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Acta est Fabula

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Nell’articolo Nel rispetto dei dati nella letteratura scientifica” il Dott. Enrico Pedoja risponde al medico pisano che, in in un suo scritto non privo di velate insinuazioni e  maldicenze nei confronti della nostra categoria, pare abbia utilizzato in modo maldestro le fonti citate a sostegno delle tesi esposte.

Mentre Bertold Brecht, che stava dalla parte del torto perché non stava dalla parte del padrone, si starà rivoltando dalla tomba per l’incauto uso di un suo aforisma, una cosa è certa: quelli che nell’elaborato dell’ineffabile professionista vengono definiti “patrocinatori interessati” sono seccati, per usare un eufemismo, per le generalizzazioni del presidente sia di una associazione medico-giuridica che di una società for profit che distribuisce incarichi medici o che, scavalcandoli, ha mandato di valutare il danno “à la carte”, la nuova moda imposta da qualche Stranamore  direzionale.

E’ surreale poi che, nell’articolo, si affermi “La mancanza di risorse economiche rischia di portare alla contrazione dei risarcimenti dei macrodanni, e come già scritto in un precedente articolo me ne rammarico profondamente; ed è ancora più triste pensare che si prospetti la negazione di diritti fondamentali a persone che hanno perso l’autonomia psicofisica per tutelare ad oltranza interessi risibili ed inconsistenti.”

Ci dispiace ma non siamo commossi né abbiamo il cuore infranto per tale compassionevole pensiero perchè sappiamo che l’associazione da lui sempre presieduta si è già resa protagonista dell’elaborazione delle tabelle medico legali per i macro-danni, mitigata dal rischio di  pesanti derive involutive solo tramite l’integrazione, all’ultimo momento, da parte dell’allora Ministro Sirchia, con altri professionisti indipendenti nei lavori di una commissione ministeriale dove le compagnie stavano facendo il bello e il cattivo tempo.

Non abbiamo poi visto l’ineffabile professionista né promuovere, né difendere le tabelle milanesi dal rischio dell’approvazione del decreto “ammazza risarcimenti”. Abbia quindi il buon gusto di tacere su tale argomento o schieri apertamente la sua associazione con un documento che appoggi in toto le istanze promosse dall’Associazione Familiari Vittime Della Strada.

In buona sostanza chi, ergendosi a novello moralizzatore dei costumi, vuole dare lezioni di etica, scienza e sociologia faccia, se gli resta del tempo, il suo mestiere astenendosi dal mettere in cattiva luce colleghi, danneggiati e patrocinatori.

A maggior ragione quell’associazione non avrebbe dovuto affermare, come ci risulta da una recente lettura (a pag. 131), degli esiti dell’indagine conoscitiva sulla RC auto dell’Antitrust  Spesso, al solo fine di ottenere risarcimenti maggiori, i danneggiati producono certificazione relativa a esami strumentali che nulla hanno a che vedere con detta patologia, il che comporta  un aumento dei costi dei risarcimenti per le compagnie a titolo di spese mediche oltre a indurre sopravvalutazioni fuorvianti del danno […] l’intensità dei fenomeni speculativi connessi alle lesioni micro-permanenti e, in particolare ai colpi di frusta, risulta amplificata dall’esistenza di una filiera di intermediari attivi nel campo dell’infortunistica stradale, che, a vario titolo intervengono nella gestione del sinistroL’intervento di tali intermediari […] che spesso agiscono come veri e propri “collettori di sinistri”, spesso produce l’effetto di far lievitare i risarcimenti corrisposti dalle compagnie; si può rilevare che colui che ha subito il sinistro percepisce soltanto una piccola parte del risarcimento corrisposto dalle compagnie per un “colpo di frusta” .

La smettessero questi signori di insultare e di  lamentarsi di ciò che loro stessi hanno voluto e che sta creando  un grave disagio ai danneggiati che sono costretti a leggere, solo quando assistiti da un professionista e non lasciati in balia delle assicurazioni, relazioni  striminzite, obbedienti a diktat direzionali e prive ragionamenti sostanziali sul nesso di causa. Questo modus operandi non fa altro che aumentare la litigiosità e il contenzioso giudiziario con conseguente aggravio di costi

Ma dal momento che noi non amiamo le generalizzazioni, registriamo che vi sono  medici legali assicurativi che mal digeriscono una norma così cervellotica e cercano  di mettere le loro mandanti, almeno le più sagge, in grado comporre stragiudizialmente le vertenze cercando, quando è possibile, di integrare i loro elaborati peritali con notazioni sul nesso di causa e con valutazioni di carattere clinico serie e circostanziate.

Il medico pisano si lamenta poi nei confronti di alcune “strategie ostruzionistiche”, per esempio quella di chiedere al fiduciario di compagnia di visitare il danneggiato presso lo studio del medico legale di parte.

E’ forse ostruzionismo pretendere di essere visitati in presenza del proprio consulente medico-legale e nello studio dello stesso?

Possiamo inoltre affermare che qualcuno, da domani,  potrebbe anche chiedere di sostituire il medico incaricato dalla società  collettrice di mandati medico legali in quanto il suo presidente ha un palese  pregiudizio nei confronti della generalità delle controparti.

Aggiungiamo inoltre che prendersela con i giudici o con i loro consulenti è uno sport nazionale, prendersela poi con quelli milanesi altrettanto.

In conclusione, non vi è dubbio che l’attuale momento critico della medicina legale assicurativa sia in buona parte dovuto al meticoloso lavoro del  ”pensatoio pisano” e dei lobbisti pro-assicurazioni, tra parlamentari e oscuri funzionari ministeriali.

I medici legali che si ritrovano senza quegli incarichi definiti di “bassa professionalità” o che sono scavalcati dagli accertamenti cartolari o dai liquidatori che propongono a tamburo battente liquidazioni a stralcio sanno chi ringraziare.

Stefano Mannacio

(Presidente CUPSIT)

Lettera aperta di Francesco Mannacio a Luigi Mastroroberto, Vicepresidente della Melchiorre Gioia.

francesco mannacioRiceviamo e volentri pubblichiamo

Bologna 16 maggio 2012

LETTERA APERTA (pdf)

P.mo Dott.

Luigi Mastroroberto

Vice Presidente

Associazione Melchiorre Gioia

Egregio Dottore,

qualche anno fa, in occasione di un convegno della Melchiorre Gioia nel quale eravamo entrambi relatori, dopo averLa sentita difendere con vigore le “Sue” tabelle sulle macro-permanenti e il nascente “risarcimento diretto”, Le ho chiesto di spiegarmi come mai, nonostante tutto, Lei mi fosse simpatico. “Forse per le mie radici campane”, è stata la Sua risposta.

Ho subito condiviso il parere sia perché ho sangue salernitano come Lei sia perché provo una viva ammirazione per la capacità dei campani, e dei napoletani in particolare, di vivere in costante equilibrio tra farsa e dramma, tra Scarpetta ed Eduardo e poi perché, parafrasando Kundera, sono provvisti di una “sostenibile leggerezza dell’essere”. Oggi però non le rivolgerei la stessa domanda, ma un’altra approfittando della Sua specializzazione in medicina dell’apparato digerente: come si può, per l’appunto, digerire il recente provvedimento sul cosiddetto colpo di frusta?

Non mi ha purtroppo aiutato la Lectio Magistralis da Lei intitolata “Linee Guida sulla legge 27/12”. Mi astengo, ovviamente, da ogni commento di carattere strettamente medico legale ma non posso esimermi da alcune considerazioni che riporto di seguito.

IL LEGISLATORE

Lei fa più volte riferimento al Legislatore e il lettore potrebbe essere indotto a credere che i commi 3 ter e 3 quater siano il frutto di un’ampia e serrata discussione in Parlamento, magari con l’audizione di un certo numero di medici legali di varie scuole e di diverso orientamento, come un tempo faceva addirittura l’ANIA (ricordo un’interessante disputa tra il Prof. Corrado di Salerno e Introna di Padova). Purtroppo non è stato così e i due emendamenti sono invece spuntati improvvisamente, quasi all’ultimo momento, a firma di politici dei tre principali partiti che sostengono il Governo e inserito in un provvedimento, quello sulle Liberalizzazioni, che non ha nulla a che vedere con il tema delle micro permanenti e con il trauma del rachide cervicale (TMC).

Mentre l’autore del 3 quater è il Prof. Albarello che ne ha pubblicamente rivendicato la stesura con la collaborazione dell’ANML che avrebbe fornito un contributo decisivo (?), l’autore del 3 ter non è ufficialmente noto ma ho la personale convinzione che sia dovuto alla instancabile opera della Melchiorre Gioia e Sua in particolare. Mi complimento quindi per il tempismo con il quale si è inserita questa (criticabile) novità in un momento nel quale l’attenzione era concentrata su un articolato governativo riguardante le riparazioni auto in forma specifica e poi fortunatamente accantonato.

INTERPRETAZIONE DELLE NORME

Se lei e il Dr. Cannavò ritenete di dover scrivere ben quattordici cartelle per spiegare la normativa, mi viene da osservare che gli stessi autori materiali non hanno idee chiare in merito o che, per meglio dire, non è possibile annullare con un tratto di penna l’esperienza “clinica” agganciandola solo all’evidenza strumentale obiettiva. E’ mia convinzione infatti che un bravo medico legale provvisto di esperienza clinica è in grado di valutare con rigore se la sintomatologia soggettiva lamentata dal paziente sia o meno attendibile e soprattutto in nesso di causalità con l’evento denunciato.

SPESE MEDICHE

Qui mi trovo sostanzialmente d’accordo con Lei. Se per i casi più importanti le spese risultano di norma modeste, per quelle più lievi, e quindi per il TMC, vi è un ricorso frequente a cure costose da parte di centri peraltro non convenzionati con il servizio sanitario nazionale.

TRUFFE

Lei pone l’accento sull’alta percentuale di truffe o simulazioni. Chi può sostenere il contrario?

La frode assicurativa è certo nata lo stesso giorno in cui si è costituita la prima compagnia e quindi l’Italia può vantarsi e dolersi del doppio primato. Proprio per questa esperienza secolare le imprese italiane dovrebbero avere il migliore know how nel perseguire le frodi, seriali o individuali che siano.

Cosa hanno fatto invece in questi ultimi anni?

Anziché potenziare, fidelizzare e incentivare le reti ispettive dotandole degli strumenti atti a contenere il fenomeno, hanno massicciamente “delocalizzato” i sinistri che ora vengono gestiti da call center dislocati chissà dove o da uffici distanti centinaia di chilometri dal luogo di residenza del leso o del patrocinatore. Purtroppo nelle alte sfere delle Compagnie si è ormai più attenti agli aspetti finanziari del business che a quelli tecnici altrimenti si saprebbe bene che solo chi opera in zona può “annusare” i tentativi di frode e vagliare le spese incongrue o addirittura fasulle.

Vi è da dire poi che ben raramente le compagnie perseguono i truffatori e, come Lei certo ben sa, pretendevano addirittura che il reato di frode assicurativa fosse perseguibile d’ufficio. Sulla mancata costituzione di un’agenzia antifrode avrei peraltro molto da dire. Viene il fondato sospetto che proprio le compagnie ne ostacolino la nascita forse per timore di non avere poi argomenti a sostegno dell’inesorabile lievitare delle tariffe.

TARIFFE

Con un apprezzabile riferimento alla “gravissima crisi economica che investe tutte le classi sociali”, Lei si produce in un’invettiva nei riguardi delle “aree di immunità e persistenza di antichi vizi” lasciando quindi intendere che l’involuzione del sistema risarcitorio produrrà vantaggi per l’utenza e, in primis, la immediata riduzione delle tariffe assicurative.

Vivendo a stretto contatto con le più alte cariche delle Compagnie, Lei dovrebbe sapere molto bene che nonostante i provvedimenti legislativi e giurisprudenziali dell’ultimo decennio (baremés medico-legali e tabelle economiche micro permanenti, risarcimento diretto, danno morale, ecc.) le tariffe sono raddoppiate e, per di più, la frequenza sinistri si è ridotta intorno al sei per cento (fonte ANIA) e quindi a livello dei paesi più virtuosi. Mi lasci affermare, con cognizione di causa, che il ramo RCA, se ben gestito, produce utili; ne è la riprova il fatto che anche quando le tariffe erano amministrate nessuna compagnia ha rinunciato ad operare nel settore.

Dove è finito allora il fiume di denaro risparmiato con l’irrigidimento e la sostanziale involuzione delle regole.

La risposta è sotto gli occhi di tutti e quindi anche Suoi: mostruose colate di cemento con vaghe reminescenze assiro-babilonesi, improbabili scalate bancarie, spericolate fusioni o incorporazioni, stratosferici stipendi e siderali liquidazioni a top manager nonostante i dubbi risultati prodotti, fallimentari attività extra assicurative, investimenti in attività ippiche, ecc. ecc.

L’OPERATIVITA’

Qui devo esprimere una vera e propria ammirazione per le certezze che esprime. Lei assume categoricamente che accelerazioni inferiori a 4g non provocano lesioni.

L’ing. Mauro Balestra, noto ricostruttore svizzero di incidenti stradali, ha asserito tra l’altro che “usare la formuletta del logaritmo naturale di 9 per la determinazione delle sollecitazioni subite dagli occupanti denota unicamente mancanza di scienza e coscienza” e inoltre “affrontare le problematiche delle sollecitazioni degli occupanti in un tamponamento senza considerare le caratteristiche fisiche del soggetto (altezza, peso, ecc.) e quelle del sedile (schienale ed imbottitura) significa non conoscere i concetti fondamentali della tecnica e questo è scientificamente errato e peritalmente inammissibile” (Il colpo di frusta cervicale, dalla clinica alla valutazione medico legale di Lafisca e Ricciardi Ed. Passoni pag. 135 e segg.).

FINE DI UN’EPOCA

Secondo Lei la nuova normativa produrrà l’estinzione tanto attesa del detestabile “colpo di frusta”.

E cosi’ invita i Suoi colleghi “ad una sostanziale negazione dei postumi permanenti per la distorsione del rachide cervicale, per le contusioni di spalla, ginocchio e per il trauma cranico semplice”. Se i fiduciari delle compagnie prenderanno alla lettera le Sue linee guida (che hanno già ispirato le più asciutte e impositive circolari delle direzioni), si dovranno sottrarre in primo luogo agli obblighi nascenti dal codice deontologico e rendersi poi conto che così facendo avranno segato non solo il “ramo sul quale sono seduti” ma l’intero albero della medicina legale.

Ho poi letto la nota esplicativa del Prof. Albarello e la Sua recente replica e le mie capacità cognitive si sono ulteriormente appannate. In buona sostanza: i due emendamenti confliggono tra loro o il secondo è la stampella del primo? E poi: la Sua posizione più possibilista rispetto al primo intervento è da leggere come una prudente retromarcia o una comprensibile ammenda?

Non sarebbe opportuno ritirare ufficialmente il dotto parere, espresso forse d’impulso, e lasciare che la matassa venga magari sbrogliata da una “conferenza” della medicina legale rappresentativa di tutte le scuole ed orientamenti?

Oppure perché non chiedere ad un legislatore confuso o “depistato” una rapida correzione (rectius abrogazione) della norma?

 CONCLUSIONI

Se i medici fiduciari delle compagnie seguiranno pedissequamente il Suo decalogo vorrà dire che la fastidiosa cefalea dopo un trauma cranico verrà attribuita al nocino della zia e se il traumatizzato da tamponamento stramazzerà per un’improvvisa vertigine si dirà che è stato vittima della sindrome di Stendhal.

Cordiali saluti.

(Dr. Francesco Mannacio)

Post scriptum So bene che l’attuale “mission”, Sua e dell’ANIA, è quella di arrivare all’approvazione dei baremés e delle tabelle economiche per le macro invalidità.

Le auguro vivamente di non riuscirci; non so infatti come potrebbe dormire serenamente sapendo che un uomo di 40 anni con una IP del 100% otterrebbe un risarcimento di circa 550.000 EURO, ovvero la metà di quanto attualmente concesso dalle tabelle di Milano che non sono certo tacciabili di particolare generosità.

Dr. Francesco Mannacio

Via Toscana 32/2

Bologna

Raisi: l’indennizzo diretto è una boiata come dice l’Antitrust

raisi.jpg(AGENPARL) - Roma, 12 ott - “Il sistema dell’indennizzo diretto non è stato all’altezza delle aspettative e le compagnie assicurative operano in una condizione di cartello anti-concorrenziale che danneggia i consumatori. Le parole usate oggi dal presidente dell’Autorità garante per la Concorrenza, Antonio Catricalà, dovrebbero indurre il Parlamento, a partire dalle commissioni Attività Produttive di Camera e Senato, ad una seria riflessione sulla necessità di un riassetto normativo dell’intero comparto assicurativo. Evitiamo che gli appelli dell’Antitrust cadano nel vuoto, come è sistematicamente accaduto nel corso di questa legislatura”. Lo dichiara il deputato di Futuro e Libertà Enzo Rasi.

L’indennizzo diretto è una boiata pazzesca. Parola dell’Antitrust.

agcm__logo-banner.pngL’Antitrust aveva difeso la procedura, oggi afferma, in buona sostanza, che, almeno per i sinistri con lesioni, andrebbe “rottamata”. Alcune debolezze sul risarcimento in forma specifica rispetto ad altre osservazioni precedenti più complete ed esaustive sull’abuso di posizione dominante delle Compagnie negli accordi di fiduciariato. Ottima l’analisi sull’agenzia antifrode, sembra quasi che sia una profonda lettrice del nostro blog o forse ha visto la trasmissione su Sky cui abbiamo partecipato. Ecco il testo dell’audizione in Senato. Ora tocca al legislatore e alle associazioni di Categoria muoversi. Battere il ferro finchè è caldo. Comunque anche indipendentemente dalle associazioni di Categoria vi sono movimenti in corso.

Nel silenzio il PDL antifrode è passato. Nessun commento anche all’attacco dei consumatori

camera1.jpgIl pdl 2699 ter relativo all’istituzione di una Agenzia Antifrode in campo assicurativo è passato ieri con il seguente resoconto. Il PDL è stato forse sminato (bisognerà vedere il testo definitivo e aspettare che il Senato non apporti modifiche in senso peggiorativo) da molti contenuti insidiosi o assurdi anche grazie al lavoro svolto dall’On. Fluvi e grazie ai commenti puntuali dell’Avv. Massimo Perrini. Mi taccio sull’operato di altri perchè è stato quasi nullo. Trovo inoltre sorprendente il fatto che non vi sia stata ancora una decisa reazione a fronte alle dichiarazioni gravissime di ANIA e Consumatori, . Questo consumerismo non può essere considerato, come è ancora nel persiero di qualcuno, nè interlocutore nè contraltare in un convegno. Solo sane e metaforiche pedate.

Avallone Federconsumatori e ANIA: abolire cessione di credito. Eccesso di tutela dei danneggiati

9788804495482g.jpgLe sparate del Forum Ania Consumatori erano già state previste su questo blog. Ecco una perla di Francesco Avallone, vicepresidente di Federconsumatori (e di tante altre cose), “nel nostro sistema c’è un eccesso di tutela per i danneggiati“. Nell’articolato documento dell’ameno (forse solo per ANIA e Consumatori) forum, che utilizza solo i dati  delle Compagnie, oltre alla solita litania sulla volontà di impoverire, fino ai limiti dell’azzeramento, il risarcimento per il danno alla persona vi è un passaggio contro la cessione di credito che sfiora i limiti dell’assurdo. Da troppi anni girano indisturbati cortigiani nell’ovile del potente di turno facendo i moralizzatori da accatto. Personaggi talmente inconsistenti che potrebbero essere spazzati via da una selva di pernacchie. Deboli con i forti, rabbiosi con i deboli. Perchè le associazioni di categoria non intervengono con determinazione?. Ecco le parole sulla cessione di credito:

Divieto di cessione del credito al risarcimento del danno r.c auto
La cessione del diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore costituisce una pratica diffusa che determina un’alterazione dei rapporti tra creditore della prestazione risarcitoria e debitore responsabile dell’evento dannoso nonché del suoassicuratore. La prassi consiste nell’acquisto da parte di intermediari di tali diritti di  credito, senza che vi sia stata alcuna valutazione dei danni in contradditorio con il responsabile, e la successiva ripresentazione della pretesa risarcitoria nei confronti dell’impresa di assicurazione con tentativo di lucrare, aumentandole, sulle somme destinate al ristoro del danno. Ciò determina sia il rischio che il danneggiato si veda anticipare somme non congrue rispetto al danno subito, sia una speculazione che conduce ad un incremento del danno oltre la misura che sarebbe necessaria, a esclusivo vantaggio dell’intermediario dei sinistri. Il Forum ANIA - Consumatori è consapevole dei risvolti di tale eventuale divieto sul pianodei principi generali dell’ordinamento, secondo cui i diritti indisponibili e quindi non cedibili a terzi rappresentano una categoria ben individuata coincidente sostanzialmente con i diritti della personalità. Tuttavia, eseguiti tutti gli approfondimenti del caso, ritiene che tale misura di carattere eccezionale possa essere percorsa in considerazione dell’eccezionalità della situazione inerente ad un’assicurazione di massa obbligatoria per legge.

Prima dell’assemblea dell’ANIA conferenza stampa Forum Ania Consumatori.

______iicmanager_upload_img__barcellona_arlecchino.jpgIndennizzo diretto morto e sepolto, ma non per ANIA e Associazioni dei consumatori che allegramente faranno una conferenza stampa a Roma il 30 giugno, proprio alla vigilia della assemblea annuale della Confindustria delle Compagnie.

Con grande enfasi si dice “Alla conferenza stampa interverrà oltre al Presidente Fabio Cerchiai, il Vicepresidente di Federconsumatori e rappresentante delle Associazioni dei consumatori presenti nel Forum, Francesco Avallone”

Divertitevi a cercare il nome di Avallone in questo sito che oltre a far parte del comitato per la definizione dei forfait per l’indennizzo diretto, è anche membro del Board della fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale (scandalosa campionessa di finanziamenti pubblici del Ministero della Gioventù).

Cosa diranno assieme il mega-presidente Cerchiai e il vice-presidente di tante situazioni Avallone?

Previsioni per punti:

- ripristino obbligatorietà risarcimento diretto.

- risarcimento in forma specifica

- abolizione della cessione di credito

-  riduzione paramentri di risarcimento per il danno alla persona.

Alleanze per il futuro. Da Professione Carrozziere.

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Ecco un articolo dal titolo “Alleanze per il futuro“ di Professione Carrozziere  molto attuale e relativo al convegno del CUNA del 2 aprile.  

Da Car Carrozzeria: nuove piazze per i cazzozzieri

una-rete-al-giorno.png Da Car Carrozzeria un articolo sul nostro blog e su quello del Carrozziere. Una bella soddisfazione. Ecco l’Articolo: Nuove piazze per i carrozzieri

CUPS: Relazione semestrale del portavoce.

logocups.jpgVenerdì prossimo si terrà l’assemblea di una organizzazione a Roma. Vi saranno due punti all’ordine del giorno relativi al CUPS,  frutto di mio atto di fiducia nei confronti di un mondo associativo che mi sembrava aver preso sottogamba il pericolo della riforma forense.

Il CUPS è stato concepito a fine novembre nell’ufficio di Maurizio Ischiboni a Roma con una frenetica serie di telefonate. In seguito vi è stata una riunione con i rappresentanti delle associazioni dove è stato redatto il documento fondativo del CUPS. Nella riunione successiva sono stato nominato portavoce. Considerato che non sono stato nè invitato ufficialmente nè inserito nel programma della riunione di venerdì e che qualcuno si ostinerà a parlare della mia attività nonostante abbia manifestato il mio disaccordo, la elenco per i punti salienti:

Il lavoro è stato professionale, frenetico, totalizzante e quasi tutto a mio carico. Per onestà intellettuale le associazioni che hanno svolto la loro azione sotto l’egida del CUPS hanno contribuito a creare un bene comune di esperienze che era necessario valorizzare.

Considerato infatti il successo dell’iniziativa  io e Maurizio Ischiboni abbiamo proposto alle associazioni di costituire un soggetto che potesse unirle in una federazione e consentire la fattiva partecipazione dei numerosi professionisti non ancora iscritti ad alcun organismo. Era infatti necessario dotarsi di risorse economiche e professionali commisurate alla posta in gioco.

La creazione di un soggetto unitario avrebbe, a mio avviso, potenziato le associazioni stesse. Una idea semplicissima e banale cui le associazioni non hanno però aderito. Non so ancora il perchè e le alternative proposte non sono chiare.

Questo in sintesi il prospetto della mia attività come portavoce del CUPS.

Delle sorti del CUPS ne parlerò in seguito, come della necessità generale di un soggetto associativo realmente rappresentativo di tutti gli aspetti dell’attività stragiudiziale e che sia “snello e irriverente”.

Le associazioni invece sembrano comportarsi come cicale. Scampato un pericolo, ma solo momentaneamente, sembrano non pienamente consapevoli del fatto che ve ne sono almeno tre o quattro dietro l’angolo. Sull’agenzia antifrode e la delicatezza della sua formulazione, per esempio, non ho mai ricevuto un commento da nessuno. 

Il nostro mondo non ha bisogno di soggetti che pensano di essere capaci di gestire le idee altrui senza averne le capacità.

Vi sono molti fermenti e c’è bisogno di una piccola e civile ribellione per rimuovere le incrostazioni che tendono a conservare strutture antiquate che succhiano risorse per salvaguardare la loro esistenza senza salvaguardare i veri interessi in campo.

Onu, commandos e organismi che funzionano.

32.jpgQuando nel 2002 ho fatto parte della delegazione italiana ad una Conferenza delle Nazioni Unite a New York ho incontrato uno dei più influenti italiani all’estero, Giandomenico Picco,  già vice Segretario Generale.

Riproduco lo stralcio una sua intervista fatta a Report qualche anno fa. C’è molto da imparare.

……….

GIANDOMENICO PICCORappresentante Onu Dialogo fra le civiltà
La burocrazia dell’Onu come le burocrazie dell’occidente in particolare hanno interinato, come dicono i francesi, il concetto che il funzionario non esiste, esiste la macchina. Questo ha fatto sì che le responsabilità individuali vengano quasi coperte dalla responsabilità collettiva che io nego esista

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTORE
Giandomenico Picco è stato il numero due dell’Onu quando Perez de Cuellar era segretario generale

GIANDOMENICO PICCO – rappresentante Onu Dialogo fra le civiltà
Il difetto vero dell’Onu, della burocrazia dell’Onu è che abbiamo pochi commandos, una burocrazia vera funziona bene quando lei lascia liberi i commandos. Cosa sono i commandos?
I commandos sono gruppi di persone, piccolissimi gruppi di persone che operano in maniera diversa dalla burocrazia e qual è l’elemento principale: che dicono se la cosa non funziona io me ne vado, si assumono la responsabilità in modo diretto o personale, se non funziona mi ammazzano, o personale, se non funziona me ne vado. In questo modo le macchine funzionano. I grandi successi dell’Onu sono arrivati quando un commandos ha preso in mano un caso specifico e lo ha spinto. Gli altri poi seguono. Se lei non ha commandos non funziona niente

Una risposta negativa. Pronto a pubblicare maggiori chiarimenti e pronto a fornire le risposte.

Una risposta a Un nuovo soggetto associativo? 

Da Luciano Dispendi.

Buonasera, io credo che questo strumento di cui si parla era ed è gia presente, e credo che non ci sia bisogno di nuovi gruppi associativi per poter portare avanti idee e tutto quello che si scrive sopra, forse un unico elemento di unione magari formato da rappresentanti di varie associazioni, magari un unico tavolo su cui ragionare e discutere seriamente di azioni e di tutto quello qui sopra scritto, magari già esiste, ma forse non se ne vuole portare avanti l’idea per vecchi screzi o presunzioni sterili.
spero di non essere stato offensivo.

un saluto

Luciano

DOMANDA DELL’AUTORE: DI COSA PARLIAMO? DI QUALI SOGGETTI? DI QUALI VECCHI SCREZI? DI QUALI PRESUNZIONI INUTILI?

Italia Oggi: Indennizzo diretto: un vero bancomat nelle mani dei truffatori.

Prima di tutto un sentito apprezzamento al lavoro svolto dall’On. Fluvi (PD) per aver speso parole di buon senso in merito all’assurdità di far passare la procedibilità d’ufficio del reato di frode assicurativa, convincendo anche il presidente della Commissione Finanze . Ecco il resoconto dove si capisce che in Commissione ben pochi masticano compagina assicurativa, per non dire altro: Seduta di martedì 15 marzo  - e l’Allegato contenente i documenti di seduta

Un plauso all’avv. Perrini e alle sue puntuali note critiche.

Il testo comunque ha ancora bisogno di qualche aggiustamento perchè ancora troppo basato sulla cultura del sospetto.

Dall’articolo si puo evincere che l’On. Barbato dell’Italia dei Valori sostiene che l’indennizzo diretto stimola le truffe (anche i comportamenti non corretti delle compagnie). Una opinione diametralmente opposta a quella del suo collega Lannutti in Senato, presidente-senatore di Adusbef.

Assicurazioni, tutele anti-frode
Mercoledì 16 Marzo 2011 09:18
ITALIA OGGI
16/03/2011

Indennizzi sospesi, denuncia penale, sconti ai clienti onesti

di Francesco Cerisano

Le compagnie assicurative affilano le armi contro le truffe. Oggi davanti al sospetto di un sinistro fraudolento, le imprese non hanno molta scelta. E, anche a causa dell’indennizzo diretto («un vero bancomat nelle mani dei truffatori»), preferiscono comunque pagare. In un futuro che si annuncia molto prossimo, non avranno scuse. Potranno rifiutarsi di risarcire i sinistri sospetti chiedendo un supplemento di indagine, decorso il quale le opzioni saranno solo due: formulare l’offerta per il risarcimento oppure, qualora i dubbi non siano stati fugati, denunciare obbligatoriamente il tutto all’autorità giudiziaria.Obbligo che oggi non sussiste. E che risulterà più agevole osservare grazie all’allungamento dei termini per la presentazione della querela (90 giorni che decorreranno non dal momento in cui l’illecito è stato commesso, ma dallo spirare del termine di 30 giorni entro il quale l’impresa deve comunicare al danneggiato la decisione definitiva sul risarcimento). Per i clienti onesti che, all’atto di sottoscrivere una polizza, accettino volontariamente di sottoporre il veicolo ad ispezione preventiva (in modo da farne constatare le reali condizioni e prevenire successive frodi) sono in arrivo sconti che le imprese non potranno esimersi dal praticare. È zeppa di novità la proposta di legge contro le frodi nel settore assicurativo che ieri ha ottenuto il via libera in commissione Finanze della Camera e che si avvia verso un’approvazione lampo senza passare dall’aula. Maggioranza e opposizione sono infatti d’accordo sul maxiemendamento del relatore Francesco Barbato (Idv). E una volta acquisiti i pareri delle altre commissioni di Montecitorio competenti in materia (affari costituzionali, giustizia, trasporti, affari sociali e bilancio) il testo potrà essere approvato in sede legislativa entro la fine del mese o al massimo per l’inizio di aprile. Per poi passare al Senato che dovrebbe confermarne in toto l’impianto normativo (sul punto è stato già raggiunto un accordo di massima). L’obiettivo è far presto anche per replicare indirettamente alle polemiche sorte dopo le dichiarazioni del presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, che ha accusato il parlamento di non attivarsi a dovere contro il fenomeno dell’alto costo assicurativo dei sinistri stradali. «Il parlamento ha risposto in modo concreto ed efficace», dice Barbato a ItaliaOggi. «Le frodi assicurative stanno raggiungendo livelli insostenibili, soprattutto al Sud dove l’incidenza dei falsi sinistri sulle spese delle compagnie, che in Italia è in media del 3%, raggiunge punte del 12-15%. In provincia di Foggia nell’ultimo anno si è registrato un aumento degli incidenti con danni alle persone del 42%, un dato fuori dal reale». E fino a quando la situazione sarà questa difficilmente le tariffe per gli automobilisti potranno diminuire. «Il ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, ha parlato di una riduzione del 18%, ma è un obiettivo irrealistico fino a quando le compagnie continueranno ad avere i bilanci in perdita a causa delle frodi», prosegue Barbato. Il deputato dell’Italia dei valori punta il dito soprattutto contro l’indennizzo diretto, il nuovo sistema (in base al quale è l’assicurazione del danneggiato a risarcire subito il proprio cliente rivalendosi poi su quella del danneggiante) che ha sì tagliato radicalmente i tempi di attesa, ma, a suo dire, ha prodotto anche alcune anomalie. «L’indennizzo diretto», rivela, «ha incentivato i comportamenti fraudolenti perché a volte le compagnie preferiscono chiudere un occhio sugli incidenti sospetti ben sapendo che per effetto del meccanismo delle compensazioni a forfait possono guadagnare più di quello che hanno speso pagando il risarcimento». Il nuovo organismo demandato a vigilare sulle frodi assicurative, attraverso il monitoraggio di una ricca e capillare banca dati dei sinistri, non sarà più l’Isvap ma la Consap. Ne faranno parte solo persone di provata esperienza nel settore, fra le quali anche un rappresentante degli intermediari assicurativi. Vengono inoltre inasprite le sanzioni penali per i periti e i medici infedeli.

Lo Scilipoti della RC Auto in azione? Ci risiamo con l’obbligatorietà dell’indennizzo diretto.

barbato.jpgLa Corte Costituzionale stabilisce tre volte di seguito che l’indennizzo diretto, per stare in piedi, deve essere facoltativo. L’ISVAP, l’ANIA, l’Adiconsum, il Ministro Romani e…….. l’On. Barbato sembrano non tenerne conto. Uno scandalo a cielo aperto che sottende la volontà da parte delle compagnie di mettere tutti (vittime della strada, artigiani, assicurati) sotto “contratto” (capestro). Risarcimento in forma specifica, non più risarcimenti ma indennizzi, dismissione di ispettorati sinistri, polizze in ulteriore aumento.  Ecco quello che si vuole!!!

 http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-890498/rc-auto-barbato-giovedi-27-ok-ddl/

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 19 gen - Il Ddl antifrodi nel settore assicurativo dovrebbe ricevere giovedi’ 27 il primo via libera in commissione Finanze della Camera. Lo riferisce il relatore, Francesco Barbato, al termine dell’ufficio di presidenza della Commissione. “Martedi’ prossimo - spiega il parlamentare dell’Idv - mettero’a punto il testo definitivo con i tecnici del Ministero e della Commissione e giovedi’ lo abbiamo all’ordine del giorno per l’approvazione”. Barbato conferma che questo provvedimento dovrebbe limitarsi a regolare l’aspetto delle frodi mentre successivamente verranno affrontate altre questioni come quella dell’indennizzo diretto introdotto dalle ‘lenzuolate’ del’allora ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani: uno strumento, a detta di Barbato, che “e’ servito a ridurre i tempi ma non i costi”. Uno dei punti critici, rileva ancora il deputato, e’ quello del forfait. Il provvedimento antifrodi, che ha l’obiettivo di contenere i costi delle polizze Rc auto, dovrebbe poi essere approvato in sede legislativa dalla commissione Finanze per passare quindi al Senato. nep-mct (RADIOCOR) 19-01-11 18:01:49 (0370) 5 NNNN

Isvap scrive. ANIA chiama. Ministro Risponde. Adiconsum bussa alla porta. Pericolo!

paolo-romani1.jpgL’ISVAP l’ha scritto, l’ANIA condivide, Adiconsum bussa alla porta che sarà aperta. Il solito giochino per inventarsi una finta dialettica dove tutti sono d’accordo a fare le scarpe a danneggiati, assicurati, patrocinatori e imprese artigiane.

Romani sarà probabilmente l’ennesimo ministro a far danni nel mondo della RC Auto (dopo Letta, Marzano, Bersani, Scajola). Da leggere il  comunicato Adiconsum che sostiene di aver contribuito ad elaborare le vantaggiose proposte, ma solo per le compagnie.  Un bell’inizio dell’anno. Attenzione al decreto milleproroghe!!!!! Attenzione massima. 

Artigiani e patrocinatori  di tutto il mondo unitevi!

Continuate a firmare la lettera a Fini contro la riforma forense. E’ importantissimo


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