Archivio per Novembre, 2009

Professionisti non regolamentati a rischio - Cna e Assoprofessioni all’attacco contro la riforma forense

cna_assoprofessioni.jpgRIFORMA FORENSE:CNA,PROFESSIONISTI NON REGOLAMENTATI A RISCHIO

UPDATE! Comunicato sul sito della CNA

(AGI) - Roma, 26 nov. - “Attribuire esclusivamente agli avvocati iscritti all’albo lo svolgimento di attivita’ di consulenza legale pone alcune professioni non regolamentate, come quelle di patrocinatore stragiudiziale o esperto di infortunistica a rischio “estinzione”, contravvenendo inoltre ai principi, riconosciuti, sia a livello comunitario che nazionale, di liberta’ di concorrenza e liberalizzazione dei mercati”. E’ questa la principale obiezione sollevata da CNA e Assoprofessioni all’indirizzo del Disegno di legge sulla riforma della professione forense licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato. La nuova legge estende infatti agli avvocati la pratica esclusiva di molti servizi legali “in ogni campo del diritto”, finora assicurata con continuita’ e professionalita’ da soggetti appartenenti a categorie professionali non regolamentate o interni ad imprese ed associazioni di categoria. “Se il disegno di legge dovesse passare in aula - hanno spiegato Sergio Gambini, responsabile Affari istituzionali di CNA e Giorgio Berloffa, presidente di Assoprofessioni - si assisterebbe alla pretesa di nuove riserve di legge da parte di altri ordini professionali, e alla richiesta dei professionisti non regolamentati per la creazione di nuovi albi, in palese contrasto con le linee guida europee in materia di liberalizzazione delle professioni” .

“E’ pertanto necessario - hanno aggiunto Gambini e Berloffa - che l’aula stralci i punti critici della riforma della professione forense e che il Parlamento proceda con celerita’ e spirito liberale al riconoscimento delle professioni non regolamentate, secondo una normativa moderna e di stampo europeo”.(AGI)

Emendamenti del Governo. Confermata l’obbligatorietà dell’indennizzo diretto.

camera1.jpg Il convegno di Inretecar è stato un’interessante occasione per fare il punto sull’evoluzione delle iniziative delle Compagnie nei confronti dei Carrozzieri. Mi è parso di comprendere che i tentativi di UGF e SAI di diventare “grandi carrozzieri” per ora non abbiano avuto un gran successo, anche se le assicurazioni potrebbero aggiustare il tiro in futuro.

Durante il mio intervento ho avuto modo di presentare gli uniti emedamenti del Governo,  presentati a luglio durante l’iter del decreto anticrisi, tesi a confermare l’obbligatorietà della procedura di indennizzo diretto nonostante sentenza della Corte Costituzionale che ne aveva stabilito  la sostanziale facoltatività.

Gli emendamenti, che potrebbero essere ripresentati in un collegato alla finanziaria, sono una vera e propria schifezza, una lezione di “maleducazione civica”. Sembrano, infatti, scritti sotto dettatura dell’ANIA, ricalcalcando l’orientamento che la stessa ha suggerito alle Compagnie (cfr. circolare allegata).

La documentazione mi è giunta da un solerte e valido professionista cui va il mio sentito ringraziamento per il contributo dato alla conoscenza della situazione.

Riforma professione forense: ecco l’emendamento approvato.

Brevemente. Il disegno di legge della riforma della professione forense è il (1198) a firma del Senatore MUGNAI.  -  Riforma dell’ordinamento della professione di avvocato.

L’emendamento approvato in Commissione Giustizia è il seguente:

2.18 (testo 2)

CARUSO, CENTARO

Sostituire il comma 7 con il seguente:

        «7. Fuori dei casi previsti dalla legge, l’attività professionale di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale è riservata agli avvocati. E’, in ogni caso, consentita l’instaurazione di rapporti di lavoro subordinato o di prestazione di opera continuativa e coordinata aventi ad oggetto la prestazione di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale ad esclusivo vantaggio del datore di lavoro o del soggetto in favore del quale l’opera viene prestata.».

C’è da stare tranquilli, da allarmarsi? Saranno naturalmente le “solerti” associazioni di professionisti a chiarire come interpretare tale formulato che non pone certo problemi ai giuristi di impresa e ai liquidatori. Bisognerà invece analizzare con attenzione come incide sugli assetti societari degli studi di infortunistica stradale, soprattutto quelli piccoli e che lavorano in modo “artigianale”.

Sarà consulenza legale anche dire l’ora a un passante per strada?

Confermate le esclusive per la consulenza legale in Commissione Giustizia del Senato

Nel totale e assordante silenzio delle associazioni di esperti di infortunistica stradale ierì è stato approvato il testo della riforma della professione forense (PD e UDC astenuti), con la conferma della esclusiva per la consulenza legale agli avvocati e con solo una modifica tesa a favorire i giuristi d’impresa. Il testo quindi passerà all’aula. Se verrà approvato la professione di patrocinatore stragiudiziale, in quanto tale, cesserà di esistere con buona pace di anni di battaglie per il riconoscimento della professione e fior di giurisprudenza di merito. Unisco il comunicato stampa del presidente dell’OUA e un articolo del Sole 24 Ore (UPDATE).

Riforma forense, de Tilla (Oua): “Buona notizia l’approvazione in commissione. In Aula possibili miglioramenti a partire dal numero chiuso”

Domani, giovedì 19 novembre, Conferenza stampa a Roma del presidente dell’Oua Maurizio de Tilla (Cassa Forense, via Ennio Quirino Visconti, ore 12,30) per presentare la VI Conferenza nazionale dell’Avvocatura e commentare nel dettaglio le norme approvate oggi al Senato

“L’Approvazione in Commissione Giustizia del Senato della riforma dell’Ordinamento forense è un primo passo importante verso una regolamentazione rigorosa della nostra professione”, commenta così il il voto di oggi al Senato il presidente dell’Organismo unitario dell’Avvocatura, Maurizio de Tilla. “Sono stati reintrodotti i minimi tariffari, stabilita l’esclusiva agli avvocati sulla consulenza, vietato il patto di quota lite. Tutte richieste avanzate con forza in questi mesi dall’Avvocatura - aggiunge de Tilla -. L’ulteriore passo è il “numero programmato” dall’Università alla professione”.

Il presidente dell’Oua sottolinea anche l’importanza del voto di oggi a fronte delle molte pressioni arrivate nelle ultime settimane: “La Commissione Giustizia del Senato ha avuto coraggio, smentendo l’Antitrust che ha contrastato questa riforma rifacendosi a liberalizzazioni selvagge e inesistenti direttive europee”.

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Salvi i giuristi d’impresa
Data Pubblicazione 18/11/2009

Articolo tratto da: Il Sole 24 Ore

Ordinamento forense. Un emendamento atta riforma apre all’assistenza legale interna alle aziende

Ma rimane a rischio la consulenza svolta dalle associazioni

Soluzione a metà sulla consulenza legale. Probabilmente destinata a lasciare l’amaro in bocca alle associazioni, Si apre infatti all’assistenza prestata dai giuristi d’impresa, ma resta una chiusura su quella prestata dalle organizzazioni di categoria. Ieri, la commissione Giustizia del Senato ha iniziato a votare gli emendamenti al testo del disegno di legge di riforma dell’ordinamento forense. L’obiettivo è di arrivare a chiudere la partita entro domani in maniera da mandare il provvedimento in Aula per il voto finale entro la fine di novembre. E, tra le correzioni apportate al testo, ce n’è una che prova a sciogliere almeno uno, ma forse il principale, dei nodi segnalati da Confindustria,Abi,Assonime e altre nove associazioni di categoria che la settimana scorsa hanno scritto una lettera al Governo e ai senatori. Al centro delle preoccupazioni l’attribuzione ai soli avvocati iscritti all’Albo di una forma di esclusiva assoluta nel campo del l consulenza legale e dell’assistenza stragiudiziale. Una rivendicazione che le associazioni considerano in contrasto sia con le osservazioni fatte dall’Anti trust che di recente, ha bollato la riforma come viziata da troppe restrizioni alla concorrenza, sia con i principi riconosciuti a livello comunitario e nazionale. Questo a volere tacere delle conseguenze pratiche dell’operazione. L’esclusiva, nell’interpretazione delle organizzazioni delle imprese rischia, mettendo fuorigioco di fatto gli uffici legali interni delle imprese, di fare crescere i costi dell’assistenza. Diventerebbe così obbligatorio rivolgersi all’esterno per usufruire dei servizi legali. Inoltre, all’angolo sarebbe messa anche la consulenza svolta in prima persona e, per esempio, sotto forma di un costante aggiornamento sulle novità normative, dalle stesse associazioni nei confronti degli iscritti. La soluzione individuata mette al riparo i giuristi d’impresa perché, recita l’emendamento, «è in ogni caso consentita l’instaurazione di rapporti di lavoro subordinato o di prestazione d’opera continuativa e coordinata aventi ad oggetto la prestazione di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale ad esclusivo vantaggio del datore di lavoro o del soggetto in favore del quale l’opera viene prestata». Una formulazione che permette senz’altro la prestazione della consulenza nei confronti dell’impresa che ha assunto il legale, ma lascia una margine di incertezza per quanto riguarda i gruppi. Se infatti l’impresa X controlla l’impresa Y sarà possibile l’assistenza del legale di X nei confronti di Y? Il semaforo resta però rosso nei confronti delle associazioni perché l’emendamento su questo fronte non prevede nulla, a meno di non comprendere, con un passaggio un pò ardito, nella nozione di «soggetto in favore del quale l’opera viene prestata» anche le organizzazioni di categoria. Fuori dal perimetro dell’esclusiva viene collocata anche la conciliazione, facendo salvi i protocolli siglati tra aziende e consumatori e le prassi in vigore per esempio nei mercati finanziari, mentre vi restano compresi gli arbitrati rituali. Intanto alla Camera il Cup, il Comitato degli Ordini, ha consegnato alle commissioni Giustizia e Attività produttive un documento che raccoglie le posizioni degli Albi sulla riforma. Giovanni Negri

Le ultime correzioni Consulenza più aperta. La competenza esclusiva in materia di consulenza stragiudiziale e assistenza legale viene limitata, lasciando spazio all’intervento degli avvocati degli uffici legali interni delle aziende esclusiva da parte dei soli avvocati iscritti all’Albo (a Loro resta invece la competenza in materia di arbitrati rituali). Il nodo delle associazioni. E’ invece preclusa l’attività di assistenza e consulenza legale svolta dalle associazioni di categoria nei confronti delle aziende iscritte. La competenza dovrebbe passare all’avvocato

21 NOVEMBRE - CONVEGNO INRETECAR - LA CONSAPEVOLEZZA DEL FARE IMPRESA IN CARROZZERIA

in_rete_car1.jpgUnisco il programma e la scheda di partecipazione  al convegno, dove parteciperò come relatore, che si terrà il 21 novembre dalle ore 15 all’Airport Hotel di Verona dal titolo:

LA CONSAPEVOLEZZA DEL FARE IMPRESA IN CARROZZERIA

Strumenti ed informazioni utili per far  rispettare la professione ,  sostenere la libertà di mercato  e tutelare il patrimonio delle aziende : Il Cliente

Vista la presenza annunciata del Sottosegretario allo Sviluppo Economico sarà una occasione per fare il punto della situazione sulle presunte ma insistenti voci di modifiche della procedura di risarcimento diretto.

Riforma professione forense: 12 associazioni imprenditoriali scrivono a Governo e Parlamento. E i patrocinatori stragiudiziali cosa fanno?

E i patrocinatori stragiudiziali cosa fanno, aspettano la pappa scodellata? 

Riforma professione forense: 12 associazioni imprenditoriali scrivono a Governo e Parlamento: il nuovo testo mette a rischio liberalizzazioni e concorrenza e aumenta i costi per le imprese

Forte preoccupazione sul testo di riforma dell’ordinamento forense all’esame della Commissione Giustizia del Senato. Dodici associazioni di imprese (Abi, CNA, AGCI, ANIA, Assogestioni, Assonime, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confindustria, Legacoop), in una lettera inviata a Governo e Parlamento, esprimono perplessità sulle disposizioni del nuovo testo che amplia l’ambito delle attività riservate agli avvocati e incrementa i costi a carico di imprese e cittadini.

La proposta di riforma estende, fra l’altro, l’ambito delle attività riservate agli avvocati a compiti attualmente svolti dai legali interni delle imprese, anche se non iscritti all’albo, e dalle associazioni. Non è pensabile - si legge nella lettera - che in un sistema moderno solo chi aderisce al registro professionale possa garantire la prestazione e l’effettiva qualità dei servizi legali.

Se le nuove disposizioni venissero approvate - fanno notare le associazioni - le imprese dovrebbero rinunciare alle funzioni legali interne e sarebbero costrette a rivolgersi ad avvocati esterni per tutte le attività, e non solo per quelle di difesa in giudizio.

Inoltre le associazioni imprenditoriali non potrebbero continuare a svolgere l’attività di consulenza e assistenza stragiudiziale a beneficio delle associate, determinando un impatto rilevante sul piano organizzativo e sui costi, in particolare per le piccole e medie imprese.

Le associazioni chiedono pertanto una profonda riconsiderazione dell’impostazione e dei contenuti di una riforma che rischia di allontanare il Paese dai principi essenziali di liberalizzazione e concorrenza, presupposti necessari di ogni moderna economia di mercato.

Anche Ugf prepara rincaro RcAuto

Al gruppo UGF non bastava essere in testa al nostro sondaggio come la compagnia meno transattiva, non bastava essere prima nei reclami, non bastava subire parecchie frodi a causa dell’indennizzo diretto. Mancava qualcosa ai mirabolanti primati raggiunti: essere la Compagnia che da gennaio aumenterà i prezzi più delle altre assicurazioni!! Complimenti al Gruppo e, comunque, a tutte le altre compagnie che rialzeranno i prezzi senza però voler nemmeno dare un segnale di volontà per abbattare quella mostruosità giuridica e tecnica che si chiama indennizzo diretto


 Milano Finanza - Anche Ugf prepara rincaro RcAutoDi Anna Messia

nei nove mesi i profitti di unipol gruppo finanziario si sono fermati a 31 milioni

La mossa servirà a migliorare il saldo tecnico nel ramo danni. Per Bnl Vita conti ok, ma resta l’ipotesi scioglimento
Come già annunciato da altri competitor, anche Unipol Gruppo Finanziario prepara tariffe RcAuto più salate, a partire da gennaio prossimo. Intanto il combined ratio di Ugf presentato ieri al mercato assieme al bilancio di fine settembre ha raggiunto il 104,7%. I sinistri e le spese hanno in pratica superato i premi incassati. Un risultato che è conseguenza delle leggi Bersani e della guerra al ribasso sulle tariffe negli ultimi anni, ma che non è più sostenibile. Per questo il gruppo di Bologna ha già pronto l’intervento: a gennaio ci sarà un aumento medio delle tariffe RcAuto del 5%, che si aggiunge al 2-3% già attuato tra febbraio e aprile e all’incremento del 7% medio di queste settimane. Se questi ritocchi consentiranno di riportare il combine ratio sotto il 100% entro il 2010 è ancora presto per dirlo, ha dichiarato ieri il direttore generale Carlo Cimbri, «ma sono fiducioso sul conseguimento dei risultati delle nostre azioni».

I numeri diffusi ieri da Unipol Gruppo Finanziario hanno mostrato un utile netto consolidato a fine settembre di 31 milioni, contro i 201 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. «Il risultato civilistico sarà ben diverso dal consolidato, ovvero qualche centinaio di milioni di utile per l’assicurazione e comunque a tre cifre per la holding», ha anticipato Cimbri. E’ probabile a questo punto che venga deciso il pagamento di un dividendo: «Sono valutazioni che attengono ai consigli quando hanno un quadro completo ed esaustivo della situazione», ha commentato Cimbri. Per quanto riguarda la raccolta, i premi danni si sono attestati a 3 miliardi (-1,9%). Il vita invece è esploso e a settembre ha superato 4 miliardi (+67%) grazie soprattutto alla raccolta di Bnl Vita, la joint venture con Bnp Paribas che scade a fine 2011. «Il rapporto con il partner francese è splendido», ha aggiunto Cimbri, e «avremo soddisfazione anche se dovessimo chiudere questa alleanza, perché incasseremmo dei bei soldini», ha detto riferendosi all’ipotesi di uno scioglimento, anticipata nei giorni scorsi da MF-Milano Finanza. Alle domande degli analisti sulla predisposizione di un nuovo piano industriale, Cimbri ha fatto sapere che sarà messo a punto dal nuovo consiglio la prossima primavera. (riproduzione riservata)


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