Archivio per Dicembre, 2008

Altre sentenze interessanti su danno esistenziale e spese stragiudiziali

Dal sito dell’UARCA:

Il Tribunale di Torino stabilisce una “tripartizione” del danno morale alla luce della sentenza S.U.  - Tribunale di Torino, sentenza 27 novembre 2008

Risarcito dopo 13 giorni? Le spese legali stragiudiziali sono comunque dovute - Giudice di Pace di Milano, 27 novembre 2008, n.28351

Euro 28.000,00 per 8% di I.P. e Temporanea. Trib. Milano liquida equitativamente il danno - Tribunale di Milano, sentenza dell’11 dicembre 2008.

In Sella: Articolo su risarcimento del danno materiale

in_sella.jpgEcco un articolo  di In Sella di Dicembre sul risarcimento del danno materiale cui abbiamo collaborato.

Onorari stragiudiziali degli studi di infortunistica riconosciuti dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite.

Le sentenze della Corte di Cassazione a Sezioni Unite sul danno esistenziale hanno fatto discutere. Dal sito dell’UNARCA ecco un estratto della sentenza n. 26973/2008  dove gli onorari stragiudiziali degli studi di infortunistica sono chiaramente riconosciuti. Dopo anni di battaglie la parte della sentenza che ci riguarda costituisce un pilastro fondamentale per il pieno riconoscimento della nostra professione. Almeno per chi, nel quadro involutivo determinatosi negli ultimi anni, avrà il giusto entusiasmo e motivazione per esercitarla.

Incredibile! Per l’ufficio legale dell’ANIA l’indennizzo diretto è incostituzionale

Italia Oggi - Indennizzi diretti Avvocati perplessi

Il Cnf: da rivedere l’art. 150 del Codice

Avvocati «molto perplessi» sull’efficacia della disciplina dell’indennizzo diretto e assicuratori che, con fiducia, restano alla finestra in attesa di capire se, cambiate le regole del gioco, a raccoglierne i benefici siano sia i clienti, sia le imprese. Due anni fa, infatti, è stata abolita l’assistenza legale nella responsabilità civile da circolazione autostradale, un intervento normativo, sostiene Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, che ad oggi «non risulta aver prodotto effetti deflattivi sul contenzioso, né sui tempi, né sulla quantità, così come, invece, auspicava il legislatore». E, parlando nel corso di un convegno sulla Disciplina del settore assicurativo ed esercizio della professione forense al senato, chiede ufficialmente la revisione dell’art. 150 del codice delle assicurazioni. Le critiche della categoria non sono nuove: già nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2006, il presidente aveva sostenuto che «pensare che la liquidazione effettuata direttamente dalla società di assicurazione della vittima possa comportare un minor dispendio di tempi e di costi è puramente illusorio, dal momento che ogni cittadino ha interesse a che l’entità del danno che ha subito sia valutata non approssimativamente, ma in tutte le sue sfaccettature, specie quando si tratti di diritto alla salute, costituzionalmente garantito» (art. 32). Il provvedimento, riconosce Francesco Nanni, direttore dell’Area normativa dell’Associazione nazionale delle imprese di assicurazioni (Ania), «è indubbiamente soggetto ad una serie di attacchi» il primo dei quali è proprio la illegittimità costituzionale: violerebbe, oltre all’art. 32 sulla tutela della salute, anche l’art. 3 della Costituzione in quanto creerebbe una differenza di trattamento fra danneggiati in casi tra loro simili, mentre il principio generale della nostra Carta costituzionale è quello dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. L’indennizzo diretto, secondo Alberto Marras, condirettore generale di Fondiaria-Sai, porta dei risultati positivi sul fronte della concorrenza di mercato: «Il cliente è al centro della compagnia di assicurazione, così come è un bene supremo nell’esercizio della professione forense», pertanto il sistema ha instillato nell’utente «una maggiore consapevolezza, basata sul merito, nella scelta dell’assicuratore o dell’avvocato». In tempi di crisi finanziaria globale, conclude Marras, non è con questo strumento che «si possono strutturalmente avere risparmi sulle tariffe, ma servirebbero degli interventi sui costi di risarcimento».


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