Archivio autore per Stefano Mannacio

Italia Oggi - “Indennizzo Diretto: risparmi a senso unico”

Indennizzo diretto: tariffe in aumento e risarcimenti in riduzione. La volpe a guardia del pollaio. E’ da due anni che lo diciamo. Lo dice anche Italia Oggi nel seguente articolo: RC Auto - risparmi a senso unico

Le polizze aumenteranno. Parola di Vittorio Verdone responsabile RC auto dell’ANIA

vittorio verdoneDal nostro sondaggio (di fianco) emerge una chiara tendenza da parte delle compagnie a non riconoscere, in tutto o in parte, il danno morale nella fase stragiudiziale. Risparmi e quindi guadagni certi per le assicurazioni che, non paghe del risultato, aumenteranno le polizze. Lo dice Vittorio Verdone, responsabile RC Auto dell’ANIA, in una recente trasmissione radiofonica . 

Al Volante sul risarcimento diretto - “Rivolgersi ad un professionista”

al-volante1.jpg  Articolo di al volante: numero di aprile 2009

Dann morale: manuale operativo di una compagnia assicuratrice

Giovani Marmotte In qualche convegno ho sentito alcuni giuristi dare una interpretazione quasi positiva delle sentenze della Cassazione sul danno esistenziale. Anche per le Compagnie è cosi. Ecco, senza commenti, il  manuale operativo di un gruppo assicurativo. Invito nuovamente i lettori a rispondere al sondaggio sul danno morale (di fianco).

Altalex: Danno morale: una sentenza del tribunale di Milano

Da Altalex una sentenza interessante del tribunale di Milano.  Il sondaggio (di fianco) sulla liquidazione del danno morale nella fase stragiudiziale sta fornendo una chiara tendenza. Prima di fare una riflessione operativa attendo però altre risposte.

Sondaggio sui “danni collaterali (morali)” delle sentenze della Cassazione sul danno esistenziale

sondaggioIn un  recente convegno della Associazione Familiari Vittime della Strada, grazie all’invito dell’Avv. Gianmarco Cesari, avevo fatto un intervento sulle sentenze della Corte di Cassazione riguardanti il danno esistenziale e le possibili conseguenze sulla erosione della liquidazione del danno morale in sede transattiva. Durante un altro affollatissimo convegno organizzato dalla  Associazione Melchiorre Gioia tale argomento è stato accennato, ma senza porre la giusta enfasi sulla fase stragiudiziale. Per questo motivo ho deciso di provare a fare un sondaggio (sopra, di fianco). Invito pertanto i colleghi, patrocinatori e avvocati, a rispondere.

Sentenze dal sito dell’UNARCA su danno morale e indennizzo diretto

Il danno biologico deve essere adeguato alla sofferenza morale da ritenersi provata presuntivamente - Tribunale di Bologna, 29 gennaio 2009, n.20076

Chi subisce lesioni ha diritto al danno morale da riconoscere equitativamente - Corte di Cassazione, 13 gennaio 2009, n.479

Confermata la facoltatività del risarcimento diretto - Giudice di Pace di Torino, ordinanza n.2209 del 27.11.2008

Rito del lavoro non applicabile avanti al G.d.P.. Incompletezza della richiesta e proponibilità - Giudice di Pace di Napoli, sentenza del 12 dicembre 2008 (da www.iussit.eu)

Illegittimo l’art. 9 comma 2 D.P.R. 254. Spese legali sempre dovute anche nel risarcimento diretto - Giudice di Pace di Cittadella, sentenza del 23.10.2008, n. 417

Radiocity registrazione trasmissione del 9/1/08 su RadioUno

radiocity_radiounoEcco la registrazione di Radiocity, trasmissione di punta di Radio Uno condotta da Stefano Mensurati,  dedicata in parte alle assicurazioni. Ospiti, oltre a noi, Vittorio Verdone dell’ANIA, Rosario Trefiletti di Federconsumatori e Guido Fontanelli, capo redattore economia di Panorama. All’ANIA e ai Consumatori, come al solito, l’ultima parola. Nel breve tempo del nostro intervento abbiamo cercato di guastare il solito teatrino tra Consumatori e Compagnie, convinti che, se vi fossero ulteriori e costanti possibilità di dire la nostra potrebbero saltare alcuni equilibri, almeno a livello di diffusione di una informazione corretta. UPDATE! Sulla trasmissione ha scritto qui un bell’articolo il grande Alessandro Merolla del blog Dalla parte di chi guida

Ascoltate Radiocity oggi 9 gennaio

Ascoltate RADIOCITY su radio uno ore 16:00. Si parlerà di assicurazioni

Corte Costituzionale due ordinananze sul codice delle Assicurazioni e una interpretazione

corte_costituzionale.jpgDal sito dell’UNARCA due ordinanze (440/08, 441/08) e un interessante commento

Altre sentenze interessanti su danno esistenziale e spese stragiudiziali

Dal sito dell’UARCA:

Il Tribunale di Torino stabilisce una “tripartizione” del danno morale alla luce della sentenza S.U.  - Tribunale di Torino, sentenza 27 novembre 2008

Risarcito dopo 13 giorni? Le spese legali stragiudiziali sono comunque dovute - Giudice di Pace di Milano, 27 novembre 2008, n.28351

Euro 28.000,00 per 8% di I.P. e Temporanea. Trib. Milano liquida equitativamente il danno - Tribunale di Milano, sentenza dell’11 dicembre 2008.

In Sella: Articolo su risarcimento del danno materiale

in_sella.jpgEcco un articolo  di In Sella di Dicembre sul risarcimento del danno materiale cui abbiamo collaborato.

Onorari stragiudiziali degli studi di infortunistica riconosciuti dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite.

Le sentenze della Corte di Cassazione a Sezioni Unite sul danno esistenziale hanno fatto discutere. Dal sito dell’UNARCA ecco un estratto della sentenza n. 26973/2008  dove gli onorari stragiudiziali degli studi di infortunistica sono chiaramente riconosciuti. Dopo anni di battaglie la parte della sentenza che ci riguarda costituisce un pilastro fondamentale per il pieno riconoscimento della nostra professione. Almeno per chi, nel quadro involutivo determinatosi negli ultimi anni, avrà il giusto entusiasmo e motivazione per esercitarla.

Incredibile! Per l’ufficio legale dell’ANIA l’indennizzo diretto è incostituzionale

Italia Oggi - Indennizzi diretti Avvocati perplessi

Il Cnf: da rivedere l’art. 150 del Codice

Avvocati «molto perplessi» sull’efficacia della disciplina dell’indennizzo diretto e assicuratori che, con fiducia, restano alla finestra in attesa di capire se, cambiate le regole del gioco, a raccoglierne i benefici siano sia i clienti, sia le imprese. Due anni fa, infatti, è stata abolita l’assistenza legale nella responsabilità civile da circolazione autostradale, un intervento normativo, sostiene Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, che ad oggi «non risulta aver prodotto effetti deflattivi sul contenzioso, né sui tempi, né sulla quantità, così come, invece, auspicava il legislatore». E, parlando nel corso di un convegno sulla Disciplina del settore assicurativo ed esercizio della professione forense al senato, chiede ufficialmente la revisione dell’art. 150 del codice delle assicurazioni. Le critiche della categoria non sono nuove: già nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2006, il presidente aveva sostenuto che «pensare che la liquidazione effettuata direttamente dalla società di assicurazione della vittima possa comportare un minor dispendio di tempi e di costi è puramente illusorio, dal momento che ogni cittadino ha interesse a che l’entità del danno che ha subito sia valutata non approssimativamente, ma in tutte le sue sfaccettature, specie quando si tratti di diritto alla salute, costituzionalmente garantito» (art. 32). Il provvedimento, riconosce Francesco Nanni, direttore dell’Area normativa dell’Associazione nazionale delle imprese di assicurazioni (Ania), «è indubbiamente soggetto ad una serie di attacchi» il primo dei quali è proprio la illegittimità costituzionale: violerebbe, oltre all’art. 32 sulla tutela della salute, anche l’art. 3 della Costituzione in quanto creerebbe una differenza di trattamento fra danneggiati in casi tra loro simili, mentre il principio generale della nostra Carta costituzionale è quello dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. L’indennizzo diretto, secondo Alberto Marras, condirettore generale di Fondiaria-Sai, porta dei risultati positivi sul fronte della concorrenza di mercato: «Il cliente è al centro della compagnia di assicurazione, così come è un bene supremo nell’esercizio della professione forense», pertanto il sistema ha instillato nell’utente «una maggiore consapevolezza, basata sul merito, nella scelta dell’assicuratore o dell’avvocato». In tempi di crisi finanziaria globale, conclude Marras, non è con questo strumento che «si possono strutturalmente avere risparmi sulle tariffe, ma servirebbero degli interventi sui costi di risarcimento».

Intervento al Convegno sul Danno Esistenziale

          cortesuprema1.jpg             Il convegno Il risarcimento del danno non patrimoniale con pregiudizi esistenziali è stato molto interessante. Quasi assenti i patrocinatori. Tra le opinioni espresse ho notato che tra quelle preoccupate (Cesari, il sottoscritto, un magistrato di Roma e l’Avv. Gracis) vi erano anche interpretazioni ottimistiche della sentenza.  

Ben venga, anche se mi è parso, in certi passaggi, di intendere come positivo l’aumento della “burocrazia” processuale.

Tra le interpretazioni che esprimono preoccupazione unisco anche il commento di Marco Bona. Da leggere anche i due seguenti articoli del Sole24Ore Codice civile “avaro” sulla tutela da incidenti e  Le contromosse dei giudici sul risarcimento dei danni. Qui sotto il mio intervento (qui in versione pdf):

Convegno
Il risarcimento del danno non patrimoniale
con pregiudizi esistenziali
 24 novembre 2008 - Camera dei Deputati - Palazzo Marini

Intervento di
Stefano Mannacio
Centro Tutela Consumatori - Risparmiatori

Desidero preliminarmente ringraziare l’Associazione Familiari Vittime della Strada e Altalex per l’invito rivoltomi.

Prima di arrivare al tema centrale del Convegno, mi sia consentito di esporre in modo del tutto sintetico i vari passaggi che hanno condotto, negli ultimi anni, ad una involuzione in materia di risarcimento del danno alla persona.

• Dopo la breve vita del DL 70 del 2000 entrò in vigore Legge 57/01 con il preventivo e ingiustificabile avallo delle Associazioni dei Consumatori aderenti al quel Comitato (CNCU) che ha sede presso il Ministero delle Attività Produttive e che beneficia di consistenti contribuzioni statali. Come è noto, tale legge, dai forti profili di incostituzionalità che è qui superfluo ricordare, ha ridotto i parametri risarcitori di un abbondante 30% rispetto alla media delle tabelle dei tribunali italiani.

• Con la Legge 273/02 si è mortificato quel “danno soggettivo” che costituiva l’unica valvola di sfogo per un possibile miglioramento dei rigidi criteri liquidatori imposti dal frettoloso legislatore.

• Con il Decreto Ministeriale del 3 Luglio 2003, relativo alla Tabella delle menomazioni tra 1 e 9 punti di invalidità permanente, sono stati ridotti i precedenti barèmes valutativi.

• Vi è poi stato il Decreto Ministeriale del 26 Maggio 2004 che ha istituito quella commissione medica che ha varato le tabelle relative alle macro-invalidità che, a parere di vari esperti, non tengono conto delle possibili evoluzioni in pejus di molti tipi di lesioni, contribuendo quindi ad un ulteriore irrigidimento che è tanto più criticabile in quanto riguardante i danni meritevoli di maggiore attenzione.

• Codice delle assicurazioni. Indennizzo diretto. Dalla riduzione dei risarcimenti si è passati alla “precarizzazione” del diritto alla difesa nella delicata fase stragiudiziale. Il danno “soggettivo” è stato irrigidito anche per le lesioni gravi.

E così il ramo RCA, che secondo l’ANIA produceva perdite di circa 3.500 miliardi di vecchie lire nel 1999, ora fornisce utili di ben 4000 miliardi annui ed è quindi diventato la punta di diamante del settore.

In tale contesto le sentenze gemelle sembrano essere l’anticamera per l’emanando decreto sulle macro invalidità, modellato in modo diabolico se è vero, come è vero, che le menzionate tabelle medico legali sono già state elaborate, mentre giace sul tavolo del Ministro la tabella elaborata, pare, solo da tecnici del mondo assicurativo.

Lascio ovviamente agli illustri giuristi presenti ogni commento sul testo e sui contenuti delle sentenze. L’avv. Cassano ha parlato di sentenza esistenzialfobica. Aggiungerei, anche alla luce di quello che è stato detto, moralfobica.

Gianmarco Cesari nel suo commento ha richiamato il concetto di interdisciplinarietà, confronto ed interazione di saperi nel trattare il risarcimento del danno alla persona. Nelle sentenze non mi pare di osservare tale approccio.

Il rischiò concreto prodotto dalle sentenze è di rendere più difficoltosa la ricerca di una ipotesi transattiva o di trasformare il contenzioso in una faticosa ordalia.

Un moto di perplessità mi giunge, inoltre, quando leggo le sentenze gemelle e poi penso all’attività e alla scuola di pensiero di una nota associazione giuridica e medico legale. E’ forse malizioso pensare che le sentenze gemelle hanno una madre molto influente?

E’ il momento di dirlo forte e chiaro: il fine ultimo di tutto questo proliferare di iniziative, in cui le sentenze gemelle si inseriscono, è quello di standardizzare, dopo averli pesantemente ridotti, tutti i parametri e i barèmes utili per la liquidazione dei danni in modo da eliminare gradualmente dalla scena non solo i patrocinatori ma anche i periti, i medici legali e, infine, gli stessi avvocati.

Si tornino, pertanto, a presidiare con forza le commissioni parlamentari e i ministeri per contrastare alcune iniziative riduzioniste e promuoverne altre per avvicinare le Vittime della Strada ad un risarcimento equo, integrale e, il più possibile, rapido.

Facciamo sentire quindi alta la nostra voce al fine di riequilibrare una situazione che negli ultimi otto anni ha tolto ai soggetti deboli, ovvero ai danneggiati, e dato solo alle compagnie assicuratrici. 

Vi ringrazio.


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