Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, riportiamo le dichiarazioni, a dir poco ondivaghe, del responsabile assicurazioni di Adiconsum, e ci chiediamo: perchè non tace?
Premuti 2002 (il Salvagente - 21 febbraio 2002)
Estendere l’indennizzo diretto ai sinistri che hanno comportato anche danni fisici significava dare un alibi alle imprese per ritardare il risarcimento, che oggi per legge deve essere corrisposto entro 30 giorni. Perché un’invalidità permanente si consolidi, infatti, occorre che trascorrano almeno sei mesi. …..Infine, l’esclusione dell’assistenza legale: non si può pretendere che una persona che ha subito un danno grave non goda da subito dell’assistenza e dell’aiuto di un professionista
Premuti 2006 (Help Consumatori - 1 dicembre 2006)
“L’indennizzo diretto: un cambiamento straordinario, quasi epocale, permetterà ai consumatori e agli assicurati di potersi relazionale direttamente con la compagnia che hanno scelto per assicurarsi. La garanzia per il consumatore sarà di avere un maggiore riscontro del servizio che la compagnia che paga sa dargli. Una grande opportunità anche per le compagnie di assicurazione che riusciranno a far comprendere al proprio assicurato quale è il livello di servizio che sanno dare e quindi si metterà in risalto la qualità, cosa che è sempre passata in secondo piano e che invece oggi possiamo mettere in evidenza. Poi cambia tutta una serie di altre occupazioni che dovevano essere fatte con il vecchio sistema di risarcimento, e per prima cosa il dialogo diretto con il proprio assicuratore che dovrà dare obbligatoriamente dare una consulenza e una assistenza al danneggiato“
Premuti 2009 (Help Consumatori - 24 giugno 2009) TESTO INTEGRALE
ASSICURAZIONI. Indennizzo diretto, Premuti: “Ecco i punti da rivedere”
24/06/2009 - 11:16
La Corte Costituzionale interviene sull’indennizzo diretto e parla di “carattere alternativo, e non esclusivo, dell’azione diretta nei soli confronti del proprio assicuratore”. Quali le ripercussioni? E quali, più in generale, i problemi posti dall’indennizzo diretto? A rispondere è Fabrizio Premuti, responsabile Rc auto e assicurazioni di Adiconsum.
Cosa cambia con la sentenza?
Nella pratica non dovrebbe cambiare nulla perché la Corte interviene sul punto ma non può modificare l’andamento del quotidiano. E’ evidente che se fosse facoltativo il risarcimento diretto, - io lo chiamo risarcimento diretto e non indennizzo diretto - probabilmente andrebbe rivisto l’intero sistema. Già le associazioni dei consumatori del Cncu produssero all’inizio un documento in cui avevano individuato nel sistema del risarcimento diretto alcune falle e alcuni miglioramenti che dovranno essere apportati, come per esempio l’introduzione della terzietà nell’individuazione del valore economico del danno. Perché parlo di terzietà? Perché oggi siamo nella spiacevole condizione, e questo lo denunciamo da sempre, in cui il debitore stabilisce l’entità del debito. E questo è assolutamente improponibile.
Quali sono dunque i principali difetti del risarcimento diretto così come è impostato?
Prima cosa è appunto che il debitore non può certamente stabilire l’entità del debito ma dev’essere un ente terzo, quindi un perito terzo, un medico terzo, che vanno a individuare quali sono le entità del danno prodotto nei confronti del consumatore danneggiato, e quindi quali sono i valori che vanno applicati nel risarcimento. Non solo: vanno anche individuate le voci che vanno comprese nel risarcimento. Per esempio sul danno alle persone, visto che la sentenza si occupa proprio del danno verso i trasportati, si fa molta confusione su quello che può essere il danno patrimoniale, il danno biologico, il danno morale, il danno esistenziale… Qui va tutto riportato nell’ambito del diritto. E queste voci devono essere assolutamente individuate da una persona che non sia quella che è interessata nel pagamento del risarcimento. Ancora: è stata data all’impresa di assicurazione l’intera partita dell’informazione e dell’assistenza. Se vengono pilotate, e purtroppo abbiamo verificato che l’informazione e l’assistenza sono state pilotate proprio per rimanere magari nell’ambito dei forfait e produrre un lucro ulteriore alla compagnia, questo non va bene perché è ulteriore danno del danneggiato. Questi sistemi vanno rivisti così come va probabilmente rivisto il sistema del forfait.
Le tariffe sono effettivamente diminuite?
Se prendiamo i premi complessivi, dovremmo dire che probabilmente sono anche diminuite. Ma la realtà dei fatti non è questa, perché in quei territori in cui le compagnie si aspettavano la caduta dell’obbligo a contrarre, le hanno aumentate. Nei territori in cui intendono produrre nuovi assicurati, utilizzano la flessibilità tariffaria e abbattono le tariffe nuove depositate presso l’Isvap anche del cinquanta per cento. Non c’è un meccanismo tariffario al ribasso, c’è un meccanismo tariffario fortemente selettivo che è in antitesi con quello che ha prodotto, nel 1969, la rc obbligatoria.
di Sabrina Bergamini
2009 - redattore: BS

Consiglierei di esprimere tutto il nostro (cortese) dissenso all’egregio Dott. Premuti.
Eccovi la mail: f.premuti @ adiconsum.it
Se questi sono gli esperti Italiani di assicurazioni, le rca non caleranno mai e i diritti dei danneggiati saranno sempre meno tutelati..
…o erano (******) quando approvarono l’indennizzo diretto, oppure si sono fatti (******) ora per non pagare le tasse!!
Oggi si puo’ affermare che il sig. Premuti, potrebbe darsi alla politica, tant’e’ smisurato il suo stare una volta a destra ed una a sinistra.
Come si fa ad essere cosi’ equivoci, nel trattare un argomento delicato come quello delle assicurazioni e dell’indennizzo diretto? Serviva forse il commento autorevole di questo signore per far capire che l’indennizzo diretto e’ cervellotico? Si e’ chiesto mai Premuti come mai con i sinistri mono firma, ognuno fa la propria dichiarazione e puntualmente vengono risarciti entrambi i contendenti al 100%……………
Grande Premuti, ed in ultimo il perito terzo lo stiamo sponsorizzando da una vita, si vede che Premuti nel tempo libero si occupa di queste cose e non come noi della categoria che dobbiamo far quadrare i conti delle studio e quelli familiari
Spero che venga fatto ordine in tal senso e che tutti i “Premuti” di turno, vadano a lavorare ma seriamente
…il debitore stabilisce l’entità del debito;
…il debitore non può certamente stabilire l’entità del debito;
…è stata data all’impresa di assicurazione l’intera partita dell’informazione e dell’assistenza;
…dialogo diretto con il proprio assicuratore che dovrà dare obbligatoriamente dare una consulenza e una assistenza al danneggiato“.
L’autore di tali affermazioni ha perfettamente ragione. In toto.
Chi osa mettere in dubbio tali dati di fatto?
Forse le vittime dei sinistri che, avendo subìto magari danni irreparabili alla salute, vorrebbero arricchirsi alle spalle delle “povere” assicurazioni?
Bisogna invece inchinarsi davanti a tale “luminare”.
Sig. Premuti: grazie di esistere!!
Sento puzza di bruciato. Voi vedere che la CARD, con le sue norme operative riservate, con la minaccia di sanzioni interne e con l’obbligo d’iscrizione, hanno buggerato assicurati e danneggiati italiani e fors’anche la CEE. Vuoi vedere che la CARD è stata progettata, forse, da alcuni estimatori di MADOFF CONDANNATO A 150 ANNI.
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Esimio rag. Premuti Fabrizio, la sentenza della Corte Costituzionale 180/2009, non si esprime sui danneggiati trasportati, precedenti ordinanze ne parlano, s’informi meglio.
Il danneggiato deve raggiungere l’integrale risarcimento, certo non oltre (dove il Diritto termina) ma anche …. non meno (senza rapinargli il Diritto), ed il problema della confusione sui nomignoli dati ai vari tipi di danni, specialmente quelli della persona, sono dovuti agli occhiali del diavolo venduti dagli assicuratori e spacciati per occhiali correttivi. Chi si deve informare, compri occhiali per leggere e studiare da chicchessia, purchè di sua fiducia, certo pagherai di più ed in ultima analisi, meglio non vedere più, piuttosto che accettare di comprare a basso costo, o peggio, accettare gratuitamente gli occhiali del diavolo che promette di farti vedere bene, come prima. leggere, leggere con i propri occhi, vedere con i propri occhi ed ascoltare col proprio cuore, oggi anche il diavolo veste prada. Caro rag. Premuti, studi con attenzione la Carta di Nizza, lì c’è già tutto, anche il futuro. Sant’Antonio Abate docet.