Una risposta all’intervista su Ideazione di un esponenente di Lega Consumatori

IdeazioneEcco una risposta interessante alla nostra intervista “I mali del consumerismo di stato”, apparsa su Ideazione, di Remigio del Grosso, Vice Presidente Consiglio Nazionale degli Utenti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Membro del Comitato Scientifico Rai e membro di Lega Consumatori.

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Da Ideazione ……..

Riceviamo e pubblichiamo

L’aver ridimensionato - tramite l’istituto dell’indennizzo diretto - l’importanza degli esperti di infortunistica stradale, costituisce per Mannacio una grave colpa delle associazioni dei consumatori e mina la loro credibilità. Ma vediamo cosa è condivisibile, e cosa meno, delle affermazioni del (ex - ndr) portavoce dell’ANEIS.

E’ vero, le associazione dei consumatori vanno scelte sulla base della loro indipendenza che, però, non deriva dall’assenza di intese con le controparti - necessarie quanto meno per “limitare i danni” che subiscono quotidianamente i consumatori - ma dagli atti concreti che ciascuna pone in essere a tutela dei cittadini e, forse, dall’assenza di sponsor palesi o occulti. La presenza di star consumeriste sui media non è colpa di difende con più calore (astuzia?) gli interessi dei consumatori, ma forse degli stessi media che ne rimangono affascinati. IL CNCU non è stato creato da Bersani - anche se da questi è stato sfruttato a fini essenzialmente propagandistici - bensì da una legge dello stato. La sua collocazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico è, in effetti, impropria per garantire la sua indipendenza e lo stesso Rutelli si impegnò prima delle elezioni del 2006 a trasferirlo presso la Presidenza del Consiglio. A mio avviso andrebbe collocato presso l’Autorità Antitrust - l’unica istituzione che si occupa seriamente di tuela dei consumatori - in analogia al Consiglio Nazionale degli Utenti radiotelevisivi e, più in generale di tutti i media, allocato presso l’Agcom.

In Parlamento sono presenti tutte le lobby, da quelle degli avvocati, dei notai, dei medici, dei professori universitari, di Confindustria, ecc. ecc. Non sarebbe male se fosse presente anche la lobby dei consumatori. La class action italiana è, in effetti, un sistema alquanto limitato per ottenere una giustizia collettiva veloce e significativa. Ma è un necessario inizio verso un principio sacrosanto già riconosciuto da vari paesi, in particolare da quelli di cultura anglosassone. Mister Prezzi, come le lenzuolate, è più “fumo negli occhi” che altro, ma come si fa ad ottenere dai governanti qualcosa in più, se dall’altra parte della barricata non ci sono i rappresentanti dei consumatori? Contro il caro benzina, ad esempio, sono anni che le associazioni chiedono inutilmente di consentire agli ipermercati di aprire dei distributori.

E’ vero, bisognerebbe premiare le associazioni di qualità. Ma questo non è possibile farlo senza la collaborazione dei rappresentanti dei media che, spesso e volentieri, trascurano proprio quelle meno appariscenti, ma più radicate nella società civile e meno disposte a compromessi. Potrei citare innumerevoli casi di comunicati stampa emessi dalle associazioni contro qualche “potere forte” (uno per tutti: la Rai), sistematicamente ignorati dalle stesse agenzie di stampa.

Remigio del Grosso

1 Risposta a “Una risposta all’intervista su Ideazione di un esponenente di Lega Consumatori”


  1. 1 simone 8 Apr 2008 a

    Caro Signor Del Grosso, chiaramente non si può generalizzare e fare di tutta l’erba un fascio, le associazioni dei consumatori avranno anche fatto qualcosa di buono nella loro storia, ma forse se avessero fatto parte di un’area totalmente autonoma e avessero vissuto solo ed esclusivamente dei contributi dei propri tesserati sarebbero state più credibili.
    Per quello che riguarda poi le assicurazioni RCA, credo che un tavolo serio di confronto con quelle categorie lavorative (a Voi piace chiamarle lobby) che tanto disprezzate (ma che all’occorenza fanno comodo anche a Voi)era il minimo che si potesse fare considerando che a noi esperti di infortunistica stradale non stanno a cuore solo i soldi (che ci servono per vivere come a tutti) ma anche il bene del concumatore che ha subito un danno e che con questa normativa attuale è fortemente penalizzato sul piano del risarcimento a fronte di aumenti delle polizze.
    Forse e dico forse, sarebbe il caso che qualcuno delle associazioni dei consumatori invece di pensare a prendere posto in parlamento, scendesse dal banchetto e iniziasse a fare un mea culpa e si adoperasse per cambiare le cose.
    Grazie, simone.


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