L’Adiconsum non perde il tempo per sposare senza se e senza ma le teorie dell’ANIA con un comunicato che annuncia nuove inquietanti concertazioni.
Negli ultimi dieci anni l’ineffabile associazione ha firmato alcuni protocolli di intesa con l’Ania, l’ISVAP e il Governo e uno di conciliazione da cui sono scaturite norme che hanno solo svilito il diritto delle Vittime della Strada ad ottenere un giusto risarcimento e beffato gli assicurati che hanno visto i premi alzarsi. E’ bene ricordare che l’Adiconsum occupa un posto nella fondazione ANIA per la sicurezza stradale ed è stata tra i numi tutelari di quel disastro dell’indennizzo diretto teorizzando che avrebbe abbassato i premi del 20%, quando, invece, è successo esattamente il contrario.
Ha difeso quell’abominio del risarcimento in forma specifica introdotto in un mercato dominato solo da quattro gruppi assicurativi e ora pare voler attaccare a gamba tesa i pochi strumenti di libertà di scelta del danneggiato.
Partecipa ai lavori del comitato tecnico, ritenuti poco chiari dalla stessa Antitrust, che, ogni anno, stabiliscono i forfait di risarcimento per la procedura CARD. E ora?
Non paga del sostegno dato a misure fallimentari ha l’ardire di affermare che, tagliando ulteriormente i diritti delle Vittime della Strada e i risarcimenti, le polizze si potrebbero ridurre del 38%.
Il tutto in perfetta sintonia con le opinioni del presidentte dell’ANIA che non vede l’ora di incassare l’ennesimo regalo per rimpinguare gli utili di un settore che, nonstante la dura crisi internazionale, va, complessivamente, benissimo.
Tutti, eccetto l’Adiconsum, l’ANIA e l’ISVAP sanno che l’indennizzo diretto fa acqua da tutte le parti e che andrebbe immediatamente rottamato. Lo sa, in primo luogo, la Corte Costituzionale che ha stabilito, per ben tre volte, che può essere solo inteso come una procedura facoltativa.
Lo sa l’Antitrust che lo aveva sostenuto, e che ora esprime forti perplessità anche in merito al risarcimento in forma specifica.
Lo sa anche il Consiglio Economico e Sociale dell’Unione Europea che ha espresso un autorevole parere.
Lo sanno sia la Camera, con la proposta di legge bipartizan 3713 che ha come primo firmatario l’On. Raisi, che il Senato, con il DDL 2260 a firma del Sen. Sangalli, volti a riaffermare la facoltatività della procedura.TTO DEL SENATO 2066
A tutte queste autoreoli Entità, che non possono certo essere considerate corporative, o rappresentative di “rendite di posizione” (così le chiama l’Adiconsum) ovvero di quelle categorie di patrocinatori e artigiani che avevano ampiamente previsto quale triste fine avrebbe fatto la norma, si aggiungono i milioni consumatori spennati che l’Adiconsum sostiene di voler tutelare e le centinaia di migliaia di danneggiati alle prese con compagnie sempre più assenti nel riconoscere al danneggiato un giusto ed equo risarimento.
Attore e tra i principali responsabili di questo disastro, l’Adiconsum sostiene, con quella che sembra la follia di un Dottor Stranamore, che la procedura di risarcimento diretto va rafforzata e non “aggirata” (in spregio quindi al dettato della Corte Costituzionale) e i danni alla persona sempre più ridotti.
Tutto sempre in pieno accordo con l’ANIA.
La questione si fa sempre più allarmante posto che dagli incontri tra ANIA, ISVAP e CNCU sono sempre uscite sonore batoste per assicurati e danneggiati.
Non si venga poi a dire che solo ora ci si sveglia alla mattina per contrastare il fenomeno delle frodi, perchè siamo stati i primi a sostenere che, con la nuova procedura, le speculazioni sarebbero proliferate in misura esponenziale e che sarebbe stato necessario istituire una agenzia ad hoc seria e in linea con le migliori esperienze estere.
I progetti in essere in Italia vanno in una direzione diametralmente opposta e non saranno certo le associazioni del CNCU ad avere un livello di competenza adatta a suggerire quali sono le migliori ipotesi e prassi da perseguire come non è loro competenza occuparsi di danno alla persona o di imprese artigiane.
Al contrario dove invece potevano incidere criticando e suggerendo misure per ridurre l’abnorme assetto oligopolistico delle imprese e la fitta rete di partecipazioni societarie incrociate, le Associazioni dei Consumatori del CNCU (Adiconsum in primis) sono state sempre silenti.
C’è da stare molto attenti, soprattutto alla vigilia di manovre, manovrine, decreti milleproroghe dove si possono abilmente nascondere solenni fregature nei meandri di migliaia di emendamenti.
Attenzione!
Associazioni di Categoria non andate in letargo!
COMMENTI