Prima di tutto un sentito apprezzamento al lavoro svolto dall’On. Fluvi (PD) per aver speso parole di buon senso in merito all’assurdità di far passare la procedibilità d’ufficio del reato di frode assicurativa, convincendo anche il presidente della Commissione Finanze . Ecco il resoconto dove si capisce che in Commissione ben pochi masticano compagina assicurativa, per non dire altro: Seduta di martedì 15 marzo - e l’Allegato contenente i documenti di seduta
Un plauso all’avv. Perrini e alle sue puntuali note critiche.
Il testo comunque ha ancora bisogno di qualche aggiustamento perchè ancora troppo basato sulla cultura del sospetto.
Dall’articolo si puo evincere che l’On. Barbato dell’Italia dei Valori sostiene che l’indennizzo diretto stimola le truffe (anche i comportamenti non corretti delle compagnie). Una opinione diametralmente opposta a quella del suo collega Lannutti in Senato, presidente-senatore di Adusbef.
Assicurazioni, tutele anti-frode
Mercoledì 16 Marzo 2011 09:18
ITALIA OGGI16/03/2011
Indennizzi sospesi, denuncia penale, sconti ai clienti onesti
di Francesco Cerisano
Le compagnie assicurative affilano le armi contro le truffe. Oggi davanti al sospetto di un sinistro fraudolento, le imprese non hanno molta scelta. E, anche a causa dell’indennizzo diretto («un vero bancomat nelle mani dei truffatori»), preferiscono comunque pagare. In un futuro che si annuncia molto prossimo, non avranno scuse. Potranno rifiutarsi di risarcire i sinistri sospetti chiedendo un supplemento di indagine, decorso il quale le opzioni saranno solo due: formulare l’offerta per il risarcimento oppure, qualora i dubbi non siano stati fugati, denunciare obbligatoriamente il tutto all’autorità giudiziaria.Obbligo che oggi non sussiste. E che risulterà più agevole osservare grazie all’allungamento dei termini per la presentazione della querela (90 giorni che decorreranno non dal momento in cui l’illecito è stato commesso, ma dallo spirare del termine di 30 giorni entro il quale l’impresa deve comunicare al danneggiato la decisione definitiva sul risarcimento). Per i clienti onesti che, all’atto di sottoscrivere una polizza, accettino volontariamente di sottoporre il veicolo ad ispezione preventiva (in modo da farne constatare le reali condizioni e prevenire successive frodi) sono in arrivo sconti che le imprese non potranno esimersi dal praticare. È zeppa di novità la proposta di legge contro le frodi nel settore assicurativo che ieri ha ottenuto il via libera in commissione Finanze della Camera e che si avvia verso un’approvazione lampo senza passare dall’aula. Maggioranza e opposizione sono infatti d’accordo sul maxiemendamento del relatore Francesco Barbato (Idv). E una volta acquisiti i pareri delle altre commissioni di Montecitorio competenti in materia (affari costituzionali, giustizia, trasporti, affari sociali e bilancio) il testo potrà essere approvato in sede legislativa entro la fine del mese o al massimo per l’inizio di aprile. Per poi passare al Senato che dovrebbe confermarne in toto l’impianto normativo (sul punto è stato già raggiunto un accordo di massima). L’obiettivo è far presto anche per replicare indirettamente alle polemiche sorte dopo le dichiarazioni del presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, che ha accusato il parlamento di non attivarsi a dovere contro il fenomeno dell’alto costo assicurativo dei sinistri stradali. «Il parlamento ha risposto in modo concreto ed efficace», dice Barbato a ItaliaOggi. «Le frodi assicurative stanno raggiungendo livelli insostenibili, soprattutto al Sud dove l’incidenza dei falsi sinistri sulle spese delle compagnie, che in Italia è in media del 3%, raggiunge punte del 12-15%. In provincia di Foggia nell’ultimo anno si è registrato un aumento degli incidenti con danni alle persone del 42%, un dato fuori dal reale». E fino a quando la situazione sarà questa difficilmente le tariffe per gli automobilisti potranno diminuire. «Il ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, ha parlato di una riduzione del 18%, ma è un obiettivo irrealistico fino a quando le compagnie continueranno ad avere i bilanci in perdita a causa delle frodi», prosegue Barbato. Il deputato dell’Italia dei valori punta il dito soprattutto contro l’indennizzo diretto, il nuovo sistema (in base al quale è l’assicurazione del danneggiato a risarcire subito il proprio cliente rivalendosi poi su quella del danneggiante) che ha sì tagliato radicalmente i tempi di attesa, ma, a suo dire, ha prodotto anche alcune anomalie. «L’indennizzo diretto», rivela, «ha incentivato i comportamenti fraudolenti perché a volte le compagnie preferiscono chiudere un occhio sugli incidenti sospetti ben sapendo che per effetto del meccanismo delle compensazioni a forfait possono guadagnare più di quello che hanno speso pagando il risarcimento». Il nuovo organismo demandato a vigilare sulle frodi assicurative, attraverso il monitoraggio di una ricca e capillare banca dati dei sinistri, non sarà più l’Isvap ma la Consap. Ne faranno parte solo persone di provata esperienza nel settore, fra le quali anche un rappresentante degli intermediari assicurativi. Vengono inoltre inasprite le sanzioni penali per i periti e i medici infedeli.

Da un anno combatto con la mia ex compagnia per via di un sinistro con evidente truffa che la compagnia ha deliberatamente permesso favorito e stà coprendo fino ad oggi.
Un banalissimo sinistro con due graffi, è diventato una devastazione totale. La mia controparte, sorella di un perito che lavora per la compagnia, ha presentato modulo CAI e preventivo danni palesemente falsi, sicura di avere campo libero.
Il tutto grazie a mr bersani e la sua ridicola legge.
Il sinistro è avvenuto tra due contraenti della stessa impresa, in una data alla quale, l’indennizzo diretto era vietato dall’isvap, per tale tipologia di sinistri.Con un appiglio sono riusciti a far passare per facoltativa la procedura CARD (indennizzo diretto), e in 10 gg, a mia insaputa, periziano e liquidano la controparte.
Per conoscere l’importo liquidato in un sinistro, nell’indennizzo diretto bisogna rivolgersi alla CONSAP.
La CONSAP però, non accetta richieste per contratti con franchigia, come era il mio. D’altro canto la compagnia si rifuta di rilasciarmi gli atti.
Quindi, finora non sò ,ufficialmente quanto è stato liquidato.
Ho denunciato tutto all’isvap e attendo gli sviluppi.
In definitiva, è una legge su misura per i truffatori e le compagnie.
Dietro una truffa assicurativa c’ è sempre qualche addetto ai lavori.
L’antifrode dovrebbe iniziare dentro le compagnie
Complimenti agli onorevoli che si impegnano nel voler adottare norme e comportamenti trasparenti nell’interesse degli automobilisti cosa che invece non riesce alle associazioni dei consumatori. Mi auguro pero’ che i Carrozzieri d’Italia ora marcino UNITI.
Cordialmente
Anna Gandolfi
Per Pedro:
Per esperienza personale l’Isvap non si muove più di tanto, ti consiglio di presentare una richiesta di atti formale, ti devono fornire gli atti entro 15 giorni, se non provvedono puoi procedere col reclamo e se neanche quello funziona valuta l’idea di fare causa alla compagnia perchè ti diano gli atti, poi con quelli decidi sul da farsi.
In alternativa puoi parlare con un legale al fine di pesare l’ipotesi di un esposto in procura per truffa.
ciao.
Caro Pedro, le compagnie non possono rifiutare l’accesso agli atti e tu li puo pretendere da entrambe le compagnie. La problematica che tu esponi, è l’ennesima prova della folle legge del risarcimento diretto, delle sue immense pecche, grandi come l’arco di trionfo, attraverso il quale, può passare un transatlantico. Meglio ritornare com’era prima, un buono e un cattivo, Legge 990/69, 39/1977, DRP 45/1981, e tuttalpiù, solo in presenza di modulo CAI a firme congiunte, come avviene in tutte le altre nazioni europee civili, far scattare il risarcimento diretto, con il quale, fino a querela di falso, ciò che è scritto e controfirmato da tutti i protagonisti del sinistro, corrisponde a verità. Vi ricordo, che non esiste nessun obbligo d’utilizzo del modulo CAI, la denuncia di sinistro la si può inoltrare sotto qualunque forma (anche utilizzando un rotolo di carta igenica come fa Leonardo da Vinci con la sua pubblicità) anche con un foglio di carta bianco, purchè lo scritto contenga tutti i dati necessari di base, non solo ma anche in caso di sinistro multiplo, con più veicoli coinvolti, lo si può riempire con i dati di tutti ed esser firmato da tutti, a scanso di equivoci, anche se le compagnie dicono che non si può fare, ma ciò non corrisponde a verità giuridica; meglio una modalità sinistro firmata da tutti ed accettata, piuttosto che i ripensamenti successivi e pilotati. Il risarcimento diretto, è congegnato per far sì che si azzuffino i conducenti, la base, non più noi con gli uffici sinistri, lasciandoli liberi d’interpretare, modificare ad hoc le cose, le modalità, segretamente, ogniuno per conto proprio, da qui il famoso detto “Risarcimento diretto? Bancomat per tutti”. Tutti vengono risarciti, anche con l’arbitraria applicazione del concorso di colpa, e chi se ne frega! Scatta il malus a tutti, le polizze aumentano ad entrambi i protagonisti. Successivamente se necessario, caro Pedro, ti potrò inviare il modulo per l’accesso agli atti.
Salve ragazzi! Innanzitutto vi ringrazio per l’interessamento e i consigli.
La situazione, ad oggi, è la seguente.
La compagnia trattiene ancora la quietanza di pagamento, e si rifiuta di consegnarla. Il chè è molto strano, dato che dovrebbe riportare la stessa cifra della perizia. Dato che la controparte lavora presso l’ospedale e, oltre ad avere un fratello perito, ne ha un altro … fisioterapista, i miei dubbi sono più che legittimi.
L’isvap ha chiesto il riscontro delle mie affermazioni alla compagnia, la quale ha reagito mandandomi una missiva con insulti e minacce di denuncia per “calunniose insinuazioni” (sic).
Continua a sostenere la legittimità della procedura utilizzata (CARD), quando essa, oltre ad essere vietata all’epoca, presenta un incompatibilità con la tipologia del contratto da me sottoscritto (a doppia franchigia).
Purtroppo i tempi sono molto lunghi, e non posso dare adito alla magistratura finchè l’isvap non conclude l’istruttoria.
Spero che prendano sanzioni severe nei confronti dei responsabili, poichè, oltre alle recriminazioni personali, emerge da tutta la vicenda una squallida commistione tra addetti ai lavori che si spartiscono i soldi dei sinistri.
Se così sarà, credo che in tribunale la strada sarà molto più agevole.
Era evidente che l’applicazione dell’indennizzo diretto avrebbe causato più danni che benefici. Una elementare regola di buonsenso insegna che, quando non c’è interesse a pagare o meno un sinistro, stabilire chi abbia torto o ragione, per le Compagnie, diventa solo una perdita di tempo. Grazie alla mostruosità del sinistro plafonato e della camera di compensazione per l’assicuratore non ha più senso tutelare il proprio cliente. Tradendo la filosofia stessa della Responsabilità civile si è sacrificata la certezza del diritto alla rapidità del risarcimento. Un’approssimazione fatale. Una delle tante mostruosità di legislatori incompetenti. Questo è quello che accade quando si trasforma quella che poteva essere tutt’al più una convenzione in legge di Stato.
Cordialmente.