Confermate le esclusive per la consulenza legale in Commissione Giustizia del Senato

Nel totale e assordante silenzio delle associazioni di esperti di infortunistica stradale ierì è stato approvato il testo della riforma della professione forense (PD e UDC astenuti), con la conferma della esclusiva per la consulenza legale agli avvocati e con solo una modifica tesa a favorire i giuristi d’impresa. Il testo quindi passerà all’aula. Se verrà approvato la professione di patrocinatore stragiudiziale, in quanto tale, cesserà di esistere con buona pace di anni di battaglie per il riconoscimento della professione e fior di giurisprudenza di merito. Unisco il comunicato stampa del presidente dell’OUA e un articolo del Sole 24 Ore (UPDATE).

Riforma forense, de Tilla (Oua): “Buona notizia l’approvazione in commissione. In Aula possibili miglioramenti a partire dal numero chiuso”

Domani, giovedì 19 novembre, Conferenza stampa a Roma del presidente dell’Oua Maurizio de Tilla (Cassa Forense, via Ennio Quirino Visconti, ore 12,30) per presentare la VI Conferenza nazionale dell’Avvocatura e commentare nel dettaglio le norme approvate oggi al Senato

“L’Approvazione in Commissione Giustizia del Senato della riforma dell’Ordinamento forense è un primo passo importante verso una regolamentazione rigorosa della nostra professione”, commenta così il il voto di oggi al Senato il presidente dell’Organismo unitario dell’Avvocatura, Maurizio de Tilla. “Sono stati reintrodotti i minimi tariffari, stabilita l’esclusiva agli avvocati sulla consulenza, vietato il patto di quota lite. Tutte richieste avanzate con forza in questi mesi dall’Avvocatura - aggiunge de Tilla -. L’ulteriore passo è il “numero programmato” dall’Università alla professione”.

Il presidente dell’Oua sottolinea anche l’importanza del voto di oggi a fronte delle molte pressioni arrivate nelle ultime settimane: “La Commissione Giustizia del Senato ha avuto coraggio, smentendo l’Antitrust che ha contrastato questa riforma rifacendosi a liberalizzazioni selvagge e inesistenti direttive europee”.

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Salvi i giuristi d’impresa
Data Pubblicazione 18/11/2009

Articolo tratto da: Il Sole 24 Ore

Ordinamento forense. Un emendamento atta riforma apre all’assistenza legale interna alle aziende

Ma rimane a rischio la consulenza svolta dalle associazioni

Soluzione a metà sulla consulenza legale. Probabilmente destinata a lasciare l’amaro in bocca alle associazioni, Si apre infatti all’assistenza prestata dai giuristi d’impresa, ma resta una chiusura su quella prestata dalle organizzazioni di categoria. Ieri, la commissione Giustizia del Senato ha iniziato a votare gli emendamenti al testo del disegno di legge di riforma dell’ordinamento forense. L’obiettivo è di arrivare a chiudere la partita entro domani in maniera da mandare il provvedimento in Aula per il voto finale entro la fine di novembre. E, tra le correzioni apportate al testo, ce n’è una che prova a sciogliere almeno uno, ma forse il principale, dei nodi segnalati da Confindustria,Abi,Assonime e altre nove associazioni di categoria che la settimana scorsa hanno scritto una lettera al Governo e ai senatori. Al centro delle preoccupazioni l’attribuzione ai soli avvocati iscritti all’Albo di una forma di esclusiva assoluta nel campo del l consulenza legale e dell’assistenza stragiudiziale. Una rivendicazione che le associazioni considerano in contrasto sia con le osservazioni fatte dall’Anti trust che di recente, ha bollato la riforma come viziata da troppe restrizioni alla concorrenza, sia con i principi riconosciuti a livello comunitario e nazionale. Questo a volere tacere delle conseguenze pratiche dell’operazione. L’esclusiva, nell’interpretazione delle organizzazioni delle imprese rischia, mettendo fuorigioco di fatto gli uffici legali interni delle imprese, di fare crescere i costi dell’assistenza. Diventerebbe così obbligatorio rivolgersi all’esterno per usufruire dei servizi legali. Inoltre, all’angolo sarebbe messa anche la consulenza svolta in prima persona e, per esempio, sotto forma di un costante aggiornamento sulle novità normative, dalle stesse associazioni nei confronti degli iscritti. La soluzione individuata mette al riparo i giuristi d’impresa perché, recita l’emendamento, «è in ogni caso consentita l’instaurazione di rapporti di lavoro subordinato o di prestazione d’opera continuativa e coordinata aventi ad oggetto la prestazione di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale ad esclusivo vantaggio del datore di lavoro o del soggetto in favore del quale l’opera viene prestata». Una formulazione che permette senz’altro la prestazione della consulenza nei confronti dell’impresa che ha assunto il legale, ma lascia una margine di incertezza per quanto riguarda i gruppi. Se infatti l’impresa X controlla l’impresa Y sarà possibile l’assistenza del legale di X nei confronti di Y? Il semaforo resta però rosso nei confronti delle associazioni perché l’emendamento su questo fronte non prevede nulla, a meno di non comprendere, con un passaggio un pò ardito, nella nozione di «soggetto in favore del quale l’opera viene prestata» anche le organizzazioni di categoria. Fuori dal perimetro dell’esclusiva viene collocata anche la conciliazione, facendo salvi i protocolli siglati tra aziende e consumatori e le prassi in vigore per esempio nei mercati finanziari, mentre vi restano compresi gli arbitrati rituali. Intanto alla Camera il Cup, il Comitato degli Ordini, ha consegnato alle commissioni Giustizia e Attività produttive un documento che raccoglie le posizioni degli Albi sulla riforma. Giovanni Negri

Le ultime correzioni Consulenza più aperta. La competenza esclusiva in materia di consulenza stragiudiziale e assistenza legale viene limitata, lasciando spazio all’intervento degli avvocati degli uffici legali interni delle aziende esclusiva da parte dei soli avvocati iscritti all’Albo (a Loro resta invece la competenza in materia di arbitrati rituali). Il nodo delle associazioni. E’ invece preclusa l’attività di assistenza e consulenza legale svolta dalle associazioni di categoria nei confronti delle aziende iscritte. La competenza dovrebbe passare all’avvocato

8 Risposte a “Confermate le esclusive per la consulenza legale in Commissione Giustizia del Senato”


  1. 1 paola borgogno 19 Nov 2009 a

    Sarebbe veramente il colmo, visto che in molti casi (esperienze personali dimostrabili) gli avvocati ne sanno parecchio meno di noi. Inoltre forse il Senato non capisce quante persone lascerà senza lavoro, approvando questa ulteriore ed ennesima c…ta!!!
    In ogni caso continuiamo a lottare per tutelare sia i nostri diritti sia per far valere la nostra professionalità, acquisita in anni di studi con continui corsi di aggiornamento, e tanto amore per il nostro lavoro.
    Buona giornata a tutti.

  2. 2 Massimo 19 Nov 2009 a

    Dott. Stefano Mannacio,
    Leggo l’articolo e la paura prende il sopravvento…
    Ma siamo sicuri che l’attività di consulenza stragiudiziale nell’ambito dell’infortunistica stradale non potrà essere piu’ svolta dagli studi di infortunistica?
    Sarebbe davvero una disfatta per tutti coloro che in questi anni hanno svolto il proprio lavoro con professionalità, continui aggiornamenti, e l’approvazione del risarcimento diretto, che già ha fatto molte “vittime” in termini di perdita di lavoro tra i nostri colleghi, oltre a creare un sistema di risarcimento assolutamente incostituzionale ed a discapito dei danneggiati.

    Siamo davvero sicuri che la nostra professione rientri nella categoria da cancellare?????

    Grazie Dottore per l’eventuale pronta risposta e per il costante aggiornamento che tiene su questo blog.

    Dott. Massimo Ruoti
    Prato

  3. 3 Cesare Baraldi 19 Nov 2009 a

    Ritengo che tale riforma faccia licenziare gran parte dei liquidatori in quanto se la consulenza stragiudiziale può essere esercitata soltanto da un avvocato, non capisco come possa trattare un sinistro un liquidatore che a volte non è neppure diplomato. Quindi le Compagnie assicurative dovranno sbarazzarsi di tutti i dipendenti che non sono avvocati? Questi ultimi dovranno aprirsi la partita Iva per poter lavorare? Affideranno la gestione dei sinistri a legali esterni?
    Fino a quando le Compagnie Assicurative non faranno questo passo Mi ritengo autorizzato ad esercitare la mia professione essendo in possesso di un esperianza quindicinnale nel settore e per più di un decennio funzionario di Compagnie Assicurative.
    Ritengo che la stessa qualifica che ci viene richiesta deve esserci prestata, altrimenti non esiste reciprocità.
    Auguro a tutti buon lavoro, avanti tutta, non abbiamo mai avuto paura di alcuno e non è il momento di arrenderci, buona giornata.
    Dott. Cesare Baraldi

  4. 4 vincenzo tomo 19 Nov 2009 a

    Nulla da recriminare contro la categoria degli avvocati con cui conviviamo e lavoriamo ma sicuramente nel ns. paese i ns. politici come al solito invece di favorire il lavoro sotto ogni forma puniscono chi lavora e paga le tasse e si premia chi evade!!!!!!
    Siamo cittadini che come coloro che hanno un albo professionale pagano le tasse e svolgono il proprio lavoro con etica morale e con costante aggiornamento! e spesso siamo un punto di riferimento per gli altri cittadini!

  5. 5 camillo ciotoli 19 Nov 2009 a

    qualsiasi parola non potrebbe sicuramente esprimere la mia indignazione difronte a questo ennessimo massacro della nostra professione.
    di parole ne sono state sprecate anche troppe vogliamo diciderci una buona volta che dobbiamo sicuramente fare anche altro e non solo ed esclusivamente parlare….
    buon proseguimento di lavoro a tutti…

  6. 6 MARIA CIMBRI 19 Nov 2009 a

    Senza nulla togliere ai legali, francamente mi sembra denigratorio nei confronti di una categoria di Professionisti che, come dice il collega, spessissimo superano per esperienza o capacità eguagliano se non superano la conoscenza specifica nel settore della consulenza tecnica e amministrativa nella gestione di un sinistro.
    A quanti liquidatori abbiamo insegnato come si trattano i sinistri, e loro sono Avvocati?
    Fino a quando non vi saranno esclusivamente laureati in legge a trattare i sinistri mi sento autorizzata fare altrettanto.
    Politici, meditate, meditate …..
    Paola, manca una “z” ma hai reso perfettamente l’idea.
    Non abbattiamoci, ma continuiamo con la nostra competenza, correttezza e professionalità.

  7. 7 Dott. Davide Armari 20 Nov 2009 a

    La notizia di ieri mi ha molto preoccupato e per la verità mi sento molto amareggiato. Soprattutto perché nello svolgimento del nostro lavoro ritengo di essermi sempre comportato correttamente dando alla mia clientela una prestazione professionale seria ed aggiornata. Ritengo che questo standard di lavoro sia uguale a quello di tanti miei colleghi che in tutti questi anni hanno dimostrato di lavorare con estrema professionalità e competenza. E’ quanto ho potuto riscontrare durante gli innumerevoli incontri avvenuti in occasione di assemblee indette dall’Associazione cui appartengo.
    L’amarezza è ancora più pesante nell’osservare che la miopia di alcuni politici è stata severamente applicata senza tener conto di una realtà, la nostra, che pur non regolamentata è stata condivisa da tutti. Mi riferisco al fatto di svolgere da anni questa professione, con il benestare di tutti gli “Enti” del settore, che mi ha dato soddisfazioni di lavoro e mi ha permesso di proseguire ad investire nella mia attività rendendola sempre più efficiente e conseguentemente di aver sempre correttamente versato allo Stato parte del mio guadagno in tasse.
    Sono d’accordo con alcuni miei colleghi nell’affermare che se tutti dovessimo essere avvocati per poter svolgere questa attività non riesco a capire come mai nei centri di liquidazione trovo spesso liquidatori, non adeguatamente preparati, che hanno svolto in precedenza mansioni di segreteria. (con questi signori mi sono sempre trovato a disagio nel trattare i sinistri) Anche se la mia affermazione può apparire egoista non trovo giusto che comunque una riforma può cancellare anni di attività svolta da professionisti che, come me, si sono impegnati puntando tutto sul nostro lavoro in termini di risorse economiche e con continui aggiornamenti. Se da oggi servisse solamente la laurea per insegnare alle scuole elementari, le maestre non laureate, che da anni insegnano, dovrebbero essere tutte licenziate ?
    Un’ultima osservazione. Ho contattato diversi avvocati con cui relaziono e tutti non sapevano nulla dello specifico caso che ci riguarda previsto dalla nuova riforma forense. E allora mi domando chi vuole tutto questo?
    Un’ultima cosa, sbaglio o il Senatore Mugnai si era reso disponibile a tutelare la nostra Categoria?
    Buon lavoro a tutti.
    Dott. Davide Armari

  8. 8 Dott. Paolo ZANINI 21 Nov 2010 a

    Relativamente novizio della realtà infortunistica, ma con alle spalle anni di praticantato forense e di produzione assicurativa, nulla di nuovo indico quando dico che i risultati ottenibili dalle Infortunistiche, con comprovata e solida professionalità, giammai sarebbero ottenibili dalla maggior parte di operatori diversi, e men che meno in sede bonaria.
    Io ho la fortuna di lavorare, per quanto da poco, in una Società di Infortunistica, ed ho avuto modo di apprezzare il portato di serietà, professionalità ed impegno che può essere dato nell’interesse di quanti ci danno fiducia, i Clienti.
    E’ il momento di aumentare l’impegno, ed altresì di concertare iniziative a livello nazionale.
    Buon lavoro a Tutti!!!


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