Indennizzo Diretto: dimissioni immediate per i presidenti di Adusbef, Federconsumari e Adiconsum

IL GOVERNO CONVOCHI SUBITO MAGISTRATI, PATROCINATORI E COMPAGNIE PER RIVEDERE LA NORMA. IL CNCU STIA ALLA PORTA. DIMISSIONI IMMEDIATE PER I PRESIDENTI DI ADUSBEF, FEDERCONSUMATORI E ADICONSUM

Dal FOCUS RC AUTO ecco i dati delle Compagnie sull’indennizzo diretto.

Risarcimenti veloci? Velocità aumentata solo dell’1% (!) rispetto al 2006 quando c’erano, come dice il Senator Lannutti, in un comunicato del 16 aprile, “questo signore (il sottoscritto ndr) ed altri della sua specie, che hanno costruito le loro fortune sulla pelle di milioni di assicurati, costretti a pagare una specie di “pizzo indiretto”, valutato tra 1,5 e 2 miliardi l’anno, con la procedura che ritardava ad arte i risarcimenti”.

Riduzione dei costi? No. Aumentati dell’1,5!

Con buona pace di quello che il Senator Lannutti e Rosario Trefiletti, dichiaravano in un comunicato del 1° febbraio “procedura semplice e lineare che può abbattere le tariffe del 10-20%?” o di quello che dichiarava l’Adiconsum, il 2 febbraio “Ottenuto in otto ore il risarcimento di un incidente stradale. Quanto accaduto conferma che l’introduzione dell’indennizzo diretto del danno avrebbe portato conseguenze positive a favore degli assicurati, in particolare: velocizzazione dei tempi, ottimizzazione del servizio e riduzione delle tariffe“.

Sinistri in calo?. No. Aumentati del 3%!!

E Federconsumatori, il cui Vicepresidente Francesco Avallone è membro, inter alia, del comitato tecnico che definisce i forfait della procedura, che cosa ha dichiarato il 21 febbraio?: “Ci sorge il sospetto che, poichè il sistema di pagamento tra le compagnie avviene attraverso la definizione di una cifra forfettaria, alcune compagnie, pagando sinistri di piccola entità, con maggiore facilità ottengano un forte vantaggio economico“. Si svegliano, i paladini dei consumatori, solo ora dopo un letargo durato un anno su un prevedibilissimo effetto della procedura che anche le stesse compagnie hanno evidenziato in un recente convegno.

Un fallimento completo rispetto alle enormi quanto inconsistenti aspettative riposte dalle associazioni dei consumatori del CNCU, presiedute per legge dal Ministro dello Sviluppo economico, ma soprattutto dei presidenti di Adiconsum, Federconsumatori e Adusbef, che se la prendono solo con le compagnie senza alcuna assuzione di responsabilità per aver appoggiato a spada tratta la norma e senza doverose, quanto improcrastinabili, dimissioni.

Chi paga invece lo scotto di tale disastro?

I consumatori che non solo non vedono riduzioni dei prezzi, ma cospicui aumenti, le Vittime della Strada che sono rimaste in balia delle compagnie senza diritto alla difesa, e tutti i patrocinatori che, a causa di una norma insulsa, hanno perso il posto di lavoro.

Chiudiamo con quello che ha scritto il Consiglio di Stato sulla procedura di indennizzo diretto che “sembra escludere quindi in modo espresso tutte le altre forme di assistenza professionale incluse quelle riferite ad attività di consulenza legale, che il danneggiato abbia ritenuto di attivare in vista della procedura di risarcimento diretto. Si tratta di una restrizione dell’area del danno risarcibile alla quale dovrebbero fare da riscontro per il danneggiato concreti benefici derivanti dal sistema di risarcimento diretto, benefici in termini di rapidità e certezza della liquidazione

Dove sono i questi benefici, vantati anche da Mister Prezzi?

E’ bene che il legislatore si metta subito all’opera per modificare radicalmente la norma convocando immediatamente i veri operatori del settore quali magistrati, patrocinatori, compagnie, al fine di trovare un equilibrio tra la giusta tutela del danneggiato per ottenere un equo risarcimento e un quadro di prezzi economicamente sostenibile.

Il CNCU, questa volta, è meglio che stia alla porta.

3 Risposte a “Indennizzo Diretto: dimissioni immediate per i presidenti di Adusbef, Federconsumari e Adiconsum”


  1. 1 Romano 22 Mag 2008 a

    Gentile Signor Mannacio,
    leggo le sue dichiarazioni, come quelle rilasciate dai responsabili delle associazioni di consumatori che lei indica nelle sue note. E’ fuori dubbio che l’indennizzo diretto ha tagliato fuori molti periti di infortunistica e molte attività di avvocati che campavano solo con i risarcimento danni da parte delle assicurazioni. La mia non vuole essere una polemica, ma il desiderio di capire le ragioni degli uni e degli altri. Non ritiene che molti ci marciavano, per esempio allungando i tempi di rimborso, per guadagnare di più? Un mio amico, per esempio, ha avuto come risarcimento, da un’assicurazione, un risarcimento di 3.000 sul quale il suo avvocato, ha scoperto, ci vuole fare una cresta di 1000 euro come sua parcella, mentre per l’assicurazione quella cifra era destinata solo al risarcimento del danno e non anche alle spese legali. Nella fattispecie, ha ragione l’avvocato o il danneggiato? Le spese legali non devono essere liquidate a parte? Questi casi non fanno altro che aumentare i sospetti di tutti. Per una riduzione delle tariffe, non sarebbe opportuno che il Ministero vietasse gli sconti, per cui le compagnie siano obbligate a depositare i loro listini reali e non fare come molti venditori di divani e mobili che dicono di fare lo sconto del 50% quando i prezzi sono aumentati in partenza? Una migliore trasparenza da parte di tutti, non sarebbe opportuna?
    La ringrazio per la risposta che vorrà darmi che, ripeto, mi possa aiutare a capire.
    Cordiali saluti.
    Romano

  2. 2 Ferrera Carmelo 27 Mag 2008 a

    Ci vuole una bella faccia tosta nel dire che con l’entrata in vigore dell’indennizzo diretto, i premi assicurativo dovevano diminuire.
    In una polizza di un mio mezzo - da 308 Euri pagati l’anno scorso oggi ho dovuto pagare 350 Euri.

  3. 3 Diego Pustorino 31 Mag 2008 a

    Auguriamo che presto il nuovo governo prenda i dovuti provvedimenti al fine di modificare radicalmente la norma, non hanno fatto altro che privare i cittadini del diritto alla difesa, e tutti i patrocinatori che, a causa di una norma insulsa, hanno perso il posto di lavoro.
    Spero tanto che presto qualche caro onorevole presenti un disegno di legge.
    Grazie.


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