la sua stella polare dovrebbe essere una corretta ed equilibrata valutazione del danno alla persona.

Nel 96 collabora alla stesura di un libello (”Il punto unico nazionale”) e afferma categoricamente che i criteri risarcitori non possono risultare inferiori alla media delle valutazioni sino ad allora espresse dai vari Tribunali del Paese.

Nel 2000 siede però ad un tavolo con ANIA e ISVAP e la sua associazione firma un protocollo d’intesa che verrà trasformato nella legge 57/01 con l’emanazione di tabelle ben inferiori alle medie teorizzate quattro anni prima.

Nessun impegno viene peraltro richiesto dall’ANIA in ordine ad una contemporanea diminuzione delle tariffe.

Le compagnie incassano il ricco cadeau e per di più aumentano i premi.

Con il decreto 3 Luglio 2003 vengono emanate le tabelle relative ai barémes medico-legali per le invalidità minori, con sensibile diminuzione dei precedenti criteri e quindi con ulteriori benefici economici per le compagnie.

Nessuna voce in contrario si leva dal CNCU né tantomeno dall’Adiconsum e dal suo esperto.

Ma non basta! Viene formata una nuova commissione medica per studiare i nuovi barémes per le invalidità gravi e gravissime.

Alla stessa partecipano in maggioranza medici designati dall’ANIA. Il CNCU, che avrebbe dovuto assumere il compito di riequilibrare la massiccia presenza di fiduciari delle compagnie, si fa invece rappresentare da un medico che collabora attivamente con un importante gruppo assicurativo.

La Commissione ha prodotto alfine una criticabilissima e punitiva tabella che per fortuna è stata congelata e che ci auguriamo rimanga nel cassetto delle cattive intenzioni.

Costituirebbe infatti un ulteriore regalo alle imprese assicuratrici sulla pelle (è proprio il caso di dirlo) delle Vittime della Strada.

Con il Dlgs 209/05 e il DPR 254 del 2006 è stata introdotta la procedura relativa al cosiddetto “indennizzo diretto” che ha di fatto privato i danneggiati di un’assistenza sin dalla prima e delicata fase stragiudiziale e che consente alle Compagnie di fare il bello e cattivo tempo (qualcuno ha efficacemente detto che con la nuova normativa si è messa la volpe a guardia del pollaio).

Anche in questo caso il Premuti ha appoggiato entusiasticamente la politica governativa dimenticando però che solo nel 2002 si era espresso in modo diametralmente opposto.

Per singolare coincidenza, anche l’ANIA allora era contraria alla rivoluzione che avrebbe fortemente voluto solo tre anni dopo.

Per completare il profilo del Sig. Premuti occorre tenere conto che lo stesso opera, in qualità di agente, per alcune compagnie assicuratrici.

Ci chiediamo se tale attività sia compatibile con il ruolo di difensore dei diritti degli assicurati e dei danneggiati.

Per quanto ci concerne, visto che non ha il pudore di dimettersi o di tacere, lo lasceremmo a controllare la correttezza del gioco dei pacchi anche se può sembrare strano che un’associazione di fatto governativa sia chiamata a fare le pulci ad una trasmissione della rete pubblica.

Ma questa è materia, semmai, di “Striscia la notizia”.

Dr. Francesco Mannacio


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