Era da un pò di tempo che l’Adiconsum non si faceva sentire in tema di RC auto e, francamente, non se ne sentiva la mancanza. Ora manifesta la volontà, in una audizione alla Camera, di voler partecipare al costituendo comitato antifrode in campo assicurativo, di tabellare (in peius e come desiderato da ANIA e ISVAP) a livello medico ed economico le lesioni gravi e gravissime e dare l’ennesima stretta alle lesioni di lievi entità, sempre come richiesto da ANIA e ISVAP. Il tridente d’attacco (ai danneggiati e agli assicurati?) composto da ANIA e ISVAP e CNCU (di cui Adiconsum nel settore RC auto è una delle protagoniste) non ricorda forse che ha già sottoscritto, con il governo, un fallimentare protocollo intesa nel 2000 da cui sono scaturite leggi che hanno ridotto il valore dei risarcimento del danno alla persona e lo hanno tabellato in modo molto rigido grazie all’operato di commissioni nella cui composizione prevalevano i fiduciari delle compagnie. Il tutto allo scopo di ridurre i prezzi dei premi, che invece sono poi aumentati, mentre i bilanci delle imprese sono scoppiati di utili. Per quanto riguarda il Comitato Antifrode che, così come progettato dal PDL 1964 dell’onorevole Barbato ed altri, ci sembra concepito solo per esistere, ci si chiede come non preveda la presenza di patrocinatori, avvocati e associazioni artigiane. Ci si chiede inoltre come non preveda la facoltà di indagare su come le compagnie liquidano i sinistri infragruppo e, soprattutto, come gestiscono le loro politiche antifrode. Una agenzia antifrode indipendente non può essere infatti solo “one way“, ma deve soprattutto stimolare le assicurazioni a essere l’asse portante della lotta ai comportamenti fraudolenti e speculativi. Gli ispettorati sinistri una volta si chiamavano così per un motivo semanticamente pregnante, mutati ora in centri liquidazione danni, sempre meno attenti alle dinamiche del sinistro e, forse, più alla capienza dei forfait.
UPDATE DAL SITO AUTOMOBILISTA.IT: Rc auto in Italia. Ho un sogno: le associazioni dei consumatori che non si mescolano mai con le Assicurazioni e con il Governo

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