Clamoroso! Antonio Longo, presidente del Movimento dei Consumatori (associazione appartenente al CNCU e membro del forum Ania Consumatori) con cui abbiamo avuto quattro anni fa un aspro dibattito pubblicato su questo sito, chiede aiuto a Verdone dell’ANIA durante la trasmissione Uno Mattina per risolvere i problemi del caro premi. Lo stesso giorno l’Antitrust chiede di rottamare l’indennizzo diretto almeno per i danni alla persona. Ma Longo non poteva semplicemente dire che avevamo ragione noi invece di chiedere lumi alle Compagnie?
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Una associazione dei Consumatori chiede lumi a Verdone per risolvere i problemi della RC Auto
Pubblicato da 6 Gennaio 2012 in Consumatori e Prima Pagina. 8 CommentiFederconsumatori. Abolire la cessione di Credito.
Pubblicato da 9 Novembre 2010 in Consumatori e Prima Pagina. 0 Commenti
Il Vice Presidente di Federconsumatori Francesco Avallone, già membro della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale e del Forum Ania Consumatori (organismi presieduti e diretti dalle Compagnie) fa alcune dichiarazioni demagogiche in Campania. Non ammette però che il disastro prodotto al sud, dove si registrano aumenti siderali delle polizze RC Auto, è dovuto alla procedura di indennizzo diretto, sostenuta a spada tratta dall’ineffabile associazione che non ha mai tenuto conto, nonostante fosse stata più volte avvisata, del rischio di frodi epidemiche dovute all’applicazione della demenziale procedura. Come ovviare? Eliminare la cessione di credito e obbligare tutti al risarcimento in forma specifica (senza alcuna ipotesi contrattuale), esattamente come sostengono ISVAP e ANIA. Federconsumatori, dunque, vuole sottrarre uno strumento di tutela per il danneggiato, in crisi di liquidità, che gli consente di riparare la macchina dal carrozziere di fiducia. Anche in questo caso Federconsumatori non perde l’occasione per tacere, promuovendo acriticamente solo i desiderata delle Compagnie e senza tenere conto delle sentenze della Corte Costituzionale e del recente rapporto dell’Antitrust. Ecco il comunicato.
Adiconsum da i numeri. L’indennizzo diretto non funziona? Rafforziamolo!
Pubblicato da 20 Ottobre 2010 in Comunicati, Consumatori, Assicurazioni e Prima Pagina. 3 Commenti
L’Adiconsum non perde il tempo per sposare senza se e senza ma le teorie dell’ANIA con un comunicato che annuncia nuove inquietanti concertazioni.
Negli ultimi dieci anni l’ineffabile associazione ha firmato alcuni protocolli di intesa con l’Ania, l’ISVAP e il Governo e uno di conciliazione da cui sono scaturite norme che hanno solo svilito il diritto delle Vittime della Strada ad ottenere un giusto risarcimento e beffato gli assicurati che hanno visto i premi alzarsi. E’ bene ricordare che l’Adiconsum occupa un posto nella fondazione ANIA per la sicurezza stradale ed è stata tra i numi tutelari di quel disastro dell’indennizzo diretto teorizzando che avrebbe abbassato i premi del 20%, quando, invece, è successo esattamente il contrario.
Ha difeso quell’abominio del risarcimento in forma specifica introdotto in un mercato dominato solo da quattro gruppi assicurativi e ora pare voler attaccare a gamba tesa i pochi strumenti di libertà di scelta del danneggiato.
Partecipa ai lavori del comitato tecnico, ritenuti poco chiari dalla stessa Antitrust, che, ogni anno, stabiliscono i forfait di risarcimento per la procedura CARD. E ora?
Non paga del sostegno dato a misure fallimentari ha l’ardire di affermare che, tagliando ulteriormente i diritti delle Vittime della Strada e i risarcimenti, le polizze si potrebbero ridurre del 38%.
Il tutto in perfetta sintonia con le opinioni del presidentte dell’ANIA che non vede l’ora di incassare l’ennesimo regalo per rimpinguare gli utili di un settore che, nonstante la dura crisi internazionale, va, complessivamente, benissimo.
Tutti, eccetto l’Adiconsum, l’ANIA e l’ISVAP sanno che l’indennizzo diretto fa acqua da tutte le parti e che andrebbe immediatamente rottamato. Lo sa, in primo luogo, la Corte Costituzionale che ha stabilito, per ben tre volte, che può essere solo inteso come una procedura facoltativa.
Lo sa l’Antitrust che lo aveva sostenuto, e che ora esprime forti perplessità anche in merito al risarcimento in forma specifica.
Lo sa anche il Consiglio Economico e Sociale dell’Unione Europea che ha espresso un autorevole parere.
Lo sanno sia la Camera, con la proposta di legge bipartizan 3713 che ha come primo firmatario l’On. Raisi, che il Senato, con il DDL 2260 a firma del Sen. Sangalli, volti a riaffermare la facoltatività della procedura.TTO DEL SENATO 2066
A tutte queste autoreoli Entità, che non possono certo essere considerate corporative, o rappresentative di “rendite di posizione” (così le chiama l’Adiconsum) ovvero di quelle categorie di patrocinatori e artigiani che avevano ampiamente previsto quale triste fine avrebbe fatto la norma, si aggiungono i milioni consumatori spennati che l’Adiconsum sostiene di voler tutelare e le centinaia di migliaia di danneggiati alle prese con compagnie sempre più assenti nel riconoscere al danneggiato un giusto ed equo risarimento.
Attore e tra i principali responsabili di questo disastro, l’Adiconsum sostiene, con quella che sembra la follia di un Dottor Stranamore, che la procedura di risarcimento diretto va rafforzata e non “aggirata” (in spregio quindi al dettato della Corte Costituzionale) e i danni alla persona sempre più ridotti.
Tutto sempre in pieno accordo con l’ANIA.
La questione si fa sempre più allarmante posto che dagli incontri tra ANIA, ISVAP e CNCU sono sempre uscite sonore batoste per assicurati e danneggiati.
Non si venga poi a dire che solo ora ci si sveglia alla mattina per contrastare il fenomeno delle frodi, perchè siamo stati i primi a sostenere che, con la nuova procedura, le speculazioni sarebbero proliferate in misura esponenziale e che sarebbe stato necessario istituire una agenzia ad hoc seria e in linea con le migliori esperienze estere.
I progetti in essere in Italia vanno in una direzione diametralmente opposta e non saranno certo le associazioni del CNCU ad avere un livello di competenza adatta a suggerire quali sono le migliori ipotesi e prassi da perseguire come non è loro competenza occuparsi di danno alla persona o di imprese artigiane.
Al contrario dove invece potevano incidere criticando e suggerendo misure per ridurre l’abnorme assetto oligopolistico delle imprese e la fitta rete di partecipazioni societarie incrociate, le Associazioni dei Consumatori del CNCU (Adiconsum in primis) sono state sempre silenti.
C’è da stare molto attenti, soprattutto alla vigilia di manovre, manovrine, decreti milleproroghe dove si possono abilmente nascondere solenni fregature nei meandri di migliaia di emendamenti.
Attenzione!
Associazioni di Categoria non andate in letargo!
Isvap convoca le compagnie e un l’ennesimo tavolo di concertazione
Pubblicato da 28 Luglio 2010 in Consumatori, Assicurazioni e Prima Pagina. 1 Commento
L’SVAP (leggi il primo articolo, leggi il secondo articolo) convoca i grandi gruppi assicurativi e promuove un tavolo di concertazione con Governo e Consumatori. L’ISVAP è per mantenere l’obbligaorietà del risarcimento diretto e per approvare le tabelle di legge sulle lesioni gravi e gravissime. Esattamente quello che vogliono le compagnie. Forse bolle in pentola qualche altra fregatura in merito alle lesioni lievi e al risarcimento in forma specifica. Mentre tutti vanno in vacanza loro no. Lavorano alacremente sulla pelle dei danneggiati, degli assicurati, delle imprese artigiane, dei patrocinatori, dei periti. Il livello di attenzione deve essere massimo anche se vedo che mentre ad agosto la solita “cricca” discute del nostro futuro i patrocinatori sono al mare. Chi berrà per l’ennesima volta la balla che a fronte di una riduzione draconiana dei risarcimenti, a fronte della canalizzazione forzata del mercato della riparazione si ridurranno i premi? La berranno i Consumatori per la quarta volta? E la commissione industria del Senato da chi è presidiata? UPDATE: Ecco l’Audizione in Senato del Presidente Giannini sulla situazione della rc auto. Vediamo alcune “perle”:
“In tema di risarcimento diretto, si conferma, ad avviso dell’Autorità, la necessità di un intervento normativo che fughi le incertezze in ordine alla esclusività della procedura. Tale intervento contribuirebbe a garantire il corretto funzionamento del sistema permettendo di consolidarne gli effetti positivi ed evitando erosioni pregiudizievoli dell’ambito di applicazione dello stesso”.
“Uno strumento che si sta dimostrando valido per il contenimento dei costi è il risarcimento in forma specifica, che rappresenta una facoltà per i consumatori il cui esercizio nell’ambito del sistema del risarcimento diretto dà diritto ad uno sconto sul prezzo praticato”
“Per i danni alla persona, è ormai improrogabile il completamento del sistema tabellare di legge, attraverso l’emanazione dei provvedimenti che fissino i valori economici e medico legali per la valutazione delle lesioni di maggiore entità (da 10 a 100 punti di invalidità)”.
“In definitiva, l’Autorità intende fornire a Parlamento e Governo, in aggiunta alle considerazioni già svolte nel corso di incontri istituzionali, un organico pacchetto di proposte in relazione a criticità che contrassegnano l’attuale quadro normativo, chiedendone la rimozione o la correzione; adottare interventi correttivi della Regolamentazione di propria competenza; realizzare tavoli di confronto con le diverse parti interessate - consumatori in primis - su tematiche per le quali ogni eventuale intervento normativo necessita di un approfondito studio preliminare“.
Adiconsum e il cacio sui maccheroni
Pubblicato da 16 Giugno 2010 in Comunicati, Consumatori e Prima Pagina. 0 CommentiEra da un pò di tempo che l’Adiconsum non si faceva sentire in tema di RC auto e, francamente, non se ne sentiva la mancanza. Ora manifesta la volontà, in una audizione alla Camera, di voler partecipare al costituendo comitato antifrode in campo assicurativo, di tabellare (in peius e come desiderato da ANIA e ISVAP) a livello medico ed economico le lesioni gravi e gravissime e dare l’ennesima stretta alle lesioni di lievi entità, sempre come richiesto da ANIA e ISVAP. Il tridente d’attacco (ai danneggiati e agli assicurati?) composto da ANIA e ISVAP e CNCU (di cui Adiconsum nel settore RC auto è una delle protagoniste) non ricorda forse che ha già sottoscritto, con il governo, un fallimentare protocollo intesa nel 2000 da cui sono scaturite leggi che hanno ridotto il valore dei risarcimento del danno alla persona e lo hanno tabellato in modo molto rigido grazie all’operato di commissioni nella cui composizione prevalevano i fiduciari delle compagnie. Il tutto allo scopo di ridurre i prezzi dei premi, che invece sono poi aumentati, mentre i bilanci delle imprese sono scoppiati di utili. Per quanto riguarda il Comitato Antifrode che, così come progettato dal PDL 1964 dell’onorevole Barbato ed altri, ci sembra concepito solo per esistere, ci si chiede come non preveda la presenza di patrocinatori, avvocati e associazioni artigiane. Ci si chiede inoltre come non preveda la facoltà di indagare su come le compagnie liquidano i sinistri infragruppo e, soprattutto, come gestiscono le loro politiche antifrode. Una agenzia antifrode indipendente non può essere infatti solo “one way“, ma deve soprattutto stimolare le assicurazioni a essere l’asse portante della lotta ai comportamenti fraudolenti e speculativi. Gli ispettorati sinistri una volta si chiamavano così per un motivo semanticamente pregnante, mutati ora in centri liquidazione danni, sempre meno attenti alle dinamiche del sinistro e, forse, più alla capienza dei forfait.
UPDATE DAL SITO AUTOMOBILISTA.IT: Rc auto in Italia. Ho un sogno: le associazioni dei consumatori che non si mescolano mai con le Assicurazioni e con il Governo
11 Maggio. Ripresa dibattito sulla professione forense.
Pubblicato da 10 Maggio 2010 in Consumatori e Prima Pagina. 3 CommentiLe istanze più corporative di questo paese riprendono a discutere in senato il DDL sulla riforma forense. Le pressioni di OUA e CNF sono fortissime. Chi vuole rinfrescare la memoria ai senatori su cosa stanno per votare (soprattutto il comma 6 dell’art. 2 del DDL sulla riserva agli avvocati per consulenza legale e assistenza stragiudiziale) si dia da fare.
Caccia ai 40 mln di Catricalà - Milioni di Euro al CNCU
Pubblicato da 5 Maggio 2010 in Consumatori e Prima Pagina. 1 Commento
ITALIA OGGI
Di Stefano Sansonetti Via alla spartizione del fondo alimentato dalle sanzioni irrogate dall’Antitrust
Servono ai consumatori, ma se li contendono in molti
La torta è piuttosto consistente. Il suo valore è di circa 40 milioni di euro e il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, ha recentemente provveduto a ripartirla. Parliamo del fondo alimentato dalle sanzioni amministrative irrogate dall’Autorità antitrust guidata da Antonio Catricalà. Per l’esattezza il bottino che verrà diviso per il 2010 ammonta a 38.830.483 euro, ovvero le risorse che sono affluite al fondo dal gennaio al dicembre del 2009. Come vuole la legge, questi soldi devono foraggiare iniziative a vantaggio dei consumatori. Ma andando a spulciare nell’apposito decreto predisposto da Scajola, e appena arrivato alla commissione attività produttive della camera per il parere di rito, si può constatare la quantità di ramificazioni che stanno per percorrere le risorse messe insieme da Catricalà.
Come sempre, al festival della spartizione partecipano molto felicemente le associazioni dei consumatori, soprattutto le 17 che appartengono al Cncu, ossia al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti proprio presso il dicastero di via Veneto. A queste associazioni, in pratica arriveranno 4, 5 milioni di euro, dopo che il ministero medesimo avrà valutato tutta una serie di progetti che le organizzazioni consumeriste presenteranno. L’obiettivo sarà agevolare l’esercizio dei diritti da parte dei consumatori e la conoscenza delle opportunità e degli strumenti di tutela previsti dal Codice di consumo. Altri 700 mila euro arriveranno direttamente nelle casse delle associazione del Cncu «per l’attivazione di iniziative a vantaggio dei consumatori tramite il potenziamento delle relative attività del Cncu e delle attività di supporto a tale organo».
Ci sono poi ben 13 milioni di euro che andranno alle regioni: 1,9 mln alla Lombardia, 1,2 mln alla Campania, 1,16 mln al Lazio, 1,05 mln alla Sicilia, 1,02 mln al Veneto e a seguire tutte le altre. I 13 milioni verranno trasferiti dal ministero alle regioni «in base alla presentazione di un programma generale di intervento». Buona parte di queste risorse, seppur dopo una serie di passaggi, potrà sempre finire nelle tasche delle associazioni dei consumatori, perché è con queste ultime che potrà accordarsi ogni singola regione per perfezionare iniziative di informazione, educazione e assistenza dei consumatori.
Nella spartizione proposta da Scajola spuntano anche 3 milioni di euro che affluiranno al cosiddetto Fondo nazionale di garanzia per il consumatore di pacchetto turistico. Si tratta di soldi che verranno trasferiti al ministro competente, ovvero Michela Vittoria Brambilla, che dovrà gestirli «per far fronte alle richieste di rimborso del consumatore turista». E nel calderone ci sono pure 3,7 mln di euro che, tra le altre cose, verranno utilizzato dallo Sviluppo economico per campagne di comunicazione «anche in tema di contraffazione e trasparenza dei prezzi e tariffe».
A questo punto manca solo la riassegnazione al dicastero di Scajola dei 38 milioni che serviranno a finanziare tutti gli interventi. Riassegnazione che, neanche a dirlo, spetta al ministero dell’economia.
ANIA - ISVAP - ADICONSUM: odore di concertazione?
Pubblicato da 14 Febbraio 2010 in Consumatori, Assicurazioni e Prima Pagina. 1 Commento
ANIA, ISVAP, ADICONSUM la pensano allo stesso modo. C’è odore di concertazione nell’aria. Ricordiamo che Adiconsum è membro dell’Advisory Board della Fondazione Ania per la Sicurezza stradale e vice presidente del Forum Ania-Consumatori (tutti organismi presieduti dall’Ania). Dove certa stampa trovi elementi di litigio non si sa. Infatti, sulle questioni essenziali che governano il sistema dei risarcimenti nella RC auto sono tutti d’accordo. Anzi sembra che qualcuno sia più realista del re.
ALCUNI ELEMENTI IN COMUNE
REGOLARE (RIDURRE) IL RISARCIMENTO PER I DANNI GRAVI ALLA PERSONA
AUDIZIONE ANIA 9 FEBBRAIO 2010
Con riferimento ai danni alla persona più gravi (quelli con almeno 10 punti di invalidità), dobbiamo ancora una volta segnalare che manca a tutt’oggi la disciplina per la valutazione economica e medico-legale di tali lesioni, nonostante da tempo si sia completato l’iter per la sua approvazione. In assenza della normativa, i tribunali aggiornano le tabelle di valutazione economica delle lesioni sulla base dei criteri più disparati. Le nuove tabelle del Tribunale di Milano, introdotte nella scorsa estate e via via applicate da un numero rilevante di altri tribunali, comportano un aumento dei costi di liquidazione del 15% e ne consegue un aggravamento del fabbisogno tariffario di circa il 5%.
La fissazione dei valori economici e medico legali per la valutazione dei danni alla persona derivanti da lesioni di maggiore entità (da 10 a 100 punti di invalidità). Positivi riflessi potrebbero generarsi, oltre che sulla dinamica dei costi del sistema, sulla celerità dei pagamenti e omogeneità di trattamento tra danneggiati residenti in diverse aree del Paese;
COMUNICATO ADICONSUM 10 FEBBRAIO
Introdurre la rendita vitalizia nei risarcimenti per danni gravi alla persona al posto della liquidazione di capitale. Questo meccanismo smaschererebbe i numerosi casi di falsi invalidi. Regolarizzare, con la promulgazione del decreto ministeriale mancante in tema di danno alla persona, le invalidità permanenti dal 10% di IP al 100% di IP.
CONTRO LA FACOLTATIVITA’ DEL RISARCIMENTO DIRETTO E L’ASSISTENZA NELLA FASE STRAGIUDIZIALE
AUDIZIONE ANIA 9 FEBBRAIO 2010
Garantire il funzionamento del sistema di risarcimento diretto. La sentenza della Corte Costituzionale n. 180 del 2009 ha affermato, sulla base della normativa vigente, la natura non obbligatoria del sistema di risarcimento diretto nella fase giudiziaria, lasciando al danneggiato la possibilità di rivolgere la richiesta all’assicuratore del veicolo civilmente responsabile. Come hanno già ricordato, in questa stessa sede, anche esponenti dei Sindacati degli agenti e delle Associazioni dei consumatori, occorre intervenire con immediatezza con una correzione legislativa della disciplina. Nel rispetto dei principi contenuti nella sentenza, occorre evitare incertezze sull’obbligatorietà della procedura che favorirebbero il ritorno di costi impropri, con grave pregiudizio in termini di prezzi delle coperture r.c. auto per tutti i cittadini.
In tema di risarcimento diretto, appare necessario un intervento correttivo che fughi le incertezze in ordine alla esclusività della procedura, volto a salvaguardare il buon funzionamento del sistema;
RISARCIMENTO IN FORMA SPECIFICA
Da tempo l’Autorità richiama l’attenzione delle compagnie sulla necessità di un salto di qualità nel rafforzamento delle strutture di liquidazione dei sinistri, anche attraverso investimenti in risorse umane e tecnologiche che consentano: di pagare presto e meglio, arginare il contenzioso, combattere le frodi, in una parola aumentare efficienza ed efficacia dell’intero processo. Il risarcimento diretto agevola questo percorso virtuoso. Un rafforzamento dimensionale ma non solo: innovazioni di processo sono possibili - e, in effetti, in taluni casi sono già in atto - per rivedere la filiera della riparazione e liquidazione del danno; ulteriori vantaggi potrebbero derivare dalla diffusione di formule contrattuali che prevedono il risarcimento in forma specifica.
COMUNICATO ADICONSUM 10 FEBBRAIO
Riparazione del veicolo. L’applicazione dell’art 14 del regolamento attuativo del risarcimento diretto è stato disatteso da sconti inesistenti a chi avesse favorito l’intervento ripartivo del veicolo dal proprio assicuratore.
L’Adiconsum: una ne fa e cento ne pensa.
Pubblicato da 10 Febbraio 2010 in Comunicati, Consumatori, Assicurazioni e Prima Pagina. 4 Commenti
Il comunicato dell’Adiconsum non sappiamo da cosa sia generato. Forse è un contributo alla contemporanea audizione-lamentazione del presidente dell’ANIA nella commissione finanze della Camera, dove le compagnie sembrano cappuccetto rosso e le Vittime della Strada il lupo cattivo. A parte la richiesta di una Agenzia Antifrode, argomento di cui si parla da anni, ma che se si vuole fare seriamente non costa certo pochi spiccioli, l’Adiconsum:
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chiede di trasformare i risarcimenti per le lesioni gravi in indennizzi (il che sarebbe una pacchia per le Compagnie proprio per le lesioni meritevoli di maggiore tutela) ipotizzando, con un cinismo inqualificabile, una relazione tra falsi invalidi e Vittime della Strada che hanno subito lesioni gravi e gravissime e che, prima di essere risarcite, sono valutate attentamente da occhiuti medici legali delle Assicurazioni;
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in un momento di sofferenza per il mondo delle imprese artigiane esalta il risarcimento in forma specifica che vuole trasformare gli imprenditori in meri prestatori d’opera,
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chiede di istituire la figura del perito terzo per ridurre del 30% i risarcimenti, forse per accontentare le pie illusioni di qualche sindacato in sofferenza,
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vuole eliminare ciò che è già stato eliminato, con i peana della ineffabile associazione, ovvero il diritto all’assistenza del danneggiato fin dalla delicata fase stragiudiziale;
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esalta il meccanismo di conciliazione ANIA-Consumatori che, ricordiamo, è finanziato dalla stesse Compagnie (per approfondimenti leggere: Nostro intervento sul Giornale: “Consumatori, lo strano affare della conciliazione) .
Sommando i desiderata dell’ANIA, che vuole eliminare le lesioni lievi e gridare allo scandalo per le prudenti tabelle di Milano, e quelli dell’Adiconsum, che osa ancor più delle Compagnie sulle lesioni gravi, c’è da preoccuparsi parecchio.
Gli imprenditori artigiani, sia quelli indipendenti che concordatari, devono sapere con chi hanno a che fare quando magari vedono qualche rappresentante dell’Adiconsum dire il contrario in convegni o riunioni.
Verba volant, scripta manent.
Fabrizio Premuti (esperto Assicurazioni di Adiconsum): perchè non tace?
Pubblicato da 26 Giugno 2009 in Comunicati, Consumatori e Prima Pagina. 5 Commenti
Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, riportiamo le dichiarazioni, a dir poco ondivaghe, del responsabile assicurazioni di Adiconsum, e ci chiediamo: perchè non tace?
Premuti 2002 (il Salvagente - 21 febbraio 2002)
Estendere l’indennizzo diretto ai sinistri che hanno comportato anche danni fisici significava dare un alibi alle imprese per ritardare il risarcimento, che oggi per legge deve essere corrisposto entro 30 giorni. Perché un’invalidità permanente si consolidi, infatti, occorre che trascorrano almeno sei mesi. …..Infine, l’esclusione dell’assistenza legale: non si può pretendere che una persona che ha subito un danno grave non goda da subito dell’assistenza e dell’aiuto di un professionista
Premuti 2006 (Help Consumatori - 1 dicembre 2006)
“L’indennizzo diretto: un cambiamento straordinario, quasi epocale, permetterà ai consumatori e agli assicurati di potersi relazionale direttamente con la compagnia che hanno scelto per assicurarsi. La garanzia per il consumatore sarà di avere un maggiore riscontro del servizio che la compagnia che paga sa dargli. Una grande opportunità anche per le compagnie di assicurazione che riusciranno a far comprendere al proprio assicurato quale è il livello di servizio che sanno dare e quindi si metterà in risalto la qualità, cosa che è sempre passata in secondo piano e che invece oggi possiamo mettere in evidenza. Poi cambia tutta una serie di altre occupazioni che dovevano essere fatte con il vecchio sistema di risarcimento, e per prima cosa il dialogo diretto con il proprio assicuratore che dovrà dare obbligatoriamente dare una consulenza e una assistenza al danneggiato“
Premuti 2009 (Help Consumatori - 24 giugno 2009) TESTO INTEGRALE
ASSICURAZIONI. Indennizzo diretto, Premuti: “Ecco i punti da rivedere”
24/06/2009 - 11:16
La Corte Costituzionale interviene sull’indennizzo diretto e parla di “carattere alternativo, e non esclusivo, dell’azione diretta nei soli confronti del proprio assicuratore”. Quali le ripercussioni? E quali, più in generale, i problemi posti dall’indennizzo diretto? A rispondere è Fabrizio Premuti, responsabile Rc auto e assicurazioni di Adiconsum.
Cosa cambia con la sentenza?
Nella pratica non dovrebbe cambiare nulla perché la Corte interviene sul punto ma non può modificare l’andamento del quotidiano. E’ evidente che se fosse facoltativo il risarcimento diretto, - io lo chiamo risarcimento diretto e non indennizzo diretto - probabilmente andrebbe rivisto l’intero sistema. Già le associazioni dei consumatori del Cncu produssero all’inizio un documento in cui avevano individuato nel sistema del risarcimento diretto alcune falle e alcuni miglioramenti che dovranno essere apportati, come per esempio l’introduzione della terzietà nell’individuazione del valore economico del danno. Perché parlo di terzietà? Perché oggi siamo nella spiacevole condizione, e questo lo denunciamo da sempre, in cui il debitore stabilisce l’entità del debito. E questo è assolutamente improponibile.
Quali sono dunque i principali difetti del risarcimento diretto così come è impostato?
Prima cosa è appunto che il debitore non può certamente stabilire l’entità del debito ma dev’essere un ente terzo, quindi un perito terzo, un medico terzo, che vanno a individuare quali sono le entità del danno prodotto nei confronti del consumatore danneggiato, e quindi quali sono i valori che vanno applicati nel risarcimento. Non solo: vanno anche individuate le voci che vanno comprese nel risarcimento. Per esempio sul danno alle persone, visto che la sentenza si occupa proprio del danno verso i trasportati, si fa molta confusione su quello che può essere il danno patrimoniale, il danno biologico, il danno morale, il danno esistenziale… Qui va tutto riportato nell’ambito del diritto. E queste voci devono essere assolutamente individuate da una persona che non sia quella che è interessata nel pagamento del risarcimento. Ancora: è stata data all’impresa di assicurazione l’intera partita dell’informazione e dell’assistenza. Se vengono pilotate, e purtroppo abbiamo verificato che l’informazione e l’assistenza sono state pilotate proprio per rimanere magari nell’ambito dei forfait e produrre un lucro ulteriore alla compagnia, questo non va bene perché è ulteriore danno del danneggiato. Questi sistemi vanno rivisti così come va probabilmente rivisto il sistema del forfait.
Le tariffe sono effettivamente diminuite?
Se prendiamo i premi complessivi, dovremmo dire che probabilmente sono anche diminuite. Ma la realtà dei fatti non è questa, perché in quei territori in cui le compagnie si aspettavano la caduta dell’obbligo a contrarre, le hanno aumentate. Nei territori in cui intendono produrre nuovi assicurati, utilizzano la flessibilità tariffaria e abbattono le tariffe nuove depositate presso l’Isvap anche del cinquanta per cento. Non c’è un meccanismo tariffario al ribasso, c’è un meccanismo tariffario fortemente selettivo che è in antitesi con quello che ha prodotto, nel 1969, la rc obbligatoria.
di Sabrina Bergamini
2009 - redattore: BS
Sentenza Corte costituzionale. Pentimento di MDC?
Pubblicato da 24 Giugno 2009 in Comunicati, Consumatori e Prima Pagina. 2 CommentiAdusbef e Federconsumatori: ritorna l’allegra brigata
Pubblicato da 18 Maggio 2009 in Consumatori e Prima Pagina. 2 Commenti
Unisco la versione integrale di un comunicato di Adusbef, presieduto dal Senator Lannutti, uno dei numi tutelari dell’indennizzo diretto, e Federconsumatori, presieduta dall’onnipresente Trefiletti, che ha varie cariche all’interno dell’ANIA e grande concertatrice sin dai tempi della legge 57/01. Ai lettori i commenti del caso. Il mio lo potete forse evincere dall’immagine a fianco. Accusano il Governo di andare a braccetto con le Compagnie. E loro, che sono presieduti dal Ministro dello Sviluppo economico di turno e hanno firmato patti con le Compagnie o sostenuto per anni i progetti delle stesse? Ci facessero il piacere!! (direbbe Totò).
COMUNICATO STAMPA ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI
RC AUTO: RINCARI CONTINUI CON ULTERIORI STANGATE A CARICO UTENTI. PER RIPIANARE I CONTI,GENERALI HA AUMENTATO LE TARIFFE IN MEDIA DEL 4%, ALTRE PAGNIE RINCARANO ANCHE DEL 9% AD AUTOMOBILISTI VIRTUOSI.DA LIBERALIZZAZIONE TARIFFARIA,PAGNIE HANNO RINCARATO DEL 162,8% !
Non si arresta il saccheggio continuo delle compagnie assicurative sulle polizze obbligatorie RC Auto,rincarate dal 1994,anno della liberalizzazione tariffaria,del 162,8 per cento in media,mentre le polizze per moto e motorini,hanno subito salassi pari al 316 per cento. Dopo le avventure delle polizze index,linked e della finanza derivata,le cui perdite sono state addossate principalmente ai consumatori,ma in parte hanno indebolito i conti economici, le principali compagnie,con una spudoratezza illimitata, hanno applicato fior di aumenti con la finalità di ripianare i bilanci in rosso.
Assicurazioni Generali infatti, dopo la prima trimestrale in perdita,ha annunciato di aver proceduto ad un aumento medio delle tariffe RC Auto nella misura del 4%, al cui interno si possono registrare aumenti anche del 9-10 per cento per gli automobilisti poco virtuosi che avessero provocato un sinistro anche di lieve entità.
Le insostenibili tariffe assicurative per la responsabilità civile (Rc auto) arrivate in media a 948 euro,sono cresciute del 162,8 per cento dalla liberalizzazione tariffaria del 1994, con continui aumenti superiori al tasso di inflazione anche con la patente a punti, che ha ridotto l’incidentalità ed i risarcimenti e perfino dopo l’introduzione dell’indennizzo diretto da parte di un sistema assicurativo,protetto dall’Isvap e dal Governo, che gode di ottima salute, grazie agli aumenti allegri effettuati sulla pelle delle famiglie che devono tirare la cinghia per finanziare gli utili delle compagnie e gli elevati compensi dei manager.
Le polizze obbligatorie RC Auto,una sorta di pizzo legalizzato a carico di milioni di automobilisti, che prima della liberalizzazione tariffaria del 1994, sotto il regime dei “prezzi amministrati”, pagavano in media 700.000 lire, il controvalore di 361 euro, hanno pagato 14 anni dopo,nel 2008, un costo medio per una polizza di un’auto di fascia media (non contando le punte estreme come la Campania) ben 948 euro,a differenza di altri Paesi UE, come Francia, Spagna,Germania,dove gli aumenti registrati non hanno mai superato la soglia del 70 %.
Per non parlare del costo più che triplicato delle polizze per moto e motorini sotto i 150 cc di cilindrata, che nel 1994 costavano in media un massimo di 235.000 lire (121 euro), mentre nel 2008 sono costate in media 490 euro, con un aumento del 316 per cento.
Adusbef e Federconsumatori chiedono ad un Governo aduso ad andare a braccetto con le Compagnie per assecondarne i desiderata,come è dimostrato dal collegato energia che oltre ad aver istituito una class action alla rovescia perché punitiva per i consumatori, ha ripristinato polizze pluriennale abrogando le conquiste del decreto Bersani, maggiore attenzione e rispetto dei diritti degli utenti saccheggiati dall’idrovora assicurativa, che solo per le polizze obbligatorie RC Auto,impongono una sorta di “pizzo” che arriva a mangiarsi fino al 5 per cento annuo di un reddito famigliare netto di 18.000 euro l’anno, con la beffa finale dell’Istat, secondo la quale il peso della polizza è pari all’1% di peso sul paniere
Un decretino ministeriale: 18 milioni alle Associazioni dei Consumatori del CNCU
Pubblicato da 28 Ottobre 2008 in Consumatori. 0 Commenti
Ecco uno schema di decreto ministeriale mimetizzato nei meandri della Commissione Attività Produttive della Camera oggi in discussione. Consumatori in crisi e boom per le associazioni dei Consumatori del CNCU? Senza ulteriori commenti.


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